Insulti a Balotelli, l’avvocato degli ultras: “Solo qualche birra di troppo”

Pubblicato il 18 Novembre 2010 20:53 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 20:53

Mario Balotelli colpito da Buu razzisti

Prima i club ora la Nazionale. E cosi’ anche cento sparuti pseudo tifosi sono riusciti, mercoledì sera, a Klagenfurt, in uno stadio semivuoto, a farsi notare. Ma gli ultras che hanno criticato la nazionale multietnica di Cesare Prandelli, insultato Balotelli, esposto striscioni offensivi e ingaggiato un timido corpo a corpo con la Polizia austriaca non sono ben definibili. Ne’ dal punto di vista politico, ne’ da quello geografico.

Alcuni di loro sono giunti nella capitale carinziana dal Friuli, altri sicuramente dal Veneto. Visti gli striscioni esposti sarebbe fin troppo facile pensare ad un loro orientamento verso l’ estrema destra, ma non sempre queste semplificazioni colgono nel segno. Hanno sfruttato, questo sì, un evento mediatico di ampio respiro internazionale per farsi notare. E sono riusciti nel loro intento. Come i serbi a Genova, con le dovute proporzioni, un mese fa.

Chi oggi ha gettato acqua sul fuoco delle possibili polemiche è stato Giovanni Adami, il cosiddetto avvocato degli ‘Ultras’. ”Il tutto è stato il frutto di qualche birra in più- ha detto – perché tutto è finito lì. Non conosco questi che sono andati a Klagenfurt. Ma oggi non mi hanno chiamato e quindi devo presumere che tutto sia finito ieri sera”.

Tutto e’ finito bene anche per un tifoso udinese di 20 anni. Un giovane che è stato fermato dalla Polizia e rilasciato dopo i controlli del caso. ”Ma già  ieri sera – ha detto Adami – il ragazzo ha fatto rientro a Udine con i propri mezzi. Era andato a Klagenfurt per vedere la partita e bere qualche birra. Tutto qui”, ha detto Adami.

A Klagenfurt erano presenti anche alcune decine di tifosi friulani di Tarvisio, guidati dal sindaco Renato Carlantoni. ”Invitati – ha spiegato il primo cittadino – dal governatore della Carinzia, Gerard Doerfler. Bisogna dire che il caos è stato fatto dai tifosi romeni – ha spiegato Carlantoni -. Poi si sono fatti sentire anche i nostri. Ma con slogan e qualche striscione che è stato subito sequestrato dalla Polizia. Poi le cose si sono messe sul binario giusto. Con la nostra presenza abbiamo voluto confermare l’amicizia ‘senza confini’ che ci lega al land carinziano”, ha concluso il sindaco.