Inter, Andrea Ranocchia e Milan Skriniar scacciano la crisi: 2-0 al Benevento

Pubblicato il 24 febbraio 2018 23:30 | Ultimo aggiornamento: 24 febbraio 2018 23:30
Inter, Andrea Ranocchia e Milan Skriniar scacciano la crisi: 2-0 al Benevento

Inter, Andrea Ranocchia e Milan Skriniar scacciano la crisi: 2-0 al Benevento ANSA

MILANO, STADIO GIUSEPPE MEAZZA ‘SAN SIRO’ – Sembrava un incubo, una strada senza uscita, un capitolo amaro, l’ennesimo: l’Inter soffre e vince contro il Benevento, spompata e senza senso, ma poi trova la forza, quel minimo indispensabile, per evitare che l’incubo prenda una piega da horror. Il campo rimette le cose a posto e decide che i protagonisti sono due: Milan Skriniar e Andrea Ranocchia, autori del gol e di un riscatto sofferto, reso amaro da fischi e proteste durante il primo tempo.

Skriniar: costanza, continuità e resistenza. Andrea Ranocchia: la voglia, la resilienza, la forza di reagire. Una difesa in attacco: l’Inter ce la fa con un paradosso. In una serata di fantasmi, si capovolgono persino gli schemi. Non c’e’ Icardi, ma Eder questa volta non riesce a fare la differenza. Lui, come piu’ di meta’ Inter, è penosamente sotto la sufficienza. L’Inter, tuttavia, muove la classifica e torna momentaneamente terza ma la crisi non passa. Forse torna un po’ di fortuna, un destino che accenna almeno un sorriso. Luciano Spalletti si arrabbia, e’ torvo, scuro in volto come i quasi cinquantamila convenuti a San Siro in una serata uggiosa e triste. La societa’ sembra essersi ricompattata ma niente e’ come appare.

L’Inter e’ l’ombra di se stessa, il Benevento sembra un gigante, sfiora il gol, chiede un rigore e rischia il colpaccio per piu’ di un tempo. I nerazzurri, esangui, riescono a fare il primo tiro in porta solo al 9′ della ripresa. I motivi della crisi potrebbero essere tanti: investimenti sbagliati, proprieta’ lontana, assente e silente, coperta corta e adesso anche la paura di non farcela, paura che ottunde in campo. Le cose semplici diventano difficili, se non impossibili. I giocatori sono spenti, poco reattivi, ingabbiati forse in un ambiente difficile dove persino Wanda Nara semina il panico. Piero Ausilio minima ma qualcosa accade anche nello spogliatoio. Spalletti deve fare un miracolo, la moltiplicazione dei pani e dei pesci: sceglie Rafinha, scommettendo sulla qualita’ che non arriva. Butta dentro Karamoh, giovane e audace tanto da cambiare la sorte.

Nel primo tempo, l’Inter offre una delle peggiori prestazioni della stagione. Al 9′, Candreva, lanciato da Vecino, viene chiuso in angolo da Djimsiti. Ancora l’esterno favorisce la ripartenza degli ospiti ma il tentativo di Brignola non è efficace. Poi, Coda impegna Handanovic bravo a respingere in tuffo. Il pubblico, esasperato, fischia. La Curva Nord contesta. Al 33′, contatto dubbio in area tra Perisic e Sandro, l’arbitro lascia correre. Nella ripresa, Spalletti non cambia e neanche l’Inter. Il primo tiro in porta arriva al 9′ con Vecino, respinge il portiere.

Al 13′ la più limpida occasione per gli ospiti: delizioso lancio di Brignola per Coda che, solo davanti ad Handanovic, spara alto. Poco dopo Cataldi cade in area, l’arbitro lascia correre nonostante le proteste di De Zerbi. Spalletti richiama Rafinha e inserisce Karamoh.

Il francese, al 21′, guadagna subito il calcio d’angolo da cui nasce il gol del vantaggio. Calcia Cancelo, palla prolungata di testa da Vecino e Skriniar che sbuca tra le linee e trova l’incornata vincente. Tre minuti più tardi, da un altro calcio piazzato, sempre di Cancelo, arriva il raddoppio di Ranocchia.

Al 36′, l’espulsione di Viola per doppia ammonizione mette fine alla partita. La strada per la Champions è in salita. Spalletti si deve inventare qualcosa per evitare di deragliare al derby e poi col Napoli.