Giro d’ Italia: (Undicesima tappa)

Pubblicato il 17 maggio 2011 9:05 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 13:45

CAMPOBASSO-  Se non avesse il fiato sul collo di una squalifica per doping forse a questo Giro non sarebbe neanche venuto. Come nel 2008, che non a caso vinse. Perche’ lui e’ anzitutto da Tour de France, ma quello rischia di non correrlo. Sei giorni nascosto in mezzo al gruppo, due per scoprirsi ‘Cannibale’. Prima la frustata di Tropea, poi ieri la ‘fucilata’ dell’Etna. Il Giro e’ appena cominciato e ha tutta l’aria di essere gia’ finito. Poco importano i distacchi, la sensazione diffusa e’ che Alberto Contador sia di un altro pianeta. In salita a molti ieri ha ricordato Pantani del ’98, quello dell’accoppiata Giro-Tour, per la facilita’ con cui si e’ ‘bevuto’ gli altri in arrampicata. E chi ha osato contrastarlo (Scarponi) e’ finito fuori giri. Fino a qualche anno fa solo uno come Armstrong poteva fargli ombra. Adesso che l’americano si e’ ritirato praticamente non c’e’ piu’ nessuno. Forse non vincera’ mai un Mondiale, ma le corse a tappe finora non le sbaglia mai. Un computer, ma da ieri anche con un cuore, capace di correre anche all’attacco e vincere dando spettacolo, come piace ai tantissimi tifosi che ancora credono nel ciclismo. Nella storia del Giro i record di Girardengo, Binda, Merckx e Bugno (in maglia rosa dalla prima all’ultima tappa) sembrano inattaccabili. In passato c’e’ stato anche chi ha fatto meglio di lui: nel ’78 il belga De Muynck prese la maglia dalla terza tappa, nel ’95 lo svizzero Rominger dalla seconda. Evgeni Berzin, invece, nel ’94 divento’ leader dopo una settimana fino alla fine, proprio come Contador. ”E’ forte, ma i Giri non si vincono da soli, ci vuole la squadra – dice il russo, che oggi ha una concessionaria d’auto a Stradella, nell’Oltrepo’ Pavese – dipende da quanti compagni riusciranno a restare con lui. Pero’ Alberto non e’ un ‘mostro’, ieri dietro di lui hanno aspettato troppo, non hanno tirato, e Nibali ha dormito. Se collaboravano di piu’ potevano riprenderlo. Giro finito? Ma per carita…”’. A mente fredda lo ‘Squalo’ di Messina continua a dirsi ”tranquillo”, sa che in caso di squalifica di Contador potrebbe anche bastargli il secondo posto per vincere il Giro. Ieri e’ arrivato a Termoli in charter a tarda sera e oggi, a causa del maltempo e del forte vento, e’ rimasto in albergo a fare un po’ di rulli. ”Se seguivo Scarponi anch’io facevo la stessa fine sua – dice – Non ho agito d’impulso come lui, ho aspettato come gli altri leader cercando di recuperare nel finale. Non ho nulla da recriminarmi. Contador ieri e’ stato il piu’ forte, ma ci saranno altre occasioni per recuperare. Ma dobbiamo anche essere realisti: se Alberto e’ in forma punti deboli e’ difficile trovargliene. Per metterlo in crisi cerchero’ di sfruttare le occasioni. Ma io non sono uno che si arrende, ne’ che si sente gia’ battuto.

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