Serie A: Juve e Napoli rispondono alla Roma. Fiorentina mette ko il Milan

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2013 23:25 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2013 23:27
La Juve ha vinto a Parma grazie al gol di Pogba (LaPresse)

La Juve ha vinto a Parma grazie al gol di Pogba (LaPresse)

ROMA – Juventus Napoli sono uscite vincitrici  negli anticipi dell’undicesima giornata del campionato di Serie A e, in attesa dell’impegno della Roma a Torino, si sono riportate a -2 dai giallorossi.

Crisi ‘rosso-nera’ per il Milan che ha perso in casa contro la Fiorentina ed è uscito tra i fischi dei propri tifosi.

Su tutte le furie anche l’amministratore delegato del Milan Adriano Galliani che ha lasciato la tribuna ad un quarto d’ora dalla fine della gara.

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PARMA-JUVENTUS  0-1, gol: Pogba 76′   

Era importante non perdere terreno dalla Roma. Farlo avendo davanti le supersfide di Champions con il Real Madrid e di campionato con il Napoli vale ancora di più. Al Tardini di Parma dove, sino ad oggi, Antonio Conte da allenatore aveva racimolato solo pareggi, la Juventus conquista tre punti pesantissimi.

Non è la migliore Juve della stagione, anzi, ma alla fine quello che conta è muovere la classifica e confermare l’imbattibilità della difesa, senza reti subite da tre giornate. Decide Pogba, al 32′ del secondo tempo, ma il merito del gol è tutto di Quagliarella.

Entrato da una manciata di secondi al posto di Tevez si inventa una magia dalla distanza che finisce sulla traversa e sulla ribattuta il centrocampista francese ha vita facile a ribadire in rete. Fino al gol la partita era stata tutto sommato equilibrata, con pochi pericoli per i due portieri.

Senza Bonucci, rimasto ad allenarsi a Vinovo, e con Pirlo, Llorente e Quagliarella in panchina, i bianconeri non sono incisivi come al solito. Nel primo tempo è così il Parma a farsi subito pericoloso con un tiro dalla distanza di Amauri. All’11’ occasione d’oro per gli emiliani con Gobbi, servito tutto solo in area da Parolo, ma il difensore, invece di andare al tiro, spreca crossando dove non c’è nessuno.

La prima risposta della Juventus arriva quattro minuti più tardi con una triangolazione Giovinco-Tevez ed il tiro dell’argentino fermato da Mirante. La partita scorre senza sussulti, e a ritmo lento, sino al 33′ quando Vidal mette dalla distanza di poco a lato. E’ l’ultima occasione del primo tempo, avaro di emozioni.

Nella ripresa è subito Juventus quando Asamoah viene servito in area piccola ma Biabiany, inarrestabile in attacco e questa volta perfetto in copertura, devia in angolo. Al 7′ Tevez serve Giovinco, giornata no per lui, ma Mirante para ed il Parma subito riparte proprio con Biabiany che pesca in area piccola Amauri, il colpo di tacco dell’italobrasiliano è spettacolare ma non centra la porta. Il numero 11 crociato conferma il periodo no rimanendo ancora a secco in questo campionato. Al 17′ è il momento di Pirlo che entra al posto di Marchisio.

A farsi pericolosi sono però al 25′ Vidal e Padoin, con la giocata dell’ex atalantino che si trasforma in un assist perfetto per Tevez ancora stoppato da Mirante. Il risultato ancora non si sblocca ed allora Antonio Conte, è la mezz’ora, fa la mossa decisiva per il match. Fuori Giovinco e Tevez, dentro Llorente e Quagliarella.

Cambi azzeccati perché proprio il numero 27 bianconero si inventa un gran tiro dalla distanza – la sua specialità – che, respinto dalla traversa, permette a Pogba di mettere in rete. Il Parma, a quel punto, prova a reagire.

Donadoni, senza dubbio meno lucido di Conte nelle sostituzioni, aspetta troppo a cambiare ed inserisce Sansone ed Obi a gara praticamente conclusa. I bianconeri se la devono vedere quindi solo con Amauri che in tre occasioni prova a pungere ma Buffon non è mai seriamente impegnato. Finisce 1-0.

La Juventus sale a quota 28 e può pensare ora alla Champions sicura di avere le armi per poter continuare a lottare per lo scudetto. Il Parma invece si ferma per la seconda volta dopo la sconfitta di mercoledì con il Genoa e, dato più preoccupante, ancora una volta non segna.

Parma (3-5-2): Mirante; Cassani, Lucarelli, Pedro Mendes; Biabiany, Gargano, Marchionni, Parolo, Gobbi; Cassano, Amauri

A disp.: Bajza, Rossetto, Mesbah, Valdes, Palladino, Felipe, Obi, Sansone, Munari, Benalouane, Acquah, Rosi.
All.: Donadoni

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Ogbonna, Chiellini; Padoin, Vidal, Pogba, Marchisio, Asamoah; Tevez, Giovinco
A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, Peluso, De Ceglie, Isla, Motta, Pirlo, Quagliarella, Llorente.
All.: Conte.

NAPOLI-CATANIA 2-1 Callejon 14′, Hamsik 20′, Castro 25′   

Il testa a testa al vertice della classifica continua. Il Napoli risponde subito al blitz della Juventus a Parma, superando il Catania e mantenendo il secondo posto in comproprietà con i bianconeri.

Non è una partita facile per gli azzurri ed il fatto che la vittoria con un solo gol di scarto la dice lunga sulle difficoltà trovate dai padroni di casa per accaparrarsi i tre punti. I siciliani, nonostante la squadra sia fortemente rimaneggiata per la numerose assenze, tengono molto bene il campo e soprattutto nei primi dieci minuti di partita, mantengono il predominio del gioco. La squadra di Benitez, però, è dotata di attaccanti estrosi e ricchi di tecnica individuale.

Quando la manovra degli azzurri passa tra i piedi dei trequartisti e di Higuain può sempre concretizzarsi un pericolo per la difesa siciliana. Ed infatti i primi due gol dei partenopei nascono proprio da super giocate dei suoi uomini migliori. Callejon ed Hamsik finalizzano manovre corali dell’attacco sui due lati del campo e l’inerzia della gara sembra decisamente girare dalla parte del Napoli.

Ma il Catania non si arrende e sfrutta i suoi uomini migliori, Almiron e Maxi Lopez (l’argentino torna titolare dopo sei mesi, fino ad ora aveva giocato sette volte, ma sempre subentrando dalla panchina) per reagire. Proprio da una giocata di classe di Lopez parte l’azione del gol catanese, siglato da Castro, grazie ad un assist di Biraghi lasciato libero sulla fascia dal debuttante Uvini, entrato a freddo al 7′ per sostituire Mesto, infortunato.

Nel secondo tempo accade quello di cui Benitez si è troppo spesso lamentato negli ultimi tempi: il Napoli, complice anche un atteggiamento necessariamente più sfrontato del Catania, produce occasioni da gol a raffica e le spreca in continuazione. Higuain, Hamsik, Insigne, Callejon, Dzemaili e perfino Fernandez non riescono a chiudere azioni nelle quali si trovano in ottima condizione per concludere.

Tutto ciò comporta che fino all’ultimo respiro la gara rimanga in bilico procurando a Benitez ed ai tifosi sofferenze notevoli. L’allenatore si sbraccia in panchina in modo inusuale proprio per esprimere tutto il suo disappunto per questa incapacità del Napoli di chiudere le partite che effettivamente sta diventando congenita.

Alla fine, comunque, la vittoria bene o male arriva e ciò consente a Benitez di battere il record di punti totalizzati nelle prime 11 giornate di campionato. Nelle prime 10 giornate a Liverpool aveva in una circostanza totalizzato 8 vittorie e 2 pareggi. All’undicesima perse però con il Tottenhan. Una piccola soddisfazione per il tecnico madrileno che mitiga un pò l’amarezza per le sofferenze eccessive patite.

NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Mesto, Fernandez, Albiol, Armero; Behrami, Dzemaili; Callejon, Hamsik, Insigne; Higuain. Allenatore: Benitez.

CATANIA (4-5-1): Andujar; Alvarez, Gyomber, Legrottaglie, Capuano; Izco, Tachtsidis, Almiron, Castro, Biraghi; Maxi Lopez. Allenatore: De Canio.

MILAN-FIORENTINA 0-2 Vargas 26′, Borja Valero 72′

Il momentaccio del Milan è diventato crisi. Grazie a una punizione di Vargas deviata da Muntari e a un gol di Borja Valero nel deserto della difesa milanista, la Fiorentina ha infatti condannato (0-2) i rossoneri al 5/o ko in 11 giornate, espugnando San Siro per la 3/a stagione di fila in una sfida a nervi tesi, soprattutto sul fronte rossonero.

Dove Balotelli, diffidato, ha rimediato la 6/a (inutile) ammonizione in campionato che gli costerà la 4/a giornata di squalifica. Dopo gli ululati dei tifosi viola a Muntari e Balotelli, la colonna sonora della serata si chiude con i fischi al Milan e al suo allenatore, e la Curva che contesta il mercato, mentre Galliani lascia la tribuna con un quarto d’ora d’anticipo. L’anno scorso era l’11 novembre quando il ko con i viola spinse Allegri sull’orlo dell’esonero.

Nelle ore precedenti a questa partita non sono arrivati ultimatum dall’alto. Alle prese con ben altre vicende, Berlusconi non sembra ancora pronto a decisioni drastiche ma certo Allegri trema, non può stare tranquillo, anche perché mercoledì a Barcellona non sono concesse figuracce.

Fra le tensioni dell’anno scorso e dell’ultima settimana, Mazzoleni amministra una partita complicata in cui il Milan protesta per un paio di contatti in area su Balotelli e la mancata espulsione di Aquilani, che forse meritava la seconda ammonizione nella ripresa.

Ma non può prendersela con l’arbitro Allegri, perché a parte un inizio incoraggiante di Kakà, la sua squadra non aggredisce mai se non con manovre casuali. Non fa molto di più la Fiorentina, ma Montella, alla centesima panchina in serie A, può accontentarsi della prova matura dei suoi, concreti quanto basta e bravi a reagire dopo giorni di polemiche per l’espulsione di Cuadrado e i ricorsi respinti.

Il successo non vale come rivincita dopo il testa a testa per la Champions dell’anno scorso, ma permette ai viola di guardare dall’alto un Milan che marcia a poco più di un punto a gara. E’ stata una serata speciale ma breve per Ambrosini, applaudito dai suoi ex tifosi ma fuori gioco dopo 34′ per il riacutizzarsi del problema alla coscia che lo ha fermato per una decina di giorni. Ma la mediana viola non sbanda, anzi. Gonzalo Rodriguez e Savic annullano Balotelli e Birsa, e Vargas brilla alla prima da titolare, non solo per la punizione deviata da Muntari al 27′, uno spartiacque che dopo un avvio senza troppe emozioni, alza la temperatura in campo.

Il protagonista diventa Balotelli, non in positivo. Al 41′ finisce a terra per un contatto dubbio in area con Gonzalo Rodriguez su cui Mazzoleni sorvola.

Cinque minuti più tardi il milanista è di nuovo a terra ma è lui ad allargare la gamba per andare addosso a Pasqual che gli dà le spalle: niente rigore, ma solo un gran dolore allo stinco, mentre piovono ancora ululati dai tifosi viola e insulti a Mazzoleni da quelli del Milan.

Con Matri pronto a entrare, Baloteli stringe i denti ma nella ripresa si fa notare solo quando si fa ammonire per un inutile fallo sul portiere Neto. L’attaccante non riesce a reagire, come il resto del Milan che accumula calci d’angolo ma non occasioni. Una ne ha la Fiorentina e Borja Valero punisce, dando il là alla contestazione del pubblico rossonero.

MILAN: Gabriel; Abate, Zaccardo, Zapata, Constant; Montolivo, De Jong, Muntari; Birsa, Balotelli, Kakà. A disposizione: Abbiati, Amelia, Vergara, Cristante, Poli, Emanuelson, Saponara, Matri, Niang, Robinho. All. Allegri.

FIORENTINA: Neto; Tomovic, Gonzalo Rodriguez, Savic, Pasqual; Aquilani, Ambrosini, Borja Valero; Matos, Rossi, Vargas. A disposizione: Munua, Lupatelli, Roncaglia, Compper, Alonso, Vecino, Olivera, Wolski, Iakovenko, Joaquin, Rebic. All. Montella.