Fuga a 3 Juve, Napoli e Lazio. Samp segue, Inter e Fiorentina ok. Suicidio Roma

Pubblicato il 16 settembre 2012 22:42 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2012 22:42

Edinson Cavani (Ansa)ROMA – Verdetti forse no, tre partite sono troppo poche per averne. Ma equilibri, rapporti di forze e griglia di partenza certamente sì. Perché 270 minuti bastano già a delineare una traccia del campionato che sarà, con la Juve che resta corazzata e favorita, ma con avversari diversi e in parte inattesi. Non tanto il Napoli che atteso lo era eccome e non avendo la Champions quest’anno può dare fastidio davvero, quanto per la Lazio dell’ex carneade Petkovic che invece è squadra solida che segna tanto e con facilità e subisce pochissimo.

Si riaffaccia nella parte alta della classifica anche l’Inter che ritrova solidità e concretezza a Torino e può, se trova continuità negli equilibri, puntare in alto.

Altre attese protagoniste hanno problemi, e non pochi. A cominciare dal Milan che in due partite in casa contro avversari non irresistibili totalizza zero gol e zero punti. Il pensiero corre subito a un signore che ora gioca a Parigi e che certe partite le risolveva spesso da solo, Zlatan Ibrahimovic. Di problemi, almeno di testa e in difesa ne ha anche la Roma che è riuscita a perdere una partita abbondantemente vinta dopo 15 minuti. Bene, invece, la Fiorentina di Montella e la Sampdoria di Ciro Ferrara. Sono loro le outsider che si candidano al ruolo di possibili sorprese in grado di dare fastidio a chiunque.

Stramaccioni è memore della batosta rimediata due settimane fa in casa con la Roma e a Torino presenta una Inter in formato super abbottonato. Il ballottaggio Palacio Cassano non lo vince nessuno dei due e Stramaccioni opta per il 4-4-1-1 con il solo Snejder dietro Milito. La scelta dà i suoi risultati nel primo tempo quando è proprio Pazzini a insaccare. Il Torino resta in partita e impegna Handanovic in più di un’occasione. A pochi minuti dalla fine, però, è Cassano (entrato al posto di Snejder) a piazzare lo 0-2 che rilancia le ambizioni dei nerazzurri. Per la brillantezza ci sarà tempo, la solidità sembra già ritrovata.

La Juventus continua la sua striscia di vittorie andando a prendersi tre punti in rimonta in casa del Genoa. A illudere i rossoblù è Immobile che regala al Genoa il privilegio di chiudere in vantaggio il primo tempo. Nella ripresa, però, la Juve cambia passo: prima arriva il pari con un tiro da fuori di Giaccherini, poi arriva il rigore, il terzo in tre partite. Stavolta è una spinta che non mancherà di far discutere. Sta di fatto che sul dischetto si presenta Vucinic che fa il 2-1 prima che Asamoah fissi il risultato sul 3-1 definitivo.

Con un altro 3-1, quello casalingo sul Parma, il Napoli tiene il passo della Juve e resta a punteggio pieno. Per la squadra di Mazzarri è tutto facile: il gol arriva dopo 3 minuti su calcio di rigore con Cavani. Poi è Pandev a raddoppiare. Prima dell’intervallo Parolo prova a far rientrare in partita il Parma ma poi è il primo gol azzurro di Insigne ad archiviare la pratica e regalare al Napoli un’altra settimana da primato.

Altra squadra in testa a punteggio pieno, altro 3-1, quello della Lazio in casa del Chievo. I biancocelesti, dopo un pre-campionato preoccupante hanno completamente cambiato volto quando sono arrivati i punti in palio. E a Verona hanno vinto e convinto, grazie soprattutto a un Hernanes in forma strepitosa (due gol) e al solito Klose. Ma è tutta la squadra di Petkovic a girare mentre il Chievo, per evitare un passivo troppo pesante, deve accontentarsi di un gol su rigore di Pellissier.

Con il terzetto di testa potrebbe esserci anche la Sampdoria, oggi vittoriosa 3-2 in casa di un Pescara che continua a sembrare non pronto per la categoria. Il calcioscommesse ha tolto un punto all’undici di Ferrara, ma il percorso per ora è netto grazie soprattutto a un Maxi Lopez (oggi doppietta) che sembra aver trovato un sistema di gioco che gli calza a pennello. Domenica all’ora di pranzo arriva il Torino: Ventura permettendo la marcia blucerchiata potrebbe anche continuare.

Dopo lo stop di Napoli, invece, riprende con efficacia la marcia della Fiorentina, vittoriosa 2-0 sul Catania. In gol vanno il solito Jovetic e Luca Toni, al suo debutto dopo il ritorno. Il gol lo fa quasi tutto Jovetic che serve un pallone impossibile da sbagliare ma l’orecchio di Toni mostrato al Franchi è un momento amarcord che vale il prezzo del biglietto. La Fiorentina c’è, gioca bene e darà fastidio a molte. Soprattutto in casa.

Non c’è ancora invece la Roma di Zdenek Zeman che perde 2-3 in casa col Bologna una partita che si era messa benissimo da subito. Pronti via e la Roma trova il 2-0 con Florenzi prima e Lamela poi. Nel secondo tempo, però, i giallorossi fanno quello che le squadre di Zeman non dovrebbero mai fare: provano a gestire,  amministrare. Il Bologna non sembra in grado di pungere fino al minuto 70. Là cambia tutto: in un minuto due disattenzioni difensive portano gli emiliani sul 2-2. Il 2-3 finale arriva al 90mo, con l’ennesimo patatrac difensivo: Burdisso rovina su Stekelemburg e Gilardino realizza da due passi il gol che vale tre punti e accende l’allarme difesa in casa Roma.

Peggio ancora, se possibile, va in casa Milan. Perché la squadra di Allegri fa una fatica enorme a segnare in casa contro avversarie chiuse e ben messe in campo. Ovvero quasi tutte quelle che si presentano a San Siro. Alla prima giornata era stata la Sampdoria, sabato è toccato all’Atalanta di Colantuono passare per 1-0 a San Siro. Il Milan è lento e senza idee. Fatica a sviluppare gioco e soffre le ripartenze. Sia chiaro: l’anno scorso alcuni di questi problemi c’erano già, ma c’era Zlatan Ibrahimovic. Quest’anno, senza Ibra, è tutto molto più difficile.

Il primo punto conquistato dopo tre partite, l’1-1 interno con il Cagliari  non basta a Sannino a salvare la panchina del Palermo. I rosanero sono in difficoltà, è vero. Con Zamparini siamo abituati a questo e altro, è vero. A Palermo la contestazione aveva assunto forme preoccupanti, è vero anche questo. Ma che senso ha, è la domanda, dire e ridire per una settimana che una panchina non è in discussione, che non bisogna neppure parlarne e poi cacciare l’allenatore che per la prima volta non ha perso?

Infine un altro primo punto, quello dell’Udinese che ottiene un 2-2 in casa del Siena. Punto amaro visto che i friulani, almeno all’inizio, sembravano aver ritrovato la forma e il gioco dell’anno scorso ed erano riusciti a portarsi sul 2-0 con Di Natale e Basta. Un progresso c’è, ma il lavoro da fare resta tanto.