George Floyd, Boateng parla di razzismo: “La polizia mi ferma in macchina senza motivo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2020 17:42 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2020 17:42
George Floyd, Boateng parla di razzismo: "La polizia mi ferma in macchina senza motivo"

George Floyd, Boateng parla di razzismo: “La polizia mi ferma in macchina senza motivo” (foto Ansa)

ISTANBUL (TURCHIA) – Anche Kevin Prince Boateng si iscrive al dibattito sulla morte di George Floyd per mano di un poliziotto di Minneapolis.

In realtà l’ex calciatore del Milan, che adesso gioca a Istanbul con il Besiktas, si batte da anni contro il razzismo.

Nel corso di una intervista a Sky Sports ha svelato di subire lo stesso trattamento riservato a molti afroamericani negli Stati Uniti.

Non bisogna essere ipocriti, in diversi stati degli Stati Uniti, dove Trump ha una maggioranza schiacciante, la polizia ferma unicamente persone di colore.

Non solo, questi poliziotti provocano gli afroamericani che hanno fermato in cerca di una loro reazione per incriminarli.

Esperienze del genere sono capitate anche a Boateng.

Le dichiarazioni rilasciate dall’ex calciatore del Barcellona sono riportate da goal.com.

“Le persone cambiano lato quando cammino sul marciapiede, mi guardano divertite quando sono in macchina.

 La Polizia mi ferma senza ragione, succede molte volte. 

Probabilmente perché vedono un ragazzo di colore con i tatuaggi e una bella macchina e pensano che sia un criminale.

Quando ero giovane cercavo di ignorare gli insulti razzisti che subivo.

Piangevo, andavo a casa, non dicevo nulla.

Ero un codardo.

Non ero forte abbastanza.

Ora lo sono.

Ho odiato il mondo e volevo dimostrare che non mi avrebbero più abbattuto.

Dopo quello che ho passato, dopo ciò che ho sacrificato”.