Galliani, ultimatum al Milan: o viene liberato o si dimette in otto giorni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2013 9:47 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2013 9:47
gazzetta

La prima pagina della Gazzetta dello Sport del 29 novembre

MILANO – La vittoria con il Celtic non è bastata a far cambiare l’umore di Adriano Galliani. Non ce la fa più a reggere lo stress del separato in casa.

Così giovedì 28 novembre ha detto chiaro e tondo a Bruno Ermolli che lui non resisterà oltre la prossima settimana. E ha dato i classici otto giorni al Milan: o si avvia il passaggio di consegne con Barbara Berlusconi e si raggiunge un’intesa sulla sua buonuscita, oppure lui si dimette dopo 27 anni e 10 mesi alla guida dei rossoneri.

Scrive Carlo Laudisa sulla Gazzetta dello Sport:

E’ un pugno in faccia alle titubanze che dal 3 novembre in poi hanno accompagnato quel dispaccio dell’Ansa con cui la terzogenita di Silvio ha demolito la sua gestione. Un clamoroso atto di sfiducia che non ha mai avuto sostanziali correzioni dalla famiglia Berlusconi. Né ha prodotto risultati significativi il faccia a faccia di Arcore del 9 novembre. Quel giorno Silvio Berlusconi lo ha rassicurato in privato, nella speranza che il tempo allentasse le tensioni e permettesse a tutti di trovare un punto d’incontro per il bene della causa sino a fine stagione. Quel pomeriggio, alla presenza di Fedele Confalonieri, Galliani chiese invano di poter essere liberato in tempi brevi. In cambio il proprietario del Milan gli propose un nuovo incarico, con il coinvolgimento nella veste di a.d. della rinata Forza Italia. Uno scenario, che, però, non lo ha mai entusiasmato.

Si spiega così il contemporanea avvio del dialogo con Bruno Ermolli, grand commis di Silvio, per concordare i termini economici della separazione. Sul piatto c’è una liquidazione da 50 milioni di euro lordi. Una cifra rilevantissima che tiene conto di una lunga attività manageriale a 360°. Basti pensare che in queste 28 stagioni il manager brianzolo ha assommato le mansioni principali del club: vice-presidente vicario, amministratore delegato e supervisore del settore commerciale. A ciò si aggiungano i suoi precedenti incarichi nella galassia Fininvest, a cominciare dalla responsabilità di a.d. a Mediaset prima dell’avvento di Piersilvio. E le intese contrattuali dell’epoca spiegano bene come si possa arrivare ad un conteggio così ingente (…)