Delneri al Genoa, un sampdoriano in rossoblù: orgoglio e sacrilegio a Genova

di Renzo Parodi
Pubblicato il 25 ottobre 2012 10:39 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2012 10:52
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Gigi Delneri alla presentazione come tecnico della Sampdoria: riusciranno i genoani a dimenticare?

GENOVA –Delneri al Genoa, un sampdoriano in rossoblù: orgoglio e sacrilegio a Genova. In principio fu lo scambio Baldini-Bonetti in rossoblù per Bergamo alla Sampdoria. Estate 1950, non proprio il Pleistocene del calcio, ma quasi. La giovanissima Sampdoria, anno di fondazione 1946, era scesa sulle macerie del dopoguerra ad insidiare il primato, fino ad allora indiscusso, del Genoa. Il Glorioso Grifone. La squadra italiana primigenia. Una rivalità coltivata nei decenni a venire tra umori malmostosi, sfide spaccacuore al ribasso, mors tua vita mea, sempre sul filo dell’abisso. Solo una parentesi, splendida, lo scudetto blucerchiato con Paolo Mantovani al timone.

Anno di grazia 1991. Vujadin Boskov al comando di una squadra sublimata dal talento di Mancini e Vialli. Uno scudetto coinciso, non fu un caso, col miglior risultato del Genoa nel secondo dopoguerra: quarto posto, con Bagnoli in panca e Aguilera e Skuhravy a fare sfracelli sottoporta. Una congiunzione unica. Irripetibile. Da allora, ognuno per la propria strada. Guardandosi in cagnesco. In questo quadro da separati in casa, Genoa e Sampdoria hanno centellinato i connubi. Rari, e spesso contestati (dai tifosi), gli scambi di casacca.

Rarissimi, sei appena in 66 anni, i voltagabbana disposti a transitare da una panchina all’altra. I nomi sono consegnati alla storia. Paolo Tabanelli, Roberto Lerici, Matteo “Gipo” Poggi (genovese purosangue, classe 1913, unico calciatore ad aver indossato tutte e sei le maglie delle squadre professionistiche genovesi: Dominante, Genoa, Sampierdarenese, Liguria, Andrea Doria e Sampdoria), Guido Vincenzi e Gigi Cagni. L’ultimo saltafosso, roba freschissima, è Gigi Delneri, condottiero vittorioso della Sampdoria di Cassano e Pazzini, approdata al quarto posto e ai preliminari di Champions League, appena due stagioni fa. E goleador blucerchiato (un pallone calciato dalla bandierina del corner spinto nel sacco dal vento) in un antico derby del dicembre 1980.

Delneri si è appena trapiantato sulla panca rossoblù, chiamato d’urgenza dal presidente Enrico Preziosi al capezzale di un Grifone periclitante e allo sbando. Sacrilegio? Macché. Una volta tanto, il pragmatismo ha fatto premio sui mal di pancia popolari. I tifosi rossoblù hanno applaudito la scelta del presidente. Senza riserve. «L’esperienza alla Sampdoria non si cancella, rimane un anno importante – ha chiosato il Delneri rossoblù – Mai pensato di dire no al Genoa per i miei trascorsi e poi quest’estate non ho ricevuto chiamate dalla Samp…». Gioverà ricordare che centrato l’exploit, Delneri salutò la Sampdoria per seguire il direttore generale Beppe Marotta alla Juventus.

Avventura infelice, chiusa dopo appena una stagione con un modesto settimo posto, fuori dalle competizioni europee. Altri ex delle due sponde hanno garantito fedeltà. Roberto Mancini ha chiarito che mai allenerebbe il Genoa, idem Beppe Iachini, oltretutto inviso ai genoani per vecchie ruggini dei tempi in cui allenava a Ravenna e a Piacenza. Stessa musica da Roberto Pruzzo, O Rey di Crocefieschi. Tenacemente genoano a dispetto della lunga militanza romanista. Luca Pellegrini, capitano dello scudetto blucerchiato ha rivelato di aver rifiutato due volte le offerte del Genoa: “Sono sampdoriano. Non avrei proprio potuto accettare di vestire la maglia rossoblù”.

A Del Neri la Gradinata Nord ha dunque srotolato il tappeto rosso. I blog dei tifosi genoani sono zeppi, semmai, di dubbi e di critiche verso la politica ondivaga del presidente Preziosi, inviso alla frangia più calda della tifoseria ma tollerato e talvolta ringraziato dalla massa critica del popolo rossoblù. I numeri dicono che se salverà la pelle, il Genoa centrerà il record di durata nella permanenza in serie A: sei stagioni filate. Sono i fans blucerchiati, semmai, ad ondeggiare tra ironia, dispetto ed indifferenza. Sulla “Gazzetta dello Sport” di mercoledì 24 ottobre (rubrica Porto Franco, di Franco Arturi), Michele Federici, da Pralboino (Brescia), scrive: “Tu, Luigi, che ci hai portato in Champions League e ci hai fatto godere con le lacrime agli occhi…Caro Delneri le soddisfazioni ce le toglieremo noi tifosi della Samp quando ti vedremo uscire dal campo a testa bassa, dopo aver perso il derby”.