Francesca Costa torna sugli insulti dei laziali: “Lo sfottò è un’altra cosa…”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 4 Settembre 2019 16:43 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019 16:43
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Francesca Costa in una delle sue foto più apprezzate su Instagram

ROMA – Nonostante il derby sia terminato da qualche giorno, a Roma impazzano ancora le polemiche per gli insulti dei tifosi della Lazio a Francesca Costa con il coro: “La mamma di Zaniolo è una p…”. La signora Zaniolo è tornata sull’episodio sia attraverso il suo seguitissimo profilo Instagram che con un’intervista rilasciata a Sport Mediaset. Secondo Francesca Costa, bisogna tracciare la netta distinzione tra gli insulti da lei ricevuti ed i normali sfottò da stadio. 

Parla la mamma di Zaniolo. Francesca Costa: “Sono orgogliosa di mio figlio. Non si è fatto abbattere dagli insulti rivolti a me”.

Riportiamo di seguito, alcune dichiarazioni rilasciate da Francesca Costa a Francesca Benvenuti per Sport Mediaset: “Innanzitutto chi continua ad attaccarmi non ha capito il senso del mio post: io parlavo a mio figlio, e solo a lui; volevo sottolineare quanto avesse avuto le p…e , è stato il miglior è in campo nonostante questi cori maleducati. Non lo sto certo difendendo, non ne avrebbe bisogno; ma volevo ringraziarlo, mi rende orgogliosa. Volevo dirgli che ha le spalle larghe e che penso che possa affrontare qualunque cosa se non si fa scalfire da migliaia di persone che insultano sua madre.

È allucinante che mi dicano che voglio diventare famosa alle sue spalle, questo è inaccettabile. Instagram non è un lavoro, è semplicemente il mio spazio social, come tutti ne hanno almeno uno. Pubblico foto banalissime, che possono piacere o meno, ma l’ho sempre fatto. Sono gli altri che hanno creato questa situazione, forse se mi seguissero meno non ci sarebbe alcun problema.

Nicolò, entrando in macchina, si è girato verso suo padre e gli ha chiesto: “Ma i cori alla mamma?” Aveva la faccia di chi voleva dire “è stata tosta” ma io gli ho detto subito che era stato bravo, che era come se non li avesse sentiti. Mi scrivono che quegli insulti sono partiti in risposta ad un fallaccio fatto da Nicolò: mi limito a dire che c’erano arbitro e Var a giudicare e che i cori li intonavano già nel pomeriggio a Ponte Milvio.

Li chiamano sfottò, ma gli sfottò sono altri. Mi dicono: “Ci sono sempre stati”, ma non per questo, sono giustificabili. Io uso molto l’ironia, e con mio marito ci abbiamo riso su. Ma non è certo simpatico, mi dispiaceva per mia figlia. Poi le abbiamo un po’ spiegato e… vabbè, pazienza. Ma un ragazzo di 20 anni che non si fa deconcentrare da una cosa così, per me resta un vanto” (fonte Sport Mediaset).