Inter, Conte: “Juventus? Prima il Barcellona. Con o senza Messi è uguale. A noi manca Lukaku…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Ottobre 2019 20:02 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2019 20:03
Inter Conte Juventus Barcellona Lukaku Messi infortunati

Inter, Antonio Conte nella foto Ansa

BARCELLONA – “Se abbiamo l’ambizione di andare avanti dobbiamo fare punti in tutte le partite. Al Camp Nou non sarà facile, ma giochiamo le nostre carte con grandissimo rispetto, sapendo che affrontiamo una favorita per la vittoria della Champions”. Così l’allenatore dell’Inter, Antonio Conte, alla vigilia della sfida contro il Barcellona.

“Sarà una sfida difficile – ammette il tecnico dei nerazzurri – che giochi Messi o che non giochi. C’è voglia di affrontare il Barcellona con tutti gli effettivi in campo, anche con Messi. Un campione unico”.

Lukaku non c’è. Ha avuto un piccolo affaticamento al quadricipite ed è rimasto a Milano”. Lo annuncia Antonio Conte, alla fine della conferenza della vigilia contro il Barcellona.

“Se lo portava dietro da una decina di giorni. Lamentava un fastidio – spiega – abbiamo fatto esami strumentali che hanno scongiurato infortuni gravi e abbiamo preferito non rischiarlo, anche per rispettare le sensazioni del giocatore”.

“Non sappiamo se Messi e Dembelé riusciranno a giocare. Dembelé ha fatto mezzo allenamento, Messi un po’ di più. Vedremo come andrà, capiremo se poter contare su di loro solo nelle prossime ore. Non correremo rischi con Messi.
    Saranno sicuramente out Umtiti, Ansu Fati e Jordi Alba”.

Ernesto Valverde, alla vigilia della sfida contro l’Inter, fa il punto sui tanti infortunati nella rosa del Barcellona. Un dato che potrebbe complicare i piani del tecnico dei blaugrana.
   

“Ovviamente non siamo contenti di questi infortuni. Ma credo sia fortuito – assicura – è successo anche in passato. Dembelé ha rimediato un infortunio molto simile a quello della passata stagione. Comunque questa situazione non mi preoccupa troppo e io lavoro con chi ho a disposizione”.

Valverde parla anche del rapporto col club: “Mi sento al mio posto, bene e a mio agio.
    Gli allenatori devono affrontare molte variabili, ci sono giocatori, pressione esterna, la stampa, l’impegno verso chi ti assume” (fonte Ansa).