Giappone, harakiri all’ultimo soffio di partita. Capello: “Se fossi l’allenatore di Honda gli…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 luglio 2018 10:10 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2018 13:33
Giappone, harakiri all'ultimo soffio di partita. Il cinico Belgio sfrutta l'ingenuità di Honda

Giappone, harakiri all’ultimo soffio di partita. Il cinico Belgio sfrutta l’ingenuità di Honda

ROMA – Una rimonta pazzesca, con l’adrenalina a mille. Quello del Belgio sul Giappone è stato un successo molto più faticato del previsto e colto in rimonta, dopo essersi ritrovati sullo 0-2, con una rete del subentrato Chadli al 94′ che ha letteralmente pietrificato i tanti tifosi nipponici sugli spalti e il ct Nishino. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Onore al Belgio dunque, ma i giapponesi dovranno riflettere a lungo su quell’ultimo minuto, un calciatore esperto come Honda ripenserà per tutta la vita a quell’ultimo calcio d’angolo.

I supplementari e in prospettiva i rigori sono a portata di mano. Il Giappone, tenace e senza paura, occupa il campo avversario, Honda li illude con una punizione delle sue, il gigante Cortuois para in affanno, palla in calcio d’angolo. Ora, una squadra di piccoletti e un filo meno ingenua avrebbe tenuto lì il pallone fino al fischio finale.

Che fa invece Honda? Calcia di interno a giro verso l’area, senza forza, una carezza per il portierone che infatti abbranca in presa senza rivali, pronto a rilanciare il contropiede assassino. Palla a De Bruyne, forse il giocatore con il quoziente intellettivo calcistico più alto del torneo, preciso e spietato nel somministrare il veleno letale: 50 metri palla al piede prima dell’imbucata per Meunier, cross in mezzo, velo di Lukaku, gol di Chadli.

Fabio Capello non ci crede: “Fossi stato al posto dell’allenatore di Honda l’avrei preso per il collo. Fino al 94′ il Giappone ha battuto tutti i corner a due, senza mai mettere in mezzo il pallone. Al 94′, quando mancavano pochi secondi alla fine, ha crossato facendo partire il contropiede del Belgio. Questa è pura incoscienza”.

Aveva ragione il tecnico dei Blu Samurai a dire, alla vigilia, che nel calcio nulla è impossibile e che il bello di questo sport è che non sempre vincono i favoriti. Lui e la sua squadra ci erano quasi riusciti, dopo un primo tempo avaro di emozioni ma con una ripresa di pura adrenalina, 49 minuti di gioco ed emozioni che rimarranno fra i ricordi di questo Mondiale. Il Giappone è arrivato a un centimetro dall’impresa che lo avrebbe proiettato fra le prime otto del mondo, un fatto inedito nella storia del football del Sol Levante.

Correndo molto più degli avversari, i Samurai hanno però palesato ‘ignoranza’ calcistica commettendo ingenuità e regalando occasioni agli avversari. Così al Belgio è riuscito il sorpasso al fotofinish, e adesso sfiderà il Brasile nei quarti: sarà il match fra una grande tradizionale, quella dei cinque titoli mondiali, e il team ancora senza titoli ma con una generazione d’oro affamata di successi. Ma a questo Belgio servirà una difesa meno lenta e Mertens, De Bruyne e Hazard in condizioni migliori rispetto a quelle di oggi, quando non hanno mai cambiato ritmo.

Il Belgio ha rischiato di brutto, incassando due gol nei primi 7 minuti della ripresa. Il Giappone, qualificatosi agli ottavi grazie al minor numero di cartellini gialli rispetto al Senegal, andava in vantaggio al 3′ st con un bel rasoterra di Haraguchi dopo un’incertezza di Vertonghen, e raddoppiava al 7′ con Inui, lasciato troppo solo, che sorprendeva Courtois. Era corto circuito Belgio, poi il ct Martinez si scuoteva e azzeccava due mosse vincenti, sostituendo Mertens e Carrasco con Fellaini e Chadli, per avere una squadra con più muscoli e tentare la sorte nel gioco aereo.

La mossa dava i frutti sperati, anche se la rete dell’1-2 di Vertonghen arrivava per caso: il difensore, con un colpo di testa, avrebbe voluto rimettere al centro, invece ne veniva fuori una parabola che sorprendeva un Kawashima poco attento. Cinque minuti dopo arrivava il pari, con Fellaini (alto 1.89) che trovava la giocata area vincente sul bel cross di Hazard. Il Giappone accusava visibilmente il colpo, mandava in campo Honda e Yamaguchi, ma rischiava di subire il 3-2 da Chadli (colpo di testa) e Vertonghen (tiro da fuori): Kawashima compiva due interventi decisivi.

La beffa per i Blu Samurai era solo rimandata, e ancor più amara: quando già si pensava ai supplementari, dopo una bella parata al 47′ st di Courtois su punizione di Honda, negli ultimi istanti del quarto minuto di recupero, De Bruyne apriva per Meunier sulla destra, c’era il velo di Lukaku e Chadli doveva soltanto appoggiare il pallone in porta. L’incredibile rimonta era compiuta, poi c’erano solo le lacrime dei giapponesi per questo incredibile harakiri e il sorriso beffardo di Thierry Henry: nei quarti del Mondiale 2006 fu lui, con la Francia, ad interrompere i sogni di gloria del Brasile. Adesso ci riprova nei panni di aiuto allenatore del Belgio, e anche questa volta la pur fortissima difesa ‘canarina’ non gli fa paura.