Inter-Roma, presentazione sfida scudetto

di redazione blitz
Pubblicato il 31 Ottobre 2015 13:55 | Ultimo aggiornamento: 31 Ottobre 2015 13:55

Inter-Roma, presentazione sfida scudetto

Garcia nella foto LaPresse

MILANO – “Abbiamo studiato l’Inter, sappiamo cosa può fare. Sarà una partita esaltante e il nostro atteggiamento non cambia: giochiamo sempre per vincere, l’obiettivo è allungare la nostra striscia positiva“.

A Milano per restare in testa alla classifica, e allungare su una diretta rivale nella corsa al titolo. Rudi Garcia ha le idee chiare alla vigilia della trasferta di San Siro che metterà di fronte il miglior attacco del campionato (25 gol fatti dai giallorossi) e la miglior difesa (7 reti subite dai nerazzurri).

“Fare gol è molto importante, ma a volte anche non prenderne può essere utile – ammette il tecnico della Roma -. I numeri dicono che loro sono ben organizzati, prendono pochi gol perché hanno qualità sul piano fisico. Gli basta segnarne uno per trasformarlo in una vittoria da tre punti. Che Inter mi aspetto? Non lo so, finora ha usato differenti moduli. Non c’è Felipe Melo, ma hanno diverse soluzioni a centrocampo, è una squadra con singoli di alto livello. L’abbiamo studiata, sappiamo che può sia aspettare sia fare pressing alto”.

Insomma, Garcia dà l’impressione di aver osservato molto bene la squadra di Mancini, considerato “un grande del calcio, un bravissimo allenatore che ha vinto anche in Inghilterra”. E che, proprio come Garcia, punta a conquistare il titolo a fine anno: “Se vedo i nerazzurri tra i favoriti per lo scudetto? Non lo so, non sono bravo a scommettere. Inter e Napoli sono due buone squadre, ma non dimentichiamo le altre che sono in alto in classifica, e la Juventus. Non è che il campionato si è ridotto a una corsa con Napoli e Inter, ci saranno tante squadre in alto a lottare e questo renderà il campionato molto attraente”.

Di certo, per uscire da San Siro con un risultato positivo, la Roma non dovrà farsi sorprendere: “Dobbiamo essere pronti a tutto e soprattutto essere in grado di fare la nostra partita – sottolinea Garcia -. Dovremo pensare solo a questa gara, dare tutto, e se finiremo stanchissimi non sarà un problema. Dopo penseremo alla Champions League, non prima”.

Ecco perché il turn-over sarà limitato al minimo, col ritorno di Salah in attacco (al posto di Iago Falque), quello di De Rossi a centrocampo (il mediano ha smaltito l’affaticamento muscolare ed è stato convocato dopo aver svolto la rifinitura col resto dei compagni), e l’arretramento di Florenzi in difesa per Maicon, elogiato per il ritorno ad alti livelli: “Un Maicon così è un plus per la Roma, ci può dare una grande mano”.

La stessa che la squadra vorrebbe dare a Roma, da mesi ormai al centro di scandali e polemiche. “Se stasera a Milano, città storicamente rivale, giocheremo anche un po’ per la Capitale che sta vivendo un momento molto difficile dal punto di vista politico? Noi ci occupiamo solo di calcio – conclude Garcia -, ma ovviamente vogliamo portare in alto non solo i colori della Roma ma anche di Roma. Conosciamo tutti il prestigio di questa città e se nel nostro piccolo potremo un giorno darle ancora un po’ più di luce saremo contenti”.

“Contro la Roma, l’Inter si toglierà la maschera”. Roberto Mancini, alla vigilia della sfida-verità con i giallorossi, esce allo scoperto. Vincere, nella notte delle streghe di Halloween, scaccerebbe anche la paura di pronunciare la parola ‘scudetto’.

“Ci darebbe la consapevolezza di poter rimanere nelle zone alte della classifica – ammette il tecnico – non è una gara decisiva, ma è molto importante”.

Mancini, per quanto continui a dare Napoli e Roma come “le favorite per il titolo, senza dimenticarsi della Juventus”, conferma che in 90′ potrebbero cambiare gli equilibri della stagione dell’Inter. I nerazzurri, secondi in classifica, proveranno il sorpasso alla capolista distante solo due punti. E conquistare la vetta rilancerebbe le ambizioni del club.

“A breve affronteremo anche il Napoli – spiega – e nel giro di un mese avremo incontrato tutte le più forti. Se ci troviamo ancora lì in alto, beh la situazione sarà carina…”.

C’è grande attesa per il big match di San Siro, i tifosi nerazzurri si presenteranno in 60mila e intanto scaldano gli animi su Twitter con l’hashtag #SfidaDaPaura. Mancini, però, nella conferenza della vigilia appare sereno e rilassato. Si lascia andare anche con qualche battuta, non elemosina sorrisi e dice di non temere la forza della Roma: “Rispetto a loro dobbiamo migliorare, ma non si può avere paura di una partita. Ci sarà tanta gente e questo è straordinario”.

Mancini chiama a raccolta i tifosi anche con un tweet: “Una bella sfida tutta da giocare: vincere ci darebbe consapevolezza e grande forza. Mi aspetto uno stadio pieno come al derby”.

Non ci sarà però il presidente Thohir che sarà a Milano solo domenica per un rapido scalo prima di tornare in Indonesia dagli Stati Uniti. Difficile dire quale sarà l’undici che scenderà in campo, perché l’allenatore dribbla le domande scherzando: “Dubbi? Sì in porta tra Handanovic e Berni. A centrocampo? Felipe Melo è squalificato, Medel gioca sicuro”.

Ride e fa pretattica. È una partita troppo importante per sciogliere i ballottaggi alla vigilia. Sicuramente Mancini andrà a ricomporre la coppia di centrali difensivi Murillo e Miranda, che dovranno stare attenti a Dzeko “uno dei migliori centravanti al mondo, con qualità incredibili”.

Mentre in attacco tornerà Jovetic al fianco di Icardi. Che Mancini bacchetta: “Dice che ha ricevuto solo quattro palloni in questa stagione? Non è vero, ha avuto quattro palle gol solo a Palermo. Gli attaccanti cercano scuse, lo facevo anche io, dando colpe a situazioni che non esistono”.

Insomma secondo il tecnico Icardi viene servito a dovere, quindi non si spiega perché l’Inter non sia quasi mai riuscita ad andare oltre l’1-0: “È una cosa molto strana, le occasioni le abbiamo avute, poi le abbiamo sbagliate”.

L’allenatore però metterebbe la firma su una vittoria di misura contro la Roma: “Cosa scriverò nel pizzino? No beh non sono mica quello là eh… Diciamo che se vinciamo 1-0 alla fine, potrei aggiungere un difensore”.

La prima grande speranza, comunque, è quella di poter contare su undici giocatori per tutti i 90′. Le due espulsioni, Murillo col Palermo e Melo col Bologna, hanno fatto infuriare il tecnico che è stato allontano dalla panchina martedì al Dall’Ara. Sarà comunque al fianco della squadra – solo ammonizione con diffida per lui- e auspica che Rizzoli fischi meno dei suoi colleghi.

“I falli vengono fatti, ma a volte non vanno chiamati, come si fa a livello internazionale, per migliorare la velocità del gioco. Così magari i giocatori smetterebbero di simulare quando prendono un calcetto”.