Higuita: “Sarò sempre grato a Pablo Escobar. Ma non sono un narcotrafficante”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Giugno 2020 10:51 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2020 10:51
Higuita: "Sarò sempre grato a Pablo Escobar. Ma non sono un narcotrafficante"

Higuita: “Sarò sempre grato a Pablo Escobar. Ma non sono un narcotrafficante” (foto ANSA)

BUENOS AIRES – Intervistato dal canale argentino di Fox Sports, l’ex storico portiere della nazionale colombiana René Higuita parla dell’arresto subito a causa del personale rapporto con Pablo Escobar, ucciso il 2 dicembre 1993 in un quartiere di Medellin.

“Le autorità in Colombia mi hanno detto di consegnare Pablo Escobar in modo da non arrestarmi. Sapevano che ero innocente, ma in tutte le persecuzioni che avevano iniziato contro di lui, iniziarono a mettere i suoi conoscenti in prigione. La gente mi considerava suo amico dopo che l’ho visitato nel carcere di La Catedral. Risposi che non sapevo nulla e che anche se avessi saputo non avrei detto nulla. Era compito delle autorità. Io ero grato a Pablo Escobar per aver illuminato i campi da calcio quando nessun altro lo aveva fatto”.

Higuita, giocò dal 1986 al 1997 con l’Atletico Nacional (con un’unica breve parentesi in Spagna al Real Valladolid). La squadra di Medellin che negli anni ottanta fu di proprietà di Pablo Escobar e, sotto la sua presidenza, riuscì a vincere importanti trofei come ad esempio la Copa Libertadores del 1989.

“Io mi mostro per quello che sono: l’amico di tutti – prosegue l’attuale allenatore dei portieri dell’Atlético Nacional -. Che sia stato amico di Pablo Escobar non significa che io sia un narcotrafficante. A qualcuno piacerà, altri mi considereranno un nemico. Ciò che mi riempie d’orgoglio è essere stato un calciatore”. (fonte FOX SPORTS)