Intersex/ Il disordine genetico che ti fa avere un apparato genitale maschile e dei cromosomi maschili. L’atleta Caster Semenya potrebbe essere un raro esempio

Pubblicato il 21 agosto 2009 11:37 | Ultimo aggiornamento: 21 agosto 2009 11:37

TOPSHOTS-ATHLETICS-WORLD-800MContinua a far discutere il caso dell’atleta sudafricana Caster Semenya la quale ha diviso l’opinione pubblica su una questione “relativamente semplice”: è un uomo o una donna?

L’atleta di 18 anni, che ha vinto l’oro nella corsa femminile agli 800 metri ai mondiali di atletica a Berlino, potrebbe essere costretta a riconsegnare la medaglia qualora i test imposti dall’ International Association of Athletics Federations (IAAF) dimostrassero che si tratti di un uomo.

Come riportano alcuni quotidiani tedeschi ed inglesi, Caster Semanya sarebbe affetta da un raro disordine genetico che l’avrebbe fatta sviluppare con un apparato genitale femminile ma con dei cromosomi maschili. Questo disordine, chiamato intersex, può essere ricondotto ad una forma rarissima di ermafroditismo.

Secondo l’Intersex Society del Nord America (INSA) intersex è un termine utilizzato per definire una persona che è nata con un apparato riproduttivo che non presenta le tipiche caratteristiche né di quello maschile né di quello femminile. Ci sono trai 20 ed i 30 tipi di intersex.

Il Dr. Peter Bowen-Simpkins, ginecologo dell’Uk Royal College spiega alla CNN: «L’intersessualità è incredibilmente rara e le diverse forme in cui si può presentare la rendono anche più difficile da comprendere e da analizzare».

Ma tornando all’atleta sudafricana, cosa prevede il regolamento sportivo in questi casi?

La legge sportiva ha introdotto ufficialmente nel 1968 alle Olimpiadi di Grenoble, il test della femminilità solo per le donne. Questo tipo di verifica non riusciva, però, a identificare le situazioni di intersex che possono interferire con il rendimento sportivo.

Il Comitato olimpico internazionale ha allora introdotto il test sui cromosomi, per identificare il sesso femminile attraverso il riscontro dei due cromosomi XX. La IAAf ha abbandonato questi test dal 1992, anche perché durante il prelievo di urine per l’antidoping si può esaminare il sesso dell’atleta, e attualmente analisi di questo tipo vengono richieste soltanto in situazioni sospette. Come quella di Caster.

Il suo caso sarà analizzato da un’équipe di specialisti, composta da