Inter-Roma in 3D: il cinema diventa stadio

Pubblicato il 6 Maggio 2010 11:01 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2010 11:28

Inter-Roma

L’atmosfera è da stadio. Il cinema trasformato in una succursale dell’Olimpico. Poltrone quasi tutte occupate, solo tifosi giallorossi.

I cori dagli spalti arrivano forti e chiari e si confondono con quelli in sala. Gli spettatori soffrono e imprecano.

E ogni tanto spunta una mano che pare tirare per la maglia Maicon che vola sulla fascia, una spalla si muove per provare a buttare giù Materazzi e liberare Toni in area di rigore. E’ l’effetto 3D che proietta in mezzo al campo.

E ai limiti della tecnica, che pure ci sono, sopperisce la passione del tifoso. L’evento è di quelli storici per gli amanti del calcio. Inter-Roma, finale di Coppa Italia, è la prima partita trasmessa in tre dimensioni in Italia.

Il Parco dei Medici, nella periferia di Roma, è uno dei nove cinema che ospitano l’evento. In poche ore sono sati venduti tutti i biglietti per le cinque sale del milanese, le due romane e quella di Parma che hanno aderito all’iniziativa.

Tanto che la trasmissione è stata allargata anche a Vicenza. Per l’occasione, resa possibile grazie a un accordo tra The Space Cinema e Lega Calcio, c’é una telecronaca speciale: quella di Marco Picari e Giacomo Ciccio Valenti, noto agli spettatori di Controcampo.

A garantire la produzione è Infront Italy, in partnership con la Rai.

L’attesa tra il pubblico è grande e i primi commenti sono positivi.

L’effetto è senza dubbio coinvolgente. Una esperienza nuova per chi è abituato a guardare le partite sulla poltrona di casa o allo stadio. I corpi dei giocatori prendono spessore, il campo acquista profondità, vedi con maggiore realismo le posizioni in campo.

Alcune riprese ti fanno sentire vicino all’azione. Le immagini degli spalti sono un tripudio di colori e le bandiere sembrano uscire dallo schermo. Con il trascorrere dei minuti, e non solo per il risultato sfavorevole alla Roma, qualcuno comincia a storcere il naso. I limiti ci sono e non sono pochi. Le dieci telecamere trasmettono immagini limitate e l’impressione è di una certa monotonia. Le riprese sono fisse, niente zoom, pochissimi primopiano.

I giocatori e il pallone appaiono sfocati, soprattutto sulle azioni veloci. Quasi tutta la gara è ripresa dagli spalti, le squadre sono lontane e l’effetto 3D diminuisce, mentre gli spalti appaiono poco nitidi. Più coinvolgenti le riprese da bordo campo che esaltano la profondità, ma sono rare. Le carenze maggiori si notano sul replay. Le limitate prospettive di ripresa impediscono di valutare al meglio falli e fuorigioco. “Non è come vedere un film in 3D – commenta uno spettatore – Non c’é la stessa profondità. Poi se sei proprio sotto lo schermo non te ne accorgi proprio del 3D”.

“E’ sicuramente un’esperienza nuova, ma non è certo come essere allo stadio”, gli fa eco un altro.

“Meglio essere al cinema che a casa a vedere la partita, ma sono rimasto un po’ deluso”, sostiene un tifoso con sciarpa giallorossa.

Insomma l’impressione è che l’esperimento sia riuscito in parte. Dopo il periodo d’oro degli stadi, con l’avvento della pay tv i tifosi hanno affollato bar e pub, forse presto potrebbe arrivare l’era del calcio al cinema, almeno quando i limiti attuali del 3D saranno superati. E, forse, già ai prossimi Mondiali molte sale potrebbero tingersi di azzurro.