Inter-Thohir: non solo dollari, un magnate anche per Italia

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2013 20:35 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2013 20:35
Inter-Thohir non solo dollari, un magnate anche per Italia

Inter-Thohir non solo dollari, un magnate anche per Italia

MILANO – Non sarà il Babbo Natale dalla fortuna smisurata come Dmitry Rybolovlev che ha deciso di comprarsi un club dalla Serie B francese per portarlo nel giro di due anni sugli altari del calcio europeo, ma con Erick Thohir, prossimo ‘padrone’ dell’Inter, anche il campionato italiano avrà presto il suo ‘paperone’, l’unico vero bomber che ogni tifoso sogna di avere nella sua squadra del cuore.

Dopo i timidi approcci degli anni ’90 con i primi soldi libici andati a rimpolpare il capitale sociale della Juventus, dopo gli accordi commerciali Milan-Qatar, mai trasformatisi però in peso azionario per volere della proprieta’, dopo i tentativi mai andati a buon fine da parte di capitali stranieri (americani, russi e albanesi) per rilevare Bari, Bologna, Venezia, Torino, nell’agosto di due anni fa c’e’ stato il primo vero ‘sbarco’ di capitali stranieri nel calcio italiano che conta, con la cordata americana subentrata alla Famiglia Sensi per rilevare la Roma, sia pure in coabitazione con l’azionista Unicredit.

Da allora, magnati, petrolieri, sceicchi e grossi imprenditori hanno cominciato a fare capolino anche nel mondo del pallone ‘made in Italy’ sempre piu’ impoveritosi negli ultimi anni fino a scendere dal podio in termini di vittorie e peso politico.

Colpa della crisi, si dirà, della globalizzazione, della ‘guerra’ sportiva combattuta piu’ in termini di bilancio che di gol fatti, con l’occhio piu’ attento al bilancio d’esercizio che alla campagna acquisti (che anzi ha visto via via ‘emigrare’ dalla penisola fiori di campioni e fuoriclasse):

morale della favola, il calcio italiano si e’ dovuto prima di tutto adeguare e poi innovare, con i club – soprattutto i grandi – che si stanno trasformando in vere e proprie holding, con tanto di azioni, quotazione in Borsa (e’ il caso di Juventus, Lazio e Roma), sponsor e partnership.

Per un decennio il calcio italiano ha cercato di resistere alle chimere dei vari sceicchi e miliardari vari che si sono improvvisamente scoperti grandi amanti del pallone (Chelsea, Psg, Monaco, Malaga, Liverpool, Qpr, United e City, tanto per citare la ‘spesa’ fatta) e a coesistere con la rigidita’ imposta dal fair play finanziario, restando ancorato ancora alla filosofia dei presidenti-proprietari-tifosi, ma alla fine ha dovuto anch’esso cedere al vento nuovo e soprattutto aprire la cassaforte.

Se e’ vero quel che si dice, l’indonesiano Thohir fara’ un investimento di 300 milioni di euro per accaparrarsi l’Inter, un’offerta irrinunciabile per chiunque, a maggior ragione per il ‘povero’ calcio italiano che piano piano sta provvedendo al primo cambio in panchina: fuori l’autofinanziamento e dentro lo strapotere economico dei grandi gruppi finanziari.