Gattuso: “Razzismo? Siamo rimasti nel 1800. Cori contro Bakayoko sono documentati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 aprile 2019 16:04 | Ultimo aggiornamento: 27 aprile 2019 16:05
Gattuso: "Razzismo? Siamo rimasti nel 1800. Cori contro Bakayoko sono documentati"

Gattuso: “Razzismo? Siamo rimasti nel 1800. Cori contro Bakayoko sono documentati” (Foto ANSA/AP Photo/Darko Bandic)

MILANO – Gattuso non ha usato giri di parole per parlare dei cori razzisti nei confronti di Bakayoko. Secondo Gattuso, in Italia siamo rimasti al 1800 in quanto a ignoranza e razzismo. Ecco le dichiarazioni del tecnico calabrese dal sito internet dell’Ansa.”Sono d’accordo con Reina, qualcuno sembra rimasto al 1800. Non tutti quelli che vengono allo stadio la pensano così. Bakayoko era stato avvertito ed è stato molto bravo, non ha perso la testa”.

Gattuso: “Bakayoko l’ho visto bene ma i cori razzisti nei suoi confronti sono documentati”.

Il tecnico del Milan Rino Gattuso è tornato sui cori razzisti dei tifosi della Lazio nei confronti di Tiemoué Bakayoko. “Come sta Bakayoko? L’ho visto bene, poi è normale che quanto accaduto in coppa Italia è stato documentato, ci sono foto, immagini – ha sottolineato -. E’ una roba che sento dire da voi che lui vuole andare via. Ha fatto una stagione importante, si trova bene in Italia”.

“Sono deluso più di me stesso che dei miei giocatori”. Lo ha ammesso Rino Gattuso, facendo autocritica nel momento più delicato per il suo Milan. “Un allenatore deve essere bravo a trasferire quello che pensa. E sono deluso perché in questi momenti mi aspettavo di entrare meglio nella testa dei miei giocatori. Si può sbagliare a livello tecnico ma non deve mancare la veemenza, e questo ci sta mancando”, ha spiegato alla vigilia dello scontro diretto per la Champions con il Torino, negando però di sentirsi rassegnato.

“Le sceneggiate le facevo da giocatore, non devo fare del cinema per mostrare che sono arrabbiato. Se qualcuno pensa che ho mollato e non ci credo, non è assolutamente vero”. Nella corsa al quarto posto, ha aggiunto, “sembra che stiamo giocando a ‘ciapa no’, la differenza la farà la voglia, la capacità di soffrire”.
Fonte: Ansa.