Il Milan non si ferma, è nuovo record: non aveva mai vinto 9 partite nelle prime 10

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Ottobre 2021 8:44 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2021 14:47
Il Milan non si ferma, è nuovo record: non aveva mai vinto 9 partite nelle prime 10

Il Milan non si ferma, è nuovo record: non aveva mai vinto 9 partite nelle prime 10 FOTO ANSA

Una forza cieca, una determinazione assoluta: il Milan di Mister Pioli ha cominciato la stagione in gloria e sembra intenzionato ad entrare nella storia. Perché dall’inizio del campionato ha collezionato nove vittorie su dieci gare, raggranellando 28 punti che rappresentano il miglior punteggio di sempre nella storia del Milan, da quando alla squadra vincitrice spettano tre punti. E poi alcuni risultati sono arrivati con una rimonta da cinema, come contro un Verona agguerrito. Qualche giornale ha usato immagini divertenti: “Il graffio del Diavolo”, ad esempio, riferendosi al nomignolo della squadra rossonera. Parole a parte, i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Nel finale della partita con il Verona, il Milan ha rovesciato un risultato che sembra netto, con buona pace di coloro che sognavano di mettersi in tasca un bel gruzzoletto con le scommesse sul calcio.

Il dolore arriva alla fine

Invece no: i rossoneri sono tornati all’attacco e hanno dimostrato che la nuova stagione si caratterizza per alcuni elementi fondamentali: la cattiveria e la capacità di soffrire. Il Milan di Pioli vince e guarda all’idea dello Scudetto come se fosse un progetto concreto e non un sogno. Come ha detto l’allenatore alla fine della partita con il Verona, si è trattato di una sfida difficile, decisamente in salita, dopo che la compagine veneta si era portata in vantaggio per due a zero nel primo tempo.

Abbastanza per deprimersi e cominciare a lamentarsi, ma non per il Milan di questa stagione, che invece ha stretto i denti, creato occasioni e poi è andato in rete prima con Giroud, successivamente con Kessie. Le due squadre erano alla pari e la partita si sarebbe anche potuta chiudere così, con grande gioia di entrambe, ma l’autorete di Gunter ha regalato ai milanesi una gioia notevole. Un sentimento piacevole da assaporare, anche in considerazione dell’avventura europea, su cui il Mister e i suoi ragazzi puntano parecchio.

I precedenti storici

Tornando al risultato generale, un rosario di vittorie come queste non è in realtà una novità assoluta, perché ci sono diversi precedenti nella storia della squadra rossonera. Qualche esempio? Nella stagione 1995-96, all’ottava giornata il Milan aveva collezionato 17 punti. L’allenatore era Fabio Capello e alla fine il trofeo è stato raggiunto. Nove anni dopo, invece, con Carlo Ancelotti in panchina, il Milan si è ritrovato all’ottava giornata con cinque vittorie, due pareggi e una sconfitta e a fine campionato in una seconda posizione davvero spiacevole.

Una situazione analoga a quella del 2010-2011, con simili risultati all’ottava giornata, ma una vittoria finale che ha fatto sorridere l’allora Mister Massimiliano Allegri. A scorrere gli annali si ritrovano diversi nomi e diversi scenari: ancora Ancelotti, che ha portato la squadra a ritrovarsi con sei vittorie, un pareggio e una sconfitta nel 2005-2006, un buon principio per arrivare a fine stagione con la medaglia d’argento. Tuttavia, il Milan ha molto sofferto per circa 10 anni il calcio che cambia inesorabilmente.

Per Pioli non è una novità

Se si guarda con attenzione, però, si constata che anche lo scorso anno Mister Pioli aveva cominciato in gloria. All’ottava giornata il suo Milan aveva colleziona sei vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta. A fine anno, però, la squadra si era dovuta accontentare di un secondo posto. Il miglioramento di quest’anno suona dunque incoraggiante. Anche perché, come sottolinea la Gazzetta dello sport, la squadra mostra carattere e nella partita contro il Verona è stata in grado di far emergere una volontà e un carattere non comuni. C’è stato un inizio da incubo, poi il risveglio, l’attacco, il sorpasso: con uno spettacolo che i tifosi riuniti al Meazza davvero non potranno dimenticare facilmente. Batticuore e poi sollievo, rabbia e infine sorrisi: come deve forse essere nel calcio, se vuole dare spettacolo.

Ambizione e tenacia: tante sfide da affrontare

Adesso per il Milan ci sono le sfide europee, il Napoli da lasciare indietro, la Juve operaia che sta prendendo terreno, ma la squadra sembra determinata a non farsi domare. Ibrahimovic e compagni non vogliono fare passi falsi; hanno grandi obiettivi e ambizioni, come il loro allenatore. A dimostrarlo, forse, anche il ruolo di Samu Castillejo, che in estate ha sofferto visto che temeva di dover lasciare Milano e invece è stato determinante. Un uomo che ha fatto la differenza, proprio come Olivier Giroud, che anche a 35 anni ha la precisione e la velocità di un ragazzino, e ha segnato il primo gol della rimonta. Il suo arrivo a Milano sta regalando soddisfazioni. Ma forse c’era anche da aspettarselo: in fondo è un attaccante da 250 gol tra club e nazionale, che non teme nemmeno le ribalte internazionali.