Germania-Argentina: finale Europa-Sudamerica, 10-9. Numeri e precedenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Luglio 2014 7:56 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2014 9:24

 

Germania-Argentina: finale Europa-Sudamerica, 10-9. Numeri e precedenti

Germania-Argentina: finale Europa-Sudamerica, 10-9. Numeri e precedenti

ROMA – Germania e Argentina si preparano per la finale del Mondiale in una Rio de Janeiro invasa dai tifosi argentini e tedeschi. La partitissima andrà in onda su Rai e Sky stasera alle 21. Sarà una sfida tra il calcio europeo e quello sudamericano, col primo in vantaggio sul secondo per il numero di mondiali vinti.

Ecco un po’ di numeri: l’edizione di Brasile 2014 è la finale numero 20 dei campionati Mondiali di calcio. Nelle 19 finora disputate sono state 8 le nazionali che hanno vinto almeno una volta il titolo. La parte del leone l’ha fatta il Brasile, 5 volte campione del Mondo (1958, 1962, 1970, 1994 e 2002), seguito da Italia con 4 titoli (1934, 1938, 1982 e 2006) e Germania (ex Germania Ovest) con 3 campionati iridati (1954, 1974 e 1990). A quota 2 titoli ciascuno troviamo Uruguay (1930 e 1950) ed Argentina (1978 e 1986). Un campionato del Mondo ciascuno per Inghilterra (1966), Francia (1998) e Spagna (2010). Il successo della Spagna nel 2010 ha portato in vantaggio l’Europa tra i due continenti in quanto a titoli vinti: 10-9.

Le vittorie dell’Italia 2006 e della Spagna 2010 hanno permesso all’Europa di vincere gli ultimi due titoli Mondiali consecutivamente: era accaduto solo con il bis azzurro del 1934 e del 1938 che l’Europa si affermasse per due Mondiali di fila. Due titoli consecutivi li ha vinti anche il Sud America, sempre per merito del Brasile, nelle edizioni 1958 e 1962. Nessun continente ha dunque mai fatto tris: la Germania (finalista europea), in Brasile, ci prova.

I gol in una finale. In ben 13 delle 18 finalissime dei campionati Mondiali – pari al 72,2% del dato complessivo – entrambe le formazioni finaliste hanno segnato almeno una rete. Le eccezioni sono costituite dagli epiloghi delle edizioni 1990, 1994, 1998, 2002 e 2010, ovvero in 5 delle ultime 6 finali disputate. La prima squadra a non segnare in una finale è stata l’Argentina, battuta dalla Germania 0-1 ad Italia ’90; a Stati Uniti ’94 vi fu l’unico caso in cui entrambe le squadre non segnarono: Brasile-Italia si concluse 0-0 al termine di tempi regolamentari e supplementari, con vittoria dei verdeoro ai rigori per 3-2; senza gol ancora una volta il Brasile, battuto nel 1998 dalla Francia – padrona di casa – con il risultato di 0-3; nel 2002, a Corea/Giappone, toccò alla Germania rimanere a digiuno, superata 0-2 dal Brasile; infine nel 2010, in Sudafrica, Olanda a secco contro la Spagna, che si è affermata 1-0, dopo tempi supplementari. In pratica, nelle ultime 6 edizioni, l’unica finale in cui entrambe le squadre hanno segnato è stata quella di Germania 2006, 1-1 tra Italia e Francia dopo over-time, con vittoria azzurra ai rigori, 5-3.

I precedenti tra Germania e Argentina. Sono 20 i precedenti tra nazionali maggiori di Argentina e Germania, sommando match in competizioni ufficiali ed amichevoli, con bilancio che vede 9 successi dell’ “albiceleste”, 5 pareggi e 6 affermazioni tedesche.     Settimo confronto tra le nazionali maggiori dei due paesi ai Mondiali e finora il bilancio vede 3 successi della Germania, 2 pareggi ed 1 vittoria dell’Argentina. In 2 occasioni questa sfida è stata disputata quale finalissima del torneo iridato e l’esito ha premiato entrambe. Il 29 giugno 1986, a Città del Messico, l’Argentina si laureò campione del Mondo per la seconda volta nella propria storia, avendo la meglio sulla Germania Ovest per 3-2 (doppio vantaggio argentino con Brown al 22′ e Valdano al 55′, rimonta tedesca grazie a Rummenigge al 73′ e Voeller all’81’, e successo sudamericano firmato da Burruchaga all’83’). L’8 luglio 1990, a Roma, fu la Germania a laurearsi campione imponendosi per 1-0 con un rigore trasformato da Brehme all’84’.

 

L’Argentina vittoriosa in semifinale contro l’Olanda (Lapresse):

La Germania e il 7-1 con cui ha umiliato il Brasile (Lapresse):