Serie A, Roma (3-2 all’Udinese) e Napoli (1-0 al Torino) non sbagliano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Marzo 2014 0:02 | Ultimo aggiornamento: 18 Marzo 2014 0:03
Roma-Udinese, Rudi Garcia (foto LaPresse)

Roma-Udinese, Rudi Garcia (foto LaPresse)

ROMA – Serie A, posticipi della 28° giornata. 

Roma e Napoli non sbagliano in ‘zona Champions’. I giallorossi hanno vinto 3-2 contro l’Udinese e hanno tenuto a -3 i partenopei che hanno piegato per 1-0 il Torino allo Stadio Olimpico.

Risultati e marcatori di giornata.

ROMA-UDINESE 3-2, gol: Francesco Totti 21′, Mattia Destro 30′, Giampiero Pinzi 51′, Vasilis Torosidis 69′, Dusan Basta 80′    

Francesco Totti torna e illumina il Monday night della Roma, confermando di essere sempre lui il faro di una squadra che vola davvero alto solo con il capitano in campo.

Il 3-2 sull’Udinese porta il suo sigillo, con il gol che ha sbloccato la partita e il lancio a smarcare Gervinho per propiziare il raddoppio (che porta la firma di Destro), e consente alla Roma di tenere a distanza il Napoli, che si era fatto più che minaccioso con la vittoria a Torino nell’altro posticipo.

I giallorossi tornano al successo, e soprattutto al gol, dopo un pareggio ed una sconfitta, chiudendo per ora le porte alle speranze partenopee, ma per Garcia non mancano i campanelli d’allarme, perché l’Udinese, reduce dal successo con il Milan, ha fatto la sua figura al’Olimpico, tenendo in bilico il risultato fino all’ultimo.

La squadra di Garcia è entrata in campo sotto una forte pressione psicologica, avendo saputo poco prima della vittoria del Napoli. Il gol di Higuain aveva portato la squadra di Benitez a pari punti e la risposta doveva essere immediata per non avviare un pericoloso testa a testa Il tecnico francese aveva comunque attrezzato la sua squadra con l’artiglieria pesante, decidendo di schierare Gervinho, Totti, e Destro insieme.

La scelta è stata giusta, perché i tre hanno dominato la scena, almeno nel primo tempo, mettendo tutti il piede, e la “testa”, nel primo e nel secondo gol. A centrocampo, Nainggolan, Taddei e Pjanic non hanno fatto rimpiangere De Rossi e Strootman, che sarà operato domani in Olanda. L’olandese ha anche avuto gli auguri della curva e dei compagni, entrati in campo con una maglietta arancione con la scritta Forza Kevin.

In difesa, con Torosidis e Dodò esterni, ha dovuto fare gli straordinari De Sanctis, autore di alcune grandi parate, tanto da meritarsi anche i complimenti dell’ex compagno Di Natale. La partita è cominciata a ritmo basso, con l’Udinese piuttosto coperta con in avanti il duo Pereyra-Di Natale e la Roma accorta nel farsi avanti senza esporsi. E’ stato Gervinho a a spaventare quasi subito il giovane portiere dell’Udinese Scuffet, messo poco dopo a dura prova dall’ex di turno Benatia con un bolide da lontano.

Al 22′ la svolta: Totti è entrato di prepotenza sulla respinta di Scuffet su tiro di Gervinho e ha sbloccato la gara con i suo sesto centro in campionato, il 233/o in A. L’Udinese ha risposto subito con Badu, e De Sanctis ha salvato i suoi. Totti ancora in cattedra al 30′: lancio smarcante su Gervinho, splendido stop dell’attaccante che ha poi liberato Destro in area e il giovane azzurro, evitando Scuffet, ha raddoppiato.

Partita virtualmente chiusa, ma il secondo tempo è stato però più movimentato del previsto, perche’ l’Udinese ha trovato subito il 2-1 con Pinzi e ha ancora cercato di affondare i colpi. A togliere le castagne dal fuoco ai giallorossi è stato Torosidis, con una prodezza balistica da fuori area al 24′.

La Roma convinta di aver fatto il suo si è un po’ seduta, subendo l’allarmante 3-2 a 10′ dal termine per una rete di Basta in mischia, ma il finale non ha portato altre sorprese per i tifosi di casa, passati dalla tranquillità alla tensione alla gioia finale. Totti, salutato da ovazioni al cambio con Florenzi, sarà comunque indispensabile alla Roma per continuare a correre. 

Roma (4-3-3): De Sanctis; Torosidis, Benatia, Castan, Dodò; Pjanic, Nainggolan, Taddei; Gervinho, Destro, Totti. All. Garcia.

Udinese (3-5-1-1): Scuffet; Heurtaux, Danilo, Domizzi; Widmer, Badu, Allan, Pinzi, Basta; Pereyra; Di Natale. All. Guidolin.

TORINO-NAPOLI 0-1, gol: Gonzalo Higuain 89′ 

Sotto gli occhi di Cesare Prandelli, il Napoli di Gonzalo Higuain conquista all’89’ il più insperato dei risultati: 1-0 contro un Torino che, per quanto si è visto in campo, fino a quel momento aveva fatto quasi tutta la gara e certamente avrebbe meritato di più.

Ma il calcio così: non una scienza esatta, ma un gioco spesso affidato a episodi, dove spesso sono i campioni a vincere da soli. Nel caso specifico non è stato il Napoli, ma Higuain a battere un bel Toro: all’89’ lo spagnolo si è liberato di Glik “inciampando” sulla sua corsa. Il granata è caduto, l’arbitro ha lasciato proseguire, e Higuain ha messo a segno il gol-partita.

I granata hanno protestato, il fallo sembrava evidente. Ma intanto la partita l’ha vinta il Napoli, che resta più che mai in corsa per il 2/o posto in classifica. Al Toro, invece, resta il rammarico, non altro. I granata avrebbero meritato una conclusione diversa.

Perché Ventura aveva mandato in campo una squadra tatticamente perfetta. Aveva sorpreso tutti lasciando in panchina Immobile e Cerci, e mandando in campo fin dal primo minuto i rincalzi Meggiorini e Barreto. “Una scelta tecnica” spiegherà più tardi. La ragione è stata ben visibile sul campo già dalle prime battute di gioco, soprattutto nel primo tempo. I due rincalzi si sono sfiancati in avanti sui portatori di palla del Napoli, così come ha fatto Tachtidis (al suo debutto dal primo minuto).

Questa impostazione ha messo il Torino nelle condizioni di rallentare e spesso impedire che il gioco partenopeo passasse dai piedi di Inler, apparso spento. Al contrario del suo collega, Benitez aveva schierato la formazione prevista, tenendo in panchina Insegne, e lasciando in avanti Higuain affiancato da Callejon e Mertens. Ma sia Jorginho sia Hamsik hanno stentato a trovare gli equilibri, ed è stato il Torino a “fare” la partita.

La disposizione tattica dei granata ha complicato non poco la vita ai centrocampisti del Napoli, al punto che nel primo tempo la squadra di Benitez di fatto non è ma arrivata alla conclusione. Il Torino invece è riuscito a trovare spesso la profondità, e a sfiora il gol. Al 28′ Bovo al termine di un bel contropiede ha colto in pieno la traversa, mentre nella ripresa è stato Meggiorini a colpire un palo.

Nella ripresa Ventura ha dato spazio ai suoi gioielli tenuti in panchina. Entra prima Immobile, all’11’ (per Barreto), quindi Cerci al 24′ per Meggiorini.

Col passare dei minuti la pressione granata aumenta, il Napoli arretra il baricentro, e al 28′ Immobile si mangia la più clamorosa delle occasioni: solo e da due passi calcia alto. Solo nel finale il Napoli si è presentato con Mertens nell’area avversaria. E all’89’ il gol-partita di Higuain, viziato però da quel contatto con Glik.

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Darmian, Tachtsidis, El Kaddouri, Kurtic, Vesovic; Meggiorini Barreto

Squalificati: Vives (1), Gillet (fino al 16-08-2014)
Indisponibili: Masiello, Larrondo, Pasquale
Napoli (4-2-3-1): Reina; Revelliere, Fernandez, Albiol, Ghoulam; Inler, Jorginho; Callejon, Hamsik, Mertens; Higuain.
A disp.: Doblas, Colombo, Henrique, Britos, Dzemaili, Radosevic, Behrami, Bariti; Pandev, Insigne, Zapata. All.: Benitez
Squalificati: nessuno
Indisponibili: Mesto, Zuniga, Rafael, Maggio.