Lotta scudetto, la Juventus allunga sul Napoli: +5 in classifica

Pubblicato il 9 Febbraio 2013 23:18 | Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio 2013 23:19
juve vince

Lotta scudetto, i calciatori della Juventus esultano dopo il successo contro la Fiorentina (Ansa)

ROMA – La Lazio e il Napoli hanno pareggiato 1-1 nel posticipo della ventiquattresima giornata di Serie A.

Grazie a questo risultato la Juventus, vittoriosa 2-0 sulla Fiorentina nell’altro anticipo, si porta a +5 in classifica sui partenopei.  

La Lazio non è  l’anti-Juve, ma ha dimostrato che probabilmente nemmeno il Napoli lo è.

L’1-1 nella sfida tra la seconda e la terza forza del campionato all’Olimpico è un risultato gradito alla capolista che ha guadagnato un punto sui campani, ora a cinque lunghezze e vede i romani a distanza di sicurezza, ma non rispecchia l’andamento di una partita che ha visto la squadra di casa giocare nettamente meglio dell’avversaria.

La squadra di Petkovic è  stata piu’ aggressiva, rapida, pericolosa, mentre gli uomini di Mazzarri, reduci da prestazioni eccellenti con squadre non meno in forma della Lazio, hanno commesso molti errori e solo in un finale arrembante hanno trovato il gol al 42′ con Campagnaro, di sicuro il marcatore meno atteso alla vigilia, per pareggiare quello di Floccari dell’11 del primo tempo.

Il risultato e’ comunque un campanello d’allarme per gli azzurri che sembravano aver trovato la strada giusta per restare sulla scia della capolista, ma mette anche in difficolta’ i laziali, che ora rischiano di doversi guardare alle spalle per difendere il posto in Champions dal possibile ritorno delle milanesi.

La Lazio, bisognosa di tornare a vincere dopo due ko consecutivi, ha cominciato con il piglio giusto. Con Floccari unica punta al posto dell’infortunato Klose e un centrocampo forte di Candreva, Mauri, Hernanes e Gonzalez – questi ultimi entrambi in campo nonostante i recenti infortuni al capo – la squadra di Petkovic ha premuto subito sull’acceleratore, aggredendo i costruttori di gioco del Napoli e lavorando con efficacia sulle fasce.

Se dopo neanche due minuti Hernanes ha lambito il palo su tiro da fuori, all’11’ lo stesso centrocampista ha sfruttato un pallone recuperato per lanciare Konko sulla destra e il suo cross ha trovato Floccari al centro dell’area, lasciato colpevolmente solo da Cannavaro e Campagnaro e per l’attaccante e stato facile controllare di petto e battere De Sanctis da due passi.

Quarto gol per lui, decisamente tra i migliori della partita. Il Napoli non e’ riuscito ad andare al tiro fino al 13′, quando Hamsik ha impegnato Marchetti da lontano, e la Lazio ha continuato a premere anche quando ha perso Mauri (al 18′, e’ durata poco la sua 300/a gara in serie A) al 18′, arrivando vicina al raddoppio quando Floccari ha preso un palo con un tiro dalla lunga distanza.

Poco dopo Cavani, nell’unica vera azione pericolosa degli ospiti, ha colpito di testa la traversa su cross di Zuniga dalla sinistra.     Nella ripresa, l’ingresso di Insigne, entrato nel recupero del primo tempo al post dell’infortunato Behrami, non ha cambiato molto nel gioco del Napoli, e la Lazio e’ riuscita a controllare senza fatica, rischiando solo per un tiro di Inler finito sul palo, fino agli ultimi minuti, quando il Napoli ha cercat il pareggio con la forza della disperazione, scoprendosi pero’ inevitabilmente. Lulic ha sprecato un’occasione d’oro solo davanti a De Sanctis ma dal possibile 2-0 si e’ passati all’1-1 quando al 42′ Campagnaro, tutto solo in area laziale per sfruttare l’ultimo corner non ha colpito abilmente al volo battendo l’incolpevole Marchetti.

Nel recupero, Floccari, sempre lui, ha colpito la traversa, che ha negato un gol che sarebbe stato meritato sia dalla  Lazio sia dall’attaccante.

Tanta Juve, poca, pochissima Fiorentina. Basta un tempo agli uomini di Conte (stasera anche di Alessio, in panchina), per mettere al sicuro il risultato e controllare gli spenti viola che nella ripresa non sono stati neppure capaci di imbastire una controffensiva decente.

Vince la Juve degli acciaccati (cui se ne aggiunge un altro, Vucinic, uscito per una botta a un ginocchio) e si regala un po’ di ottimismo per martedi’, quando nella battaglia di Glasgow dovra’ confermarsi anche squadra di levatura europea.

La Signora, dopo le incertezze di gennaio, e’ tornata a recuperare la sua sicurezza: da Pirlo, a Vidal, a Marchisio, a Vucinic, i tenori di Conte sono tornati a interpretare calcio in modo superiore.

