Iachini e gli altri, squalifica per bestemmia. Ma nemmeno in campo si può?

di Gianluca Pace
Pubblicato il 14 novembre 2018 9:01 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018 9:05
 Giuseppe Iachini (foto Ansa)

Giuseppe Iachini (foto Ansa)

ROMA – Il giudice sportivo ha squalificato per una giornata l’allenatore dell’Empoli Giuseppe Iachini per aver bestemmiato in campo. “Per avere, – spiega la nota – al 45° del secondo tempo della gara con l’Udinese proferito un’espressione blasfema in occasione di una sostituzione: infrazione rilevata dal quarto ufficiale”.

Ma è giusto squalificare un allenatore o un giocatore per una bestemmia? Giusto o no in Italia sono tanti i casi. Mimmo Di Carlo, il nuovo allenatore del Chievo, può già “vantare” tre squalifiche per bestemmie. Bestemmie pronunciate durante Chievo-Cagliari del 28 febbraio 2010 e durante altre due partite: Trapani-Spezia e in Entella-Spezia di Serie B. Tra gli allenatori squalificati ricordiamo anche Serse Cosmi, Rolando Maran e Moreno Longo.

Nel 2010 Lanzafame fu il primo calciatore espulso per bestemmia. Stessa sorte toccò anche a Siligardi e Gastaldello. Kuloc del Como addirittura fu squalificato per aver bestemmiato a fine partita. Fino ad arrivare al caso Mandragora, squalificato per una bestemmia durante una partita tra Udinese e Sampdoria e “retrocesso” da Roberto Mancini dalla Nazionale A all’Under 21.

E poi c’è la partita da record. In Trentino, in una partita di seconda categoria, ben cinque giocatori della stessa squadra (l’Ozolo Maddalene) furono espulsi per bestemmie. Tanto che l’arbitro fu costretto a sospendere la partita dopo settanta minuti. In un’altra partita di terza categoria, Villa d’Ogna-Bergamo Longuelo, nel 2010 ci furono tre espulsi in quindici minuti.

Non mancano poi i graziati eccellenti come Buffon ripreso più volte (e su YouTube i video spopolano) a bestemmiare durante le partite. Ma è giusto o no squalificare per delle bestemmie? Non tutti sono d’accordo. 

Come Fabrizio Bocca di Repubblica: “Non si può essere squalificati per una bestemmia detta tra sé e sé dopo un gol preso. E’ assurdo, ridicolo e soprattutto non è giusto (…) Il bigottismo regolamentare e la tv orwelliana sono una degenerazione, non sono nello spirito del calcio e dello sport. E’ un’intrusione oltre i limti del buon senso, una concessione alle pruderie del pubblico da salotto”. Forse in Italia, e non in Iran e nel 2018, e non nel Medioevo, si può anche essere più permissivi per qualche bestemmia di troppo pronunciata durante una partita di calcio.