Calciomercato Inter, Roberto Mancini: ecco come giocheranno i nerazzurri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 novembre 2014 12:42 | Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2014 12:42
Calciomercato Inter, Roberto Mancini: ecco come giocheranno i nerazzurri

Screenshot dalla prima pagina della Gazzetta dello Sport: “Mancio is back”

MILANO – Clamorosa svolta in casa Inter: via Walter Mazzarri, dopo un anno e mezzo deludente, per il ritorno sulla panchina nerazzurra di Roberto Mancini.

L’ex allenatore del Manchester City dovrebbe giocare con il 4-2-3-1 e il suo obiettivo di calciomercato dovrebbe essere l’ex romanista Erik Lamela. Ne parla La Gazzetta dello Sport con Paolo Condò.

“Con i modi rilassati e cordiali di un rapporto di lavoro nascente, ma giovedì sera a Jesi Michael Bolingbroke e Marco Fassone hanno indicato con molta precisione a Roberto Mancini dov’è fissata l’asticella di questa stagione: l’Inter deve arrivare al terzo posto per garantirsi il preliminare di Champions, oppure vincere l’Europa League, che dal prossimo anno al 99 per cento darà accesso diretto al torneo che conta (si «retrocede» al playoff solo se chi vince la Champions non si qualifica via campionato). Nel piano di rilancio nerazzurro il ritorno in Europa dalla porta grande è essenziale. In tempi non sospetti – chiacchiere settembrine – Mancini ci aveva espresso la convinzione che dopo le distanti Juventus e Roma la rosa dell’Inter contendesse a quella del Napoli il ruolo di terza forza. L’altra sera, accettando la proposta inviata da Erick Thohir, l’ha ribadito agli ansiosi dirigenti venuti da Milano, sottolineando però come i 5 punti da recuperare a Higuain e compagni non siano uno scherzo, anche perché il Napoli ha risolto la sua crisi e si è messo a correre. Un anno fa Mancini rimise dignitosamente in piedi la stagione del Galatasaray (secondo posto e ottavi di Champions), ma partendo con 50 giorni di vantaggio rispetto a oggi: in cuor suo è convinto di farcela, ma a condizione di non perdere altro tempo. E la successione derby-Roma fuori non è il modo più soft per avviare la rimonta.

Mancini aveva praticamente abbandonato l’idea di lavorare nella stagione in corso. Preferiva farsi trovare libero a primavera in caso di contatto con un grande club europeo: non è un mistero che il Paris St.Germain lo considerasse l’ideale successore di Laurent Blanc. Detto che il richiamo emotivo dell’Inter – con tutto ciò che è successo tra il 2004 e il 2008 – ha avuto il suo peso nella decisione, Mancini ha detto sì perché rispetto alla prima esperienza l’organico della squadra e l’organigramma della società sono totalmente cambiati, il che dovrebbe bastare a eliminare il rischio più temuto dai tecnici che tornano dove hanno già vinto, quello della minestra riscaldata. Inoltre, pur all’interno di una rosa seccamente inferiore per qualità a quella del primo ciclo, non mancano all’Inter i talenti giovani in grado di costituire la spina dorsale di una futura grande squadra. Mateo Kovacic, che Mancini considera un tuttocampista capace di andare a prendere palla dai difensori per portarla, o meglio indirizzarla, nell’altra area (“box to box” è il modo di dire inglese che a Manchester serviva per descrivere Yaya Touré), sarà il fulcro del nuovo progetto, la mente chiamata ad azionare il braccio, ovvero Mauro Icardi. Uniti a Ranocchia e Juan Jesus – che a Mancini piacciono da sempre – sono questi i nomi sicuramente presenti in un’Inter da orizzonti ambiziosi. Quella che si comincerà a intravedere da gennaio, quando la finestra di mercato permetterà almeno un paio di aggiunte.

Al di là del derby del 23, la cui formazione nascerà dai primi colloqui con la squadra – Mancini vuole cambiare e in fretta, ma senza suicidarsi per farlo – è ovvio che la difesa passerà a quattro, con l’utilizzo sulle corsie di Nagatomo, D’Ambrosio e forse Dodò, in ballottaggio anche per giocare più alto. Ranocchia e Juan Jesus (allargabile a sinistra) sono centrali stimati come Vidic, che a Manchester ha battagliato col Mancio, con alterne fortune, quando uno dirigeva la difesa dello United e l’altro allenava il City. Il modulo d’arrivo della nuova Inter sarà il 4-2-3-1, con un mediano (Medel o M’Vila) e una mezzala (Hernanes più di Guarin) davanti alla difesa, Kovacic dietro Icardi e due esterni offensivi. Ribadito fino alla noia che di qui a Natale studierà i giocatori a disposizione, perché non li conosce come vorrebbe – e quindi un rombo è più che possibile – Mancini ha fatto presente che per il suo calcio l’Inter avrà presumibilmente bisogno di arricchire il reparto esterni, sia alti che bassi.

 Richiesto di un nome ha fatto quello di Erik Lamela, per spiegarsi tatticamente e per indicare un giocatore difficile da raggiungere, ma che da solo farebbe decollare il tasso tecnico della squadra e quello emotivo dei tifosi. Per quanto riguarda il terzino Mancini ha mantenuto i contatti con i suoi vecchi pupilli al City, da Kolarov a Zabaleta e Clichy, che ora vivono un momento delicato. In ritardo in campionato, la squadra è vicina all’eliminazione dalla Champions (ne guadagnerebbe la Roma): il tecnico Pellegrini traballa, in caso di disastro a gennaio potrebbe scoppiare la rivoluzione. Mancini ha mantenuto ottime fonti nello spogliatoio, sa che diversi campioni sarebbero felici di tornare con lui, come sa che il fair-play finanziario vieta all’Inter gli investimenti necessari. Per questo si è spinto fino a Lamela – obiettivo già complicato – evitando di chiedere il suo giocatore-totem: David Silva. Ci sono sogni ammissibili, e altri destinati a rimanere tali”.