Golf, Manassero nella storia: trionfa in Spagna a 17 anni

Pubblicato il 24 Ottobre 2010 20:30 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2010 20:53

Non vince e basta, brucia le tappe, frantuma i record ed e’ sempre il piu’ giovane di sempre a finire sul gradino piu’ alto del podio. Sara’ anche per questo che su Facebook non ha un profilo come tutti i suoi coetanei, ma una pagina popolata da 6500 ‘fan’: a diciassette anni del resto Matteo Manassero e’ gia’ uno special one e l’ultima prodezza, ma solo in ordine di tempo, l’ha messa a segno in Spagna vincendo il torneo Castello Masters a Valencia. E anche qui insieme alla coppa ha registrato l’ennesimo primato anagrafico, diventando il più giovane golfista di sempre ad aggiudicarsi una prova dell’European tour, la prima da professionista, e togliendo il record al neozelandese Danny Lee che a 18 anni era arrivato primo al Johnnie Walker Classic di Perth, lo scorso anno. Ha fatto meglio di uno dei piu’ grandi di questo sport come Severiano Ballesteros, che divento’ membro dell’European tour nel 1974 quando aveva 17 anni e 200 giorni.

Il ragazzino nato a Negrar, provincia di Verona, classe 1993, da promessa del green azzurro ormai e’ diventato una certezza: ”E’ una sensazione fantastica, ho lavorato sempre per vivere questo momento” ha esultato dopo che i quattro colpi di vantaggio sullo spagnolo Garrido gli hanno certificato un successo storico.

E la breve, quanto intensa, carriera di Manassero e’ stata un crescendo senza uguali: a 16 anni ha conquistato il prestigioso British Amateur, uno dei maggiori tornei per dilettanti, laureandosi il piu’ giovane di sempre della sua categoria, e garantendosi la wild card per il torneo Major The Open Championship dove testo’ le sue emozioni giocando al fianco di campioni come Tom Watson o Sergio Garcia. Finisce tredicesimo, in tandem con il numero uno del golf targato Italia, Francesco Molinari. E quello era solo un assaggio. Manassero a sedici anni ha avuto il brivido di giocare a fianco del re del green, Tiger Woods: al Masters di Augusta, nell’aprile scorso, dove pure era arrivato battendo l’ennesimo record, quello del sudafricano Bobby Cole che resisteva da 43 anni, diventando il piu’ giovane a passare il taglio per il prestigioso torneo in cui l’azzurrino si piazzo’ 36/o.

Poi il salto tra i prof e l’esordio nei grandi all’open d’Italia. Un concentrato di successi con coda di primati per il baby del golf italiano che a quattro anni gia’ girava per tracciati verdi insieme a papa’ Roberto. Una passione ereditata, ma che col sacrificio e il talento e’ gia’ diventato un lavoro. Che rende pure benino, perche’ solo il torneo spagnolo frutta 333,330 euro. Non poco per un liceale della provincia veneta, che per anni ha fatto la spola tra il suo paese e il Gardagolf, un’ora di macchina almeno tre volte la settimana. E che in meno di dodici mesi e’ passato dal sogno di stringere la mano di Woods a una scalata di notorieta’ senza paragoni.

”Ho sempre lavorato per arrivare a vivere questo momento dalle sensazioni incredibili, forse uniche – le parole del giovane golfista, un mix di passione e freddezza che si rivela micidiale sul green – Il mio obiettivo quest’anno era solo quello di conquistare la carta per l’European tour. Il titolo mi apre nuove opportunita’ e potro’ giocare tornei importanti. Mio padre? Credo che seguendomi si sia divertito come me”. Ma il concentrato di vittorie e primati e’ solo un antipasto: all’orizzonte c’e’ anche il sogno olimpico che Matteo ormai insegue da big e infatti promette: ”E’ solo l’inizio”. Tutti avvisati.