Genova: lo stadio Luigi Ferraris è ipotecato, gli amministratori in polemica col Comune inadempiente

Marco Liguori
Pubblicato il 5 Settembre 2010 17:27 | Ultimo aggiornamento: 5 Settembre 2010 17:45

Stadio Luigi Ferraris

Lo stadio di Genova “Luigi Ferraris” è ipotecato. Pianetagenoa1893.net lo ha appreso dall’esame del bilancio di Sportingenova spa (ora in liquidazione) chiuso al 31 dicembre 2009 con una perdita di 7,2 milioni (contro il “rosso” di 7 milioni del 2008) e depositato in Camera di Commercio.

A pag. 11 della nota integrativa il consiglio di amministrazione della società posseduta al 70% dal Comune di Genova, che ne esercita la direzione e il coordinamento, e al 30% dall’Amiu (da luglio è interamente di Tursi) spiega alla voce “impegni e conti d’ordine” che «si dà atto che sussistono impegni iscritti in bilancio a carico della società per euro 3.000.000 a fronte di un’apertura di credito con iscrizione ipotecaria sullo stadio L. Ferraris».

Gli amministratori non spiegano a quale specifica operazione si riferisca l’ipoteca nè quale sia la banca interessata. Una spiegazione è fornita nella relazione sulla gestione al bilancio 2007 dove si legge che «le risorse finanziarie per le spese di cui sopra (NDR sostenute soprattutto per gli interventi strutturali del Ferraris) sono state reperite, oltre che dal modesto autofinanziamento della Sportingenova spa, soprattutto mediante affidamenti bancari e l’accensione di un mutuo concesso con garanzia ipotecaria rilasciata sullo stadio Ferraris, il tutto come deliberato dall’assemblea ordinaria degli azionisti in data 14 marzo 2007».

Ritornando al bilancio 2009 si nota che all’interno dei 33,8 milioni di debiti (che sovrastano 3,4 milioni di crediti) vi sono 15,8 milioni di somme dovute a istituti bancari tra mutui e prestiti di cui 2,9 milioni a 12 mesi e 12,9 oltre un anno.

Sportingenova ha come obiettivo, stando alla deliberazione del consiglio comunale di Genova che ne ha decretato la nascita nel giugno 2006, la gestione unitaria di tutti gli impianti sportivi comunali (stadio Luigi Ferraris, stadio Carlini, complessi della Sciorba, Lago Figoi e Villa Gentile). «In questa sede rileviamo che anche durante il 2009 – spiegano gli amministratori nella relazione sulla gestione 2009 – non è stato possibile, da parte del Comune di Genova, mettere a punto in modo organico le linee guida necessarie per l’attuazione di tale delibera e non si sono avuti ulteriori conferimenti».

Stando sempre alla relazione sulla gestione l’attività di «”mantenimento” è stata oltremodo difficoltosa per la particolare conduzione di Sportingenova». Ciò per due ordini di motivi. «I ricavi dall’utilizzo e dalle concessioni – affermano ancora gli amministratori – di quattro dei cinque impianti (ossia lo stadio Carlini, i complessi della Sciorba, Lago Figoi e Villa Gentile) sono determinati da tariffe fissate dal Comune e non coprono che una minima parte dei costi di gestione. Ciò è certamente corretto dal punto di vista sociale e della visuale dell’azionista di maggioranza, ma il conseguente pesantissimo squilibrio dei conti aziendali non può essere ulteriormente sopportato dalla società».

Inoltre, si legge ancora nella relazione, «le limitate risorse finanziarie disponibili sono state interamente utilizzate per investimenti effettuati sullo stadio Ferraris, su indicazione dello stesso Azionista di maggioranza».

Il consiglio di amministrazione ha illustrato più volte la difficile situazione. «Purtroppo però l’unico intervento – conclude la relazione sulla gestione 2009 – peraltro meramente finanziario, degli azionisti è stato effettuato nell’esercizio stesso e ha portato nelle casse della società l’importo di euro 1 milione, a titolo di finanziamento soci non oneroso e restituibile, per il 70% a carico del Comune di Genova e per il 30% a carico del socio Amiu spa».