Inter da scudetto: ecco perchè Walter Mazzarri può farcela

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 settembre 2013 9:38 | Ultimo aggiornamento: 28 settembre 2013 9:38
Inter da scudetto: ecco perchè Walter Mazzarri può farcela (LaPresse)

Inter da scudetto: ecco perchè Walter Mazzarri può farcela (LaPresse)

MILANO – LInter può puntare allo scudetto secondo la ‘Gazzetta dello Sport’.

La squadra di Walter Mazzarri, con due innesti di qualità come Campagnaro e Taider, ha trovato la quadratura del cerchio e non si disunisce nemmeno nei momenti più difficili.

Perchè può farcela e cosa deve migliorare. Riportiamo i sei punti della Gazzetta:

PERCHÈ PUÒ FARCELA

1) LA CARICA DI MAZZARRI
Volendo fare un primo punticino sulle evidenze positive manifestatesi in questo avvio così promettente, al primo posto va considerato l’effetto Mazzarri. Il tecnico toscano, che desiderava fortemente questa chance, è riuscito a trasferire ai giocatori la sua carica agonistica, la sua voglia di primeggiare, insieme con i famosi «codici» di un modulo tattico che evidentemente riesce a insegnare benissimo. Fra il suo Napoli delle meraviglie e questa Inter rampante, non ci sono diversità: la disposizione sul terreno, i movimenti sulle corsie esterne, i tagli di Alvarez-Hamsik…
2) I RICICLATI VOLANO
Ricky è l’emblema di questa carica positiva, sia psicologica che tecnico-tattica. Insieme col brasiliano Jonathan, l’argentino è passato da flop a top player. Sono i due esempi più eclatanti, però osservando Ranocchia, ad esempio, si nota una ritrovata sicurezza, l’ardore di chi ha in mente traguardi importanti pure a livello personale (quel Mondiale 2014, per esempio).
Pure l’andirivieni di Nagatomo e Jonathan, ali piccole e tignose, è sempre più puntuale, ordinato e pericoloso, come dimostra il tiro da tre punti del brasiliano. Lo stesso Cambiasso pare ringiovanito, si muove leggiadro, arriva lucido in zona tiro.
3) NIENTE COPPE
Vedere Cambiasso di nuovo migliore in campo, di nuovo al centro delle faticose operazioni nel centrocampo chiama inevitabilmente al proscenio il preparatore Giuseppe Pondrelli, collaboratore storico di Mazzarri, che ha evidentemente i suoi meriti. Il professore di Budrio ha già dato prova di valore nel periodo napoletano: squadra quasi mai appannata o sulle gambe. Rari e brevi i periodi di flessione. Qui all’Inter ha trovato un supporto al suo lavoro nell’assenza delle competizioni europee. Le coppe sono un ostacolo alto per tutti. Avere a disposizione l’intera settimana per allenarsi, provare e riprovare, diventa un alleato anche per Mazzarri. Chiamato da Moratti a gettare le basi per i successi futuri. Ora che il futuro appare più vicino, cosa occorre migliorare, quali insidie vanno superate. Ci sono Controindicazioni? Incognite? Problemi insolubili?
COSA MIGLIORARE

1) TROPPE… PARATE
Indubbiamente la presenza di Campagnaro, fedelissimo scudiero di Mazzarri, ha contribuito non poco alla ritrovata sicurezza difensiva. Handanovic continua a figurare puntualmente fra i migliori in campo, il che vuol dire che i miglioramenti da compiere in questo reparto sono giunti a metà strada. Restando ai meccanismi difensivi, sulle fasce l’alternativa Pereira continua a convincere poco: va riprogrammato. E in mezzo al campo bisogna trovare minuti di gioco per il talento di Kovacic.
2) IL QUIZ MILITO
Però il quiz principale riguarda Milito. Se il Principe ritroverà in breve tempo il suo smalto ecco che Palacio avrà un aiuto importante e potrà pure rifiatare di tanto in tanto, considerate le qualità di Icardi e perché no di Belfodil, al momento tutto da scoprire. Con Milito al massimo, l’allenatore dovrà piazzare Palacio sull’esterno, tipo il Pandev napoletano. Vedremo.
3) THOHIR È UN’INCOGNITA
Nel complesso la rosa a disposizione del tecnico non è completissima e come qualità è forse leggermente inferiore a quelle di Juve, Roma, Napoli. Il campo dirà. Ma sta per arrivare Thohir e sul mercato di gennaio si può trovare di tutto, se uno ha voglia di spendere. L’avrà?”