Inter, Zanetti: ecco il capitano della tripletta, un vincente sbocciato in nerazzurro

Pubblicato il 27 maggio 2010 14:59 | Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2010 14:59

Javier Zanetti

Per Javier Zanetti, Massimo Moratti è “come un padre”, José Mourinho “un uomo di grande personalità e dalla idee chiare”, che ringrazia “per quanto ha dato all’Inter, tantissimo” e al quale augura “che la nuova avventura possa essere di successo”.

Il giocatore simbolo dell’era nerazzurra di Massimo Moratti si gode la vittoria della tripletta che “ci ha portato nella storia” e annuncia che giocherà “almeno altri due-tre anni”: questo e molto altro ancora ha raccontato stamane Javier Zanetti rispondendo alle numerose domande dei tifosi, oltre 1600, che hanno potuto esaudire le loro curiosità grazie alla video-chat, vista in tutto il mondo, organizzata da Il Corriere della Sera.

“In 15 anni di Inter ho visto passare tantissimi campioni e tanti allenatori, forse – ripensandoci – mi sarebbe piaciuto che Simeone potesse rimanere più a lungo con noi. Perché così tanti stranieri all’Inter? Io l’ho detto sempre che questo non è problema, è vero che ci sono tanti stranieri e pochi italiani, ma quello che conta è fare bene per l’Inter, non conta di quale nazionalità sei. Qual è stato il periodo più difficile trascorso in nerazzurro? Ci sono stati tanti momenti difficili, ma il 1999 credo che sia stato il momento più brutto, credo che allora si toccò il fondo.

Il cinque maggio? Una data difficile da digerire, perché nel 2002 – stando a vedere tutto quello che si è saputo dopo – poteva finire diversamente, meno male che quest’anno in quella data abbiamo vinto la Coppa Italia. Con quale grande campione mi piacerebbe un giorno giocare in squadra, all’Inter? Con Lionel Messi. L’avversario più difficile che ho avuto? Nedved e da marcare Kakà, che in qualsiasi momento può fare la differenza.

Se il nuovo allenatore che arriverà deve avere più polso o più dialogo? Entrambe le cose, come Mourinho. Il vantaggio che troverà il nuovo allenatore è che trova un gruppo già formato. Io credo che Mourinho in questi due anni abbia fatto un ottimo lavoro insieme a noi e noi volevamo continuare con lui questo cammino di successi, ma lui ha preferito la sfida con il calcio spagnolo e noi gli auguriamo ogni bene.

Balotelli? È giovane, ha commesso qualche errore, che speriamo non si ripeta più, perché lui può diventare un grande campione. Se ci stiamo godendo la vittoria della tripletta? Credo che dobbiamo stare tranquilli e felici per quello che abbiamo fatto, anche se non ci rendiamo quasi conto, l’ho detto ai miei compagni ‘siamo entrati nella storia vera’.

Io credo che tutti i miei compagni sappiano che qui si sta molto bene, soprattutto adesso che abbiamo intrapreso una strada vincente. Che differenze di emozioni ci sono state tra alzare le tre coppe conquistate quest’anno? La cosa più bella è vincere. Vincere il primo traguardo, con la sfida con la Roma, è stato emozionante. Vincere lo scudetto lottato fino all’ultimo è stato ancor più emozionante. E poi abbiamo chiuso la terna vincente a Madrid, con un trofeo che mancava da tantissimo tempo, quindi credo che questa emozione sia stata la più forte, anche perché siamo entrati nella storia vera.

Ho sempre creduto che il momento dell’Inter sarebbe arrivato, ho continuato a crederci e ha funzionato. Tante volte ho pensato che non me ne sarei mai andato dall’Inter, che non avrei mai lasciato l’Inter da sconfitto, che sarebbe arrivato il nostro momento: eccolo. Se oltre a fare il calciatore ho avuto un altro sogno nel cassetto? Mi piace molto la musica, magari fare il cantante. Cosa farò dopo la carriera da calciatore? Sinceramente non ci ho ancora pensato, ma di sicuro mi piacerebbe avere un ruolo che mi permetta di essere utile in questa società.

Moratti e Mourinho? Sono due persone diverse, per me Moratti è come un padre, per tutto quello che mi ha dato e per il fatto di aver creduto in me quando ero uno sconosciuto, non lo dimentico. Il mister ha personalità forte e idee molto chiare. Quale allenatore vorrei ora? È difficile scegliere, ci sono tanti allenatori che possono fare bene. Si parla di Capello e Hiddink? Grandissimi allenatori entrambi.