Gigi Buffon: “Nel 2004 ebbi un attacco di panico prima di una partita”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 giugno 2018 13:17 | Ultimo aggiornamento: 1 giugno 2018 13:17
Gigi Buffon: "Nel 2004 ebbi un attacco di panico prima di una partita"

Gigi Buffon: “Nel 2004 ebbi un attacco di panico prima di una partita”

ROMA – Ansia e stati depressivi non fanno sconti a nessuno, chiunque, anche quando gode felicemente di una vita di successi e soddisfazioni, può finire all’improvviso nel buco nero che inghiotte entusiasmo, forza, coraggio. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]
Come Gigi Buffon, il portierone simbolo della Nazionale italiana, da più di vent’anni sulla breccia e che a 40 anni è pronto per una nuova avventura dopo la Juventus.

Un’anticipazione del libro “Demoni”, una autobiografia scritta con la collaborazione del giornalista Sky Alessandro Alciato, descrive un periodo esistenziale difficile, i morsi della depressione, la difficoltà di resistere e guardare avanti. E’ il 15 febbraio 2004, il giorno della partita di campionato contro la Reggina Buffon non sente più le gambe, gli manca il respiro.

Prima della partita, durante la fase di riscaldamento, mi è venuto un fortissimo attacco di panico. Davanti a tutti. Nessuno si accorgeva di niente e questo mi faceva sentire ancora più solo. (….) Il cuore batteva a mille, il respiro diventava sempre più affannoso, pensavo di morire, pur sapendo che non sarebbe accaduto. (…)». «Lì, in quel preciso momento, devo dire che sono stato bravo, perché con quel poco di lucidità che mi rimaneva sono riuscito a scavare nelle mie risorse migliori, quelle dell’ orgoglio, dell’ amor proprio e dell’ amore verso il lavoro.

Con quel briciolo di razionalità, trascorsi i fatidici cinque minuti, mi sono detto: “Se molli adesso e scegli la scorciatoia, scegli di non giocare, lo farai ogni volta che sarai in difficoltà (…). Mi sono reso subito protagonista di una parata importantissima su Cozza, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. Alla fine abbiamo vinto noi, 1-0. Quella parata ha rappresentato per me una scossa clamorosa, ha funzionato da elettroshock». (Leggo.it)