Germania-Argentina, la bella. Collettivo contro Messi. Chi può vincere e perché

di Emiliano Condò
Pubblicato il 10 Luglio 2014 16:13 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2014 16:17

ROMA – L’ultima volta che si sono giocate la Coppa del mondo in finale era a Roma. E fu una partita surreale. Maledetta per gli argentini: iniziata con l’inno fischiato dai tifosi italiani delusi, e finita con un calcio di rigore di Brehme che regalò il titolo ai tedeschi. Era il 1990 e fu la rivincita, consumata, della finale di 4 anni prima. 1986 a città del Messico, il Mondiale di Maradona: cinque gol, compresa la “mano de Dios” all’Inghilterra e il titolo di miglior giocatore.

Domenica 13 luglio alle 21, ci sarà la bella. Ventiquattro anni dopo sarà ancora Argentina-Germania. Sarà ancora la squadra del giocatore più forte del mondo (oggi è Leo Messi) contro la squadra più solida e organizzata.

Se nel calcio non ci fosse quella regola non scritta ma assolutamente vera per cui ogni partita fa storia a sé, sarebbe favorita la Germania. Una macchina da guerra, capace di fare a pezzi il Brasile in casa segnando 5 gol in venti minuti, e umiliandolo con un complessivo 7-1 che resterà per sempre. Il calcio però non funziona così. Argentina-Germania sarà una partita equilibrata, tesa e nervosa come deve essere una finale.

Perché può vincere la Germania. E’ la squadra (intesa come collettivo, solidità e organizzazione), nettamente più forte che si sia vista in questo Mondiale. Le ha vinte tutte e ha sofferto una sola volta, agli ottavi contro un’Algeria di cui, alla luce di quanto è successo poi, va forse riconsiderato il valore. Quella  partita, i tedeschi, l’hanno forse un po’ sottovalutata. Ma l’hanno vinta di squadra tirando fuori le risorse necessarie quando le squadre più forti normalmente rischiano di perdere, ovvero nei supplementari. Il resto è stata una costante dimostrazione di forza superiore. Pronti-via, la Germania ne fa 4 al Portogallo, batte il Ghana e poi si toglie lo sfizio di battere anche gli Usa in una partita inutile. Degli ottavi si è detto.

I quarti sono un capitolo a parte, forse il capolavoro dei tedeschi a questi mondiali. Perché se il Brasile si è consegnato inerme vittima di una crisi isterica collettiva, la Francia non l’ha fatto. Era una delle squadre migliori che si fosse vista fino a quel momento. La Germania ha segnato quasi subito e ha gestito senza soffrire mai. Di forza. In sintesi la Germania può vincere di forza. Perché se segna per prima è praticamente impossibile da riprendere. Ed è invece molto facile che ti segni ancora.

La squadra è forte in ogni reparto: volendo trovare le eccellenze c’è l’imbarazzo della scelta. Due i nomi: il portiere Neuer che gioca da libero aggiunto, e para qualsiasi cosa senza buttarsi e Thomas Mueller cui manca un gol per vincere la classifica dei cannonieri di questo mondiale alla pari con James Rodriguez.

Perché può vincere l’Argentina. Nome Lionel, cognome Messi. Basterebbe questo per dire che l’Albiceleste può battere chiunque. Ma l’Argentina è tanta altra roba. La difesa, da molti considerata il punto debole, non ha mai ballato. Romero, che solo a nominarlo ai tifosi della Sampdoria viene un travaso di bile, tra i pali della Nazionale è un altro. E poi una batteria di attaccanti che fa paura a chiunque.

C’è l’incognita Di Maria. Ha saltato la semifinale per uno stiramento leggero. Sogna di esserci per la finale: la ragione dice no. Ma è una finale dei mondiali, una cosa per cui la ragione si può tranquillamente sfidare.

L’Argentina può vincere perché è forse l’unica squadra in grado di reggere a livello nervoso, prima ancora che tecnico, la forza d’urto della Germania. L’Argentina, soprattutto, può vincere perché non ha nessun bisogno di giocare bene per farlo: gli basta un’invenzione di Messi, un calcio piazzato, un solo pallone giocabile per Aguero o Higuain.

La finale, insomma, è servita. E non ce  ne vogliano tutte le altre squadre, è probabilmente la finale più giusta per questo Mondiale.

Argentina-Germania 0-1 (1990)

Argentina-Germania Ovest 3-2 (1986)