Inter, Ranieri esonero vicino: Moratti ha perso la pazienza

Pubblicato il 18 Febbraio 2012 9:24 | Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2012 15:05

Claudio Ranieri (LaPresse)

MILANO –  Massimo Moratti lascia lo stadio quando l’Inter e’ sotto di due reti in casa contro il Bologna che vincera’ 3-0 la sfida di San Siro: il gesto di Moratti immortala – meglio di qualsiasi altra immagine – la crisi profonda e disperante dei nerazzurri.

Sconclusionati, caotici, senza idee, ne’ anima, ne’ cuore: un vuoto pneumatico che lascia di stucco i tifosi, basito il presidente, allibiti un po’ tutti. I campioni non ci sono piu’, gambe molli e per dirla alla Moratti (che uso’ queste parole dopo la partita contro la Roma) veramente scarsi. In questo humus fermentano alla grande i dubbi sulla tenuta di Ranieri. Dagli spalti fischi e insulti.

Al tre a zero del Bologna, i tifosi hanno abbandonato lo stadio al grido di: ‘Ridateci Mourinho’, ‘Tirate fuori i c….’. Ma e’ difficile ipotizzare un ritorno del portoghese: secondo i soliti boatos   la soluzione interna Figo-Baresi sarebbe la piu’ gettonata, ma non e’ tramontata del tutto la carta Capello seppur troppo costosa e non gradita ai tifosi.    L’Inter di questo periodo  e’ un enigma: una squadra che non ha mai giocato, non e’ praticamente mai entrata in partita. Una difesa inguardabile, un centrocampo sterile come il deserto. Sneijder piccolo piccolo, Forlan un fantasma.

Ranieri non ha mai trovato la quadra nella tattica e – come e’ giusto che sia – deve prendersi le sue responsabilita’. Ma sarebbe superficiale fermarsi solo a questo. La crisi dell’Inter viene da lontano: il Bologna, come il Novara, il Lecce, la Roma la hanno solo evidenziata a dovere per quanti non avevano occhi per vedere e intelligenza per capire. E anche stasera psicodramma a San Siro: la partita si apriva in modo svogliato, noia, qualche timido affondo.

Ci prova Maicon due volte di testa su calcio d’angolo, ma l’ingranaggio si inceppa grazie anche all’ottimo Gillet che fa la partita della vita. Qualche debole tiro di Forlan che sbaglia tutto e restano intatti i dubbi su questo giocatore. L’incredibile accade al 37′ quando l’inesistente difesa dell’Inter lascia spazio e campo al Bologna. Perez si beve Lucio, sempre piu’ scolorito, e serve Di Vaio che va a rete. La partita si mette male, anzi malissimo: neanche un minuto e Ranocchia – pessimo – di petto serve ancora Di Vaio che centra la sua doppietta. Gelo a San Siro ma non e’ colpa del termometro.

Moratti se ne va. La reazione e’ disordinata, scomposta, velleitaria. I cambi non servono a nulla: Castaignos per Faraoni e Poli per Forlan. Peggio che peggio: il secondo tempo sembra la sagra del dilettante.

Giocatori nerazzurri totalmente in bambola, addirittura si scontrano fra di loro e – in sostanza – non costruiscono nulla. Il Bologna si limita a controllare e, nel complesso, davvero buona la prova della squadra di Pioli che non riusciva a battere l’Inter dal febbraio del 2002. Attiva con ottime prestazioni individuali come quella del portiere Gillet, del capitano Di Vaio, di Perez e Ramirez.

Ma non e’ stata un’impresa: i nerazzurri sembravano cavalli sfiancati sui quali era facile infierire. Tanto che nel caos poco calmo del secondo tempo, arriva la terza mazzata con Acquafresca che si produce in una magnifica azione personale, lanciandosi a rete in velocita’ senza trovare alcuna resistenza.

Il sipario cala su San Siro e forse sulla squadra del triplete: i nerazzurri, nervosi e distrutti, lasciano lo stadio a capo chino. Zanetti, occhi incollati a terra, Ranieri cerca di consolare i giocatori distrutti e umiliati. Una pagina pessima dalla quale sembra difficile uscire: Poche le alternative a Ranieri (e questo Moratti lo sa bene), il mercato e’ finito e dunque bisogna lavorare con quello che c’e’ a disposizione (un po’ poco), il traguardo del terzo posto sembra lontano anni luce e anche la Champions rischia di diventare una chimera.