Gattuso “minaccia” Beppe Di Stefano di Sky: “Prima o poi scoprirò chi è la spia che ti dà le notizie…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2018 18:03 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2018 18:03
Gattuso "minaccia" Beppe Di Stefano di Sky: "Prima o poi scoprirò chi è la spia che ti dà le notizie..."

Gattuso “minaccia” Beppe Di Stefano di Sky: “Prima o poi scoprirò chi è la spia che ti dà le notizie…”

MILANO – La necessità di correggere in fretta i difetti del Milan non è l’unico problema di Rino Gattuso, che domani a Empoli deve rinunciare a una delle sue poche certezze: Gonzalo Higuain è alle prese con “un piccolo problema al flessore della gamba, una vecchia cicatrice”, come ha raccontato l’allenatore. Stizzito per lo spiffero che ha reso pubblico l’allarme prima della conferenza stampa, poi Gattuso ha deciso di lasciare l’argentino a casa per precauzione, visti gli impegni ravvicinati con Sassuolo e Olympiacos. Al centro del tridente sarà sostituito con ogni probabilità da Fabio Borini, perché Patrick Cutrone è di nuovo a disposizione, ma non al top dopo aver smaltito il trauma distorsivo alla caviglia sinistra. La fase offensiva, a ben vedere, è quella che meno preoccupa il tecnico calabrese.

La sua squadra va in affanno senza palla e in particolare quando deve difendere un vantaggio. Ancora senza Mattia Caldara (“Ha un inizio di pubalgia, una piccola infiammazione”), Gattuso cerca soluzioni. Tattica e psicologia si intrecciano visto che “in questo momento neanche sul 2-0 mi sento tranquillo”, ammette. “Senza palla dobbiamo giocare in modo diverso. Ci piacciamo troppo: l’anno scorso era difficile imbucarci. Ora – nota – quando facciamo buone prestazioni non giochiamo più da squadra, ci allunghiamo”.

Non serve correre di più (“Con l’Atalanta abbiamo percorso gli stessi chilometri in media”) ma meglio, stare compatti, evitare di rincorrere gli avversari in campo aperto. “Si migliora comunicando di più, chiudendo le linee passaggio, facendo pressione organizzata”, è la ricetta dell’ex mediano, alla guida di una squadra che commette pochi falli e non ha la rabbia agonistica del Gattuso calciatore.

“Ma forse nel calcio di oggi non giocherei neppure, o farei fatica”, è convinto l’allenatore, poco propenso a usare il pugno duro: “Sono momenti in cui bisogna mettere da parte la rabbia, trovare tranquillità, parlare il meno possibile. Stiamo lasciando punti per strada, ma le prestazioni non sono tutte da buttare via. Gridare, sbattere i pugni sul tavolo, tenere facce deprimenti non serve a nulla. Dobbiamo credere nella nostra forza – spiega l’allenatore -. Ora non posso dire nulla ai ragazzi, fanno qualsiasi cosa dico. Sono d’accordo quando la società dice che l’obiettivo è migliorare il quinto e il sesto posto. Oggi non siamo una grande squadra, giochiamo bene ma abbiamo tanti difetti da correggere e abbiamo poco tempo”.

Così i tre punti sono la priorità. “Ora non cerco la gara perfetta: a Empoli sarà difficile, e voglio una vittoria, in questo momento ci serve come il pane”.

Il simpatico siparietto con il giornalista di Sky Beppe Di Stefano: “Prima o poi scoprirò chi è la spia, chi ti dà le notizie… Lo scoprirò…”.

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