Giro d’Italia 2018, da Gerusalemme a Roma: Froome punta Pantani e l’accoppiata con il Tour

Pubblicato il 29 novembre 2017 21:44 | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2017 21:45
GIRO-Italia-2018

Giro d’Italia 2018, da Gerusalemme a Roma: Froome punta Pantani e l’accoppiata con il Tour

ROMA – Il Giro d’Italia 2018 di ciclismo sembra disegnato apposta per Chris Froome e il fuoriclasse del Team Sky risponde infatti presente: “Non vedo l’ora di vedermi ai nastri di partenza”, il suo videomessaggio trasmesso durante la presentazione del percorso della 101/a edizione della corsa rosa, unico grande giro che manca nel suo mirabolante palmares.

Nel 2018 Froome parteciperà anche al Tour de France, cercando quindi un’impresa che manca da 20 anni, quando Pantani nel 1998 centrò una leggendaria accoppiata Giro-Tour.

“Poter vincere – spiega Froome, nel comunicato diramato dal Team Sky – il terzo grande giro consecutivo, dopo Tour e Vuelta 2017, è per me una grande motivazione. Una sfida nuova per fare qualcosa di speciale e chiudere il cerchio con l’Italia, dove cominciai a correre”.

Froome, infatti, potrebbe diventare il settimo corridore di sempre a conquistare la ‘Tripla Corona’ dei grandi giri. Da Gerusalemme a Roma, da una città santa a un’altra. Ventuno tappe che il presidente di Rcs, Urbano Cairo, definisce “equilibrate” e per le quali prevede “un grande spettacolo”: sette arrivi in salita (tra cui il terribile Zoncolan) e due cronometro per stabilire chi alzerà al cielo il Trofeo senza Fine. Non è ancora certo chi cercherà di mettere i bastoni tra le ruote a Froome: Aru, Nibali e la maglia rosa in carica Tom Dumoulin non rompono gli indugi e non garantiscono sulla partecipazione al prossimo giro.

Le scelte verranno prese dopo i primi ritiri con le rispettive squadre. Nibali sembra quello più intenzionato a sfidare Froome, annichilito dallo Squalo nel Tour 2014, tanto da aver già imparato il percorso a memoria: “La sua presenza è uno stimolo in più, è il rivale più grande, il più difficile da battere e con una squadra fortissima al suo fianco. Lui predilige il caldo, mentre il Giro è una corsa fredda. Vediamo come si troverà qui”.

I precedenti di Froome al Giro in effetti non sono indimenticabili: un 32/o posto nel 2009 e la squalifica nel 2010 per essersi stato trainare da una moto durante una crisi sul Mortirolo. Era un altro Froome, meno cannibale e più umano. “Il percorso non è durissimo – sottolinea Nibali -, ci sono salite adatte più a lui che a me”.

Poi, la stoccata: ”Avrei preferito fosse qui oggi ad assaggiare il Giro d’Italia al mio fianco, piuttosto che mandare un semplice video”.

Aru applaude alla scelta di Froome, ma non fa trasparire grosse emozioni: “Lui rende questa corsa più grande e importante, ma è solo un campione in più tra i tanti che partecipano. Di questo percorso conosco tante salite, lo Zoncolan è tosto, ma la cronometro di Rovereto sembra adatta agli specialisti, non certo a me. Deciderò con la squadra il programma di gare”.

La certezza per il Giro 2018, per adesso, si chiama Chris Froome.

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