Serie A, Napoli c’è per lo scudetto: 4-2 alla Lazio. Fiorentina batte Verona 4-3

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Dicembre 2013 23:38 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2013 0:02
Formazioni Serie A: Lazio-Napoli e Fiorentina-Verona (posticipi del lunedì). Rafa Benitez nella foto LaPresse

Formazioni Serie A: Lazio-Napoli e Fiorentina-Verona (posticipi del lunedì). Rafa Benitez nella foto LaPresse

ROMA – Il Napoli c’è per lo scudetto. La squadra di Rafa Benitez ha vinto 4-2 sul campo della Lazio e si è portata a meno sei dalla Juventus capolista e a meno tre dalla Roma seconda in classifica.

Importante successo in chiave Europa per la Fiorentina. La squadra di Vincenzo Montella ha battuto di misura, 4-3, un ottimo Verona e si è portata al quinto posto in classifica.

Lazio-Napoli  2-4, gol: Gonzalo Higuain 24′ e 72′, autogol di Valon Behrami 26′, Goran Pandev 51′, Keita 87′ e Callejon 91′  

Il Napoli riprende la caccia a Juventus e Roma, ritrova Higuain e l’autostima che aveva perso dopo gli ultimi tre brutti ko.

All’Olimpico contro la Lazio, tra due squadre in crisi d’identità, gli azzurri chiudono con i botti il posticipo della 14/a giornata: vincono 4-2 una partita ricca di emozioni e si riportano nella zona nobile della classifica, a -3 dalla Roma e a -6 dalla capolista Juventus. Soprattutto, dopo i tre rovesci tra campionato e Champions, gli uomini di Rafa Benitez ritrovano convinzione e una valanga di gol in vista della sfida ‘dentro-o-fuori’ contro l’Arsenal.

Finisce male invece per la Lazio dopo una settimana turbolenta, vissuta prima con le indiscrezioni su Petkovic prossimo ct della Svizzera e poi con la trasferta polacca finita con la mezza crisi diplomatica cha ha investito i tifosi al seguito e ricordati dalla Nord all’Olimpico con cori e striscioni (“liberate i nostri fratelli”, “Polonia vaff…”).

Rafa Benitez nel momento clou della stagione ritrova il sorriso e il ‘suo’ Napoli: sornione, lucido, in palla per tutti i 90′ anche se a volte confusionario. L’assenza di Hamsik d’altronde si sente: il Napoli senza lo slovacco e’ come la Roma senza Totti o la Juve senza Pirlo: una squadra involuta, che passa dal gioco a memoria all’improvvisazione e in campo si vede. Meno male che davanti ci sono Higuain (tornato in gran forma) e l’ex Pandev che trasformano in oro tutte le occasioni capitate tra i piedi. Il problema della Lazio e’ forse ancora piu’ grande non avendo un Hamsik, un Totti o un Pirlo.

Potrebbe esserlo Candreva che nei primi minuti ruba spesso il tempo ad Armero, ma il n.87 biancoceleste alla lunga diventa scontato e soprattutto non ha un partner in mezzo al campo che gli consenta liberta’ di movimento. Le palle gol della Lazio passano comunque sempre per i suoi piedi: apre e chiude il tempo con due splendide giocate che pero’ non trovano fortuna. Petkovic le prova tutte: inizia con un anomalo 4-1-4-1 e finisce con un velleitario 4-2-4 che mette soprattutto in luce la scarsa presa sulla squadra.

Non e’ pero’ colpa sua se la dietro ci sono Cana e Ciani, due che riescono nell’impossibile e sono responsabili di almeno tre gol su quattro. Carattere e personalita’ aveva chiesto Benitez alla vigilia e almeno su questo fronte ha avuto risposte indicative. Il 4-2-3-1 con cui scende all’Olimpico magari non e’ dirompente ma ha il pregio di risultare ordinato, preciso, tatticamente perfetto sulla carta.

Quanto basta per mettere sotto una Lazio “spuntata” che vive di improvvisazione. I gol del primo tempo nascono per caso, il primo da uno svarione di Cana che libera Higuain, il secondo da un autogol dell’ex Behrami che non si ricorda di aver cambiato maglia e infila alle spalle di Reina.

Gli azzurri sono abili nel giocare costantemente con tutti i centrocampisti dietro la linea della palla, cosa che puntualmente avviene ogni volta che la Lazio propone qualche azione offensiva. Al resto ci pensa il ‘pipita’ he a meta’ della ripresa dà la sterzata giusta al match: altra giocata d’autore di Pandev (fischiatissimo), palla a Higuain che si sbarazza di Cana e batte Marchetti in uscitando nuovamente l’ estremo difensore laziale in uscita.

Il giovane Keita prova a riaprire una partita segnata (87′) ma gli azzurri approfittano dell’ennesimo svarione della difesa biancoceleste per mettere a segno la quarta rete con Callejon e ridare senso e belle prospettive alla stagione.

Lazio (4-1-4-1): 22 Marchetti, 29 Konko, 2 Ciani, 27 Cana, 26 Radu, 5 Biglia, 19 Lulic, 8 Hernanes, 23 Onazi, 87 Candreva, 11 Klose. (1 Berisha, 95 Strakosha, 3 Dias, 17 Pereirinha, 20 Biava, 85 Novaretti, 24 Ledesma, 7 Anderson, 15 Gonzalez, 14 Keita, 34 Perea, 99 Floccari). All.: Petkovic. Squalificati: Mauri. Diffidati: Hernanes, Lulic. Indisponibili: Ederson

Napoli (4-2-3-1): 12 Reina, 11 Maggio, 33 Albiol, 5 Britos, 2 Reveillere, 85 Berhami, 88 Inler, 7 Callejon, 19 Pandev, 14 Mertens, 9 Higuain. (1 Rafael, 15 Colombo, 3 Uvini, 28 Cannavaro, 21 Fernandez, 27 Armero, 13 Bariti, 22 Radosevic, 20 Dzemaili, 24 Insigne, 91 Zapata.). All.: Benitez. Squalificati: nessuno. Diffidati: Britos. Indisponibili: Mesto, Zuniga, Hamsik.

Arbitro: Bergonzi di Genova. Quote Snai: 2,90; 3,30; 2,35.

Fiorentina-Hellas Verona 4-3, gol: Borja Valero 5′ e 14′, Romulo 6′, Iturbe 13′, Vargas 43′, Rossi (rigore) 54′, Jorginho 73′  

Fiorentina-Verona è stata la festa del gol. Sette in tutto di cui ben cinque nel primo tempo. Una festa che, alla fine, ha premiato la squadra viola che con questo successo riscatta il ko di Udine e agguanta l’Inter al quarto posto, a quota 27 punti, portandosi a 7lunghezze dalla Roma prossima avversaria.

Per i veneti invece, che hanno pagato la serata no del loro portiere, un atteggiamento un po’ troppo arrembante e l’espulsione a inizio ripresa di Jankovic per un tocco di mano in area punito anche col rigore, si tratta della terza sconfitta di fila. Che non macchia il buon rendimento avuto nella prima parte della stagione ma costringe comunque Mandorlini a correggere qualche errore e svagatezza di troppo.

Davanti all’acclamato ex Batistuta, in tribuna insieme ad un altro amato ex come Cesare Prandelli (ex anche del Verona) e a Mario Gomez appena rientrato da Monaco di Baviera e voglioso di tornare in campo prima di Natale, la partita si è accesa subito tanto che nei primi 14′ sono stati realizzati ben quattro gol: ad aprire le danze Borja Valero seguito dall’immediato pareggio di Romulo, altro ex, che per questo non ha festeggiato.

Al 13′ il Verona si è addirittura portato in vantaggio con Iturbe su passaggio di Toni, altro applaudito ex, e un minuto dopo è stato ancora Borja Valero, schierato capitano per l’infortunio di Pasqual e il forfait durante il riscaldamento di Pizarro. Per lo spagnolo è la prima doppietta in A.

Ma le emozioni non erano finite e prima dell’intervallo Vargas ha riportato in avanti la Fiorentina con una rasoiata che ha colto di sorpresa il non impeccabile Rafael. Nella ripresa la festa del gol è continuata: al 7′ l’arbitro ha espulso, non senza qualche dubbio, Jankovic per un tocco di mano punito anche con il rigore che si è incaricato di battere Pepito Rossi.

L’attaccante viola non ha fallito neppure stavolta, 5õ° rigore centrato da inizio stagione, 12esima rete in campionato e leadership nella classifica dei cannonieri. Finita qui? Macchè. Mandorlini ha imbottito la sua squadra di giocatori offensivi (da Martinho a Cacia) per provare a ribaltare il punteggio e al 27′ è riuscito ad accorciare le distanza con Jorginho, complice una difesa viola non proprio attentissima.

Ma anche in avanti la Fiorentina non ha saputo sfruttare quanto costruire fallendo almeno tre nitide occasioni con il neo entrato Matos, con Rossi, con Cuadrado. Rafael limitava il passivo ma ormai era troppo tardi per cambiare il destino al match.

Fiorentina (4-3-3): 1 Neto, 40 Tomovic, 2 Gonzalo Rodriguez, 15 Savic, 23 Pasqual, 21 Ambrosini, 7 Pizarro, 20 Borja Valero, 17 Joaquin, 49 Rossi, 11 Cuadrado. (78 Munua, 4 Roncaglia, 5 Compper, 3 Alonso, 18 Vecino, 14 Mati Fernandez, 66 Vargas, 27 Wolski, 72 Ilicic, 9 Rebic, 77 Iakovenko, 30 Matos). All.: Montella. Squalificati: Aquilani. Diffidati: Cuadrado, Pizarro. Indisponibili: Gomez, Hegazy.

Verona (4-3-3): 1 Rafael, 29 Cacciatore, 18 Moras, 22 Maietta, 33 Agostini, 2 Romulo, 19 Jorginho, 10 Halfredsson, 15 Iturbe, 9 Toni, 11 Jankovic. (31 Mihaylov, 3 Albertazzi, 23 Gonzalez, 13 Bianchetti, 25 Marques, 5 Donati, 30 Donadel, 7 Longo, 6 Martinho, 8 Cacia, 14 Cirigliano, 21 Gomez. Allenatore: Mandorlini). All.: Mandorlini. Squalificati: nessuno. Diffidati: Cacciatore, Jankovic, Jorginho. Indisponibili: nessuno.

Arbitro: Doveri di Roma. Quote Snai: 1,47; 4,00; 7,00.