La regia del piccolo grande ex milanista si è sentita e la squadra, liberata da complessi e paure (le mancavano due terzi della difesa titolare, Bonucci-Chiellini), non solo ha dato chiari segnali di ripresa, ma addirittura ha evidenziato netti miglioramenti in attacco, dove è  stata abbandonata la leziosita’ del passato e scoperto un Vucinic anche in grado di fare il cannoniere classico, da fuori area (cosi’ ha aperto le marcature) e un Matri tornato puntuale all’appuntamento con il gol.

Il suo raddoppio, senza una scarpa (ricordate Elkiaer nell’87 a Verona?), chiude in pratica la partita, dopo che lo stesso Vucinic si era mangiato il raddoppio tutto solo a tre metri da Viviano. La Fiorentina, fino a quel momento aveva prodotto soltanto un paio di tiri cross pericolosi con Cuadrado, ma niente di piu’. nonostante la buona regia di Pizarro e la solita quantita’ di Borja Valero, che comunque pativa non poco gli anticipi di Vidal.

Dall’altra parte, strepitosa la prova di Vidal, in versione tuttofare, ma il quesito al termine della frazione era il solito: riuscira’ la Juventus a chiudere la partita? La risposta non e’ molto diversa dal solito: la tremebonda difesa viola ha poi concesso tre palle gol solari, che un po’ per questione di centimetri e un po’ per il solito vizietto bianconero, sono state vanificate.

Ma la Fiorentina non aveva armi per opporsi: ha cambiato la coppia di attaccanti, ma il risultato non si e’ visto. La Juventus ogni minuti prendeva maggior fiducia vedendo che anche dopo suoi errori, la palla veniva conquistata facilmente.

Quando e’ entrato Pogba (un altro gigante in tutti i sensi) al posto di Vucinic, si e’ capito che la Fiorentina non avrebbe trovato piu’ varchi.

In casa Juve la buona notizia e’ che il periodo dell’emergenza sembra almeno ridimensionato e in attesa di rientri pesanti come quello di Chiellini, Conte si gode il Caceres perfetto anche a partita in corso, il Marrone ormai sicurezza assoluta e un Peluso in crascita.

La Fiorentina, come aspirante a un posto Champions, ha deluso: non si e’ mai giocata la partita alla pari, nemmeno quando all’inizio era evidente che la Juventus non era tranquilla. Il voto alla maturita’ della squadra di Montella e’ quindi una insufficienza.

Lazio-Napoli 1-1 Floccari 12′ (L), Campagnaro 89′ (N).

Lazio (4-1-4-1): 22 Marchetti, 29 Konko, 20 Biava, 3 Dias, 26 Radu, 24 Ledesma, 87 Candreva, 15 Gonzalez, 8 Hernanes, 6 Mauri, 99 Floccari. (1 Bizzarri, 95 Strakosha, 2 Ciani, 19 Lulic, 39 Cavanda, 33 Stankevicius, 17 Pereirinha, 27 Cana,18 Kozak, 25 Rozzi, 28 Saha). All.: Petkovic.    Squalificati: nessuno.    Diffidati: Ciani, Ledesma, Lulic, Konko.    Indisponibili: Brocchi, Ederson, Klose.

Napoli (4-3-2-1): 1 De Sanctis, 55 Gamberini, 28 Cannavaro, 5 Britos, 11 Maggio, 85 Berhami, 88 Inler, 18 Zuniga, 17 Hamsik, 19 Pandev, 7 Cavani. (22 Rosati, 15 Colombo, 2 Grava, 14 Campagnaro, 6 Rolando, 16 Mesto, 4 Donadel, 27 Armero, 13 El Kaddouri, 9 Calaio’, 24 Insigne). All.: Mazzarri.    Squalificati: Dzemaili.    Diffidati: Pandev, De Sanctis, Calaio’, Gamberini.    Indisponibili: nessuno.    Arbitro: Orsato di Schio.    Quote Snai: 2,80; 3,30; 2,45.

Juventus-Fiorentina 2-0 Vucinic 21′ (J), Matri 39′ (J).

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Marrone, Peluso; Lichtsteiner, Vidal, Pirlo, Marchisio, De Ceglie; Vucinic, Matri.
A disp.: Storari, Rubinho, Caceres, Pogba, Giovinco, Anelka, Padoin, Giaccherini, Quagliarella . All. Alessio

Fiorentina (3-5-2): Viviano; Roncaglia, Rodriguez, Savic; Cuadrado, Romulo, Pizarro, Borja Valero, Pasqual; Jovetic, Toni.
A disp.: Neto, Lupatelli, Tomovic, Compper, Bernardeschi, Wolski, Capezzi, Llama, Ljajic, Larrondo, El Hamdaoui. All.: Montella.