Inter, Roberto Mancini: “Conta solo vincere, tiriamo fuori tutto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 novembre 2014 9:39 | Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2014 9:39
Inter, Roberto Mancini: "Conta solo vincere, tiriamo fuori tutto"

La prima pagina della Gazzetta dello Sport, ampio spazio per Roberto Mancini

MILANO – Ieri a Milano si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Roberto Mancini come nuovo allenatore dell’Inter. La Gazzetta dello Sport, in un articolo a firma dell’inviato Matteo Brega, riporta le dichiarazioni del mister nerazzurro:

“Non ho la bacchetta magica, si deve tornare a vincere attraverso il lavoro – continua il Mancio -. L’Inter è un grandissimo club, credo in questo progetto. Sono felice di aver accettato l’offerta, anche se quando si torna in un posto dove si è fatto un buon lavoro, si ha tutto da perdere”.

“Non avrei mai pensato di tornare all’Inter, vuol dire che era stato fatto qualcosa di buono la prima volta”. Modesto, quasi sorpreso, saggiamente moderato per frenare i facili entusiasmi. Roberto Mancini rientra nel mondo nerazzurro per rimettere l’Inter al centro del calcio italiano. E non solo.

“L’entusiasmo sta alla base di ogni successo, sta a noi riportare i tifosi allo stadio”. Uno dei nodi che lastricavano lo stomaco di Erick Thohir: la disaffezione del Meazza. Mancini riavvicinerà il pubblico, funzionerà subito come una calamita.

Roberto e Massimo, un’accoppiata che ha riportato l’Inter sui gradini più alti. Tutto cominciò dieci anni fa. “Moratti e la sua famiglia hanno fatto la storia dell’Inter, è impossibile da cancellare. L’ho sentito al telefono, l’ho sentito felice e sono felice anche io per la sua felicità. Abbiamo iniziato a vincere insieme, dobbiamo tornare a farlo”. E con lo stesso telefono ha parlato a Thohir: “Lo ringrazio per avermi dato questa possibilità. Era dispiaciuto per Mazzarri, mi sembra una persona perbene. Vuole il successo dell’Inter”. Ma c’è anche una parola per WM: “Lo ritengo un bravo allenatore, purtroppo quando si cambia vuol dire che le cose non vanno bene e non è sempre colpa soltanto dell’allenatore”.

“Non ho problemi a giocare a tre o a quattro in difesa, l’ho fatto alcune volte al City o al Galatasaray”. Mancini, fedele alla difesa a quattro, si ritrova ora un gruppo forgiato in un anno e mezzo per giocare a tre. “Voglio parlare con i giocatori e trarre le mie conclusioni”. Tra quelli a cui vorrà parlare con molta attenzione c’è sicuramente Vidic, il cui avvio di campionato è stato negativo. “Capita a tutti di avere bisogno di qualche mese per ambientarsi – spiega Mancini -. Così è per Nemanja. La situazione la conosco dall’esterno, ma anche lui penso abbia solo bisogno di assestarsi. Guarin? Non conosco la sua situazione, ma per me è un grande giocatore che potrà essere utile per noi”. Ha sempre parlato bene di Mateo Kovacic, quando giocava ancora in Croazia e non lo allenava. Ora le strade si incontrano: “Ha grandi qualità, è giovane e in quanto tale deve passare anche attraverso situazioni difficili per crescere. In futuro può diventare un campione”.

Thohir lo ha richiamato perché conosce già l’ambiente nerazzurro, per le sue qualità, perché ha un profilo internazionale. Ma il Mancio glissa. “Non so perché mi hanno chiamato, dovete chiederlo al presidente – sorride -. Dopo 6 anni di esperienze all’estero spero che possano tornarmi utili tutte le cose che ho imparato”. E il Governo Mancini cosa farà nei primi cento giorni? “Cento? Spero mille! Però so anche che bisogna tornare a vincere in fretta e io ho bisogno di lavorare subito, fin dal primo allenamento. Il mercato di gennaio? Devo conoscere bene la squadra prima di sapere cosa possa servire. A gennaio o arriva un fuoriclasse, oppure rischi di prendere qualcuno che fatichi ad ambientarsi in poco tempo”.