Giro d’Italia: Viviani declassato, Gaviria vince la terza tappa. Roglic mantiene maglia rosa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 maggio 2019 19:11 | Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2019 19:12
Giro d'Italia: Viviani declassato, Gaviria vince la terza tappa. Roglic mantiene maglia rosa

Giro d’Italia: Viviani declassato, Gaviria vince la terza tappa. Roglic mantiene maglia rosa. Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA – La volata di Elia Viviani è stata giudicata scorretta per cambio di direzione. La giuria del 102/o Giro d’Italia, dopo avere analizzato la volata della 3/a tappa (Vinci-Orbetello, lunga 220 chilometri), ha declassato il campione italiano in carica. La vittoria va dunque al colombiano Fernando Gaviria, che si è piazzato al secondo posto, alle spalle di Viviani. 
 Lo sloveno Primoz Roglic indossa la maglia rosa di leader della classifica generale per il terzo giorno.

Giro d’Italia, Fernando Gaviria: “Mi dispiace per Elia Viviani”.

 

“Mi dispiace per Elia (Viviani, ndr), per me non ha sbagliato niente, quando è andato sulla sinistra e ha superato tutti. Per me ha vinto la tappa di oggi. Per me questa è una decisione estrema, lui guarda dietro per vedere chi arriva, voleva fare una bella volata, l’ha fatta e, secondo me, non ha commesso scorrettezze. Lui è un grande corridore e mi dispiace per lui”.

Così Fernando Gaviria ha commentato la decisione della giuria del 102/o Giro d’Italia di ciclismo, che ha declassato il vincitore Viviani, per “cambio di direzione”, assegnandogli la vittoria. La Deceuninck- Quick Step, dopo avere appreso la notizia del declassamento di Elia Viviani nell’ordine d’arrivo, ha presentato ricorso ai giudici dela Var – per il secondo anno al Giro d’Italia – che stanno rivedendo le immagini dello sprint. Il colombiano Fernando Gaviria, intanto, è stato chiamato sul podio di Orbetello per essere premiato e ricevere il bacio delle miss.

Il corridore sudamericano era già sul pullman per rivestirsi dopo i 220 chilometri della 3/a tappa partita da Vinci, in omaggio al grande Leonardo. Viviani è poi uscito dal pullmino Var molto rabbuiato in volto, è risalito in bici ed è tornato nell’albergo della propria squadra (fonte Ansa).