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Ibrahimovic: “Non voglio smettere zoppicante ma camminando sull’acqua”

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Ibrahimovic: “Non voglio smettere zoppicante ma camminando sull’acqua”

MANCHESTER (INGHILTERRA) – Spaccone, smargiasso, sbruffone ma sempre il solito Zlatan Ibrahimovic. Il 36enne attaccante svedese annuncia che è pronto a tornare in campo “per finire quello che ho iniziato. Non voglio smettere zoppicante ma camminando sull’acqua”, dice alla britannica Sky Sport che lo ha intervistato con un giornalista d’eccezione, Thierry Henry.

“L’obiettivo è vincere la Premier League: tutto quello che ho iniziato nella prima stagione finirà nella seconda”, spiega l’ex di Ajax, Juventus, Barcellona, Inter, Milan, Psg a poche ore dal big match di Premier Manchester United-Tottenham.

Dopo la rottura del legamento crociato che lo scorso aprile lo ha costretto a terminare la stagione in anticipo, lo svedese ha firmato, in estate, un altro contratto di un anno con i Red Devils. Ibra è ancora alle prese con la ribilitazione, ma il suo rientro in campo è sempre più vicino.

“L’infortunio? Quando è successo è stato semplice dire che sarei tornato perché avevo una sfida. Non ho mai avuto un infortunio così grave: tutti hanno pensato ‘è finito’ o ‘è troppo vecchio’.

Quando è successo, mi ha stimolato – aggiunge – dandomi energia e un obiettivo: tornare e continuare a giocare. Andrò via come sono arrivato, non lascerò zoppicando: me ne andrò proprio come voglio farlo. Anche se dovessi camminare sulle acque”.

Ha segnato 28 gol in 46 partite con la maglia dello United: numeri che rischiano di essere aggiornati, nonostante i suoi 36 anni. Ibra non dice affatto preoccupato nemmeno dalla presenza di Romelu Lukaku, anzi: “Toglie al mio rientro molta pressione – dice lo svedese – Lukaku è un ottimo innesto, sta segnando molti gol e mi sta semplificando il lavoro.

L’anno scorso non potevamo fare cambi nel mio ruolo perché avevamo solo un attaccante in grado di segnare. Non c’era molta scelta per l’allenatore, ma adesso è diverso.

La presenza di Lukaku è positiva e toglie al mio ‘ritorno’ molta pressione: non devo affrettare i tempi. Più è alta la qualità della squadra, più scelte ha l’allenatore e più il suo lavoro sarà agevolato”.

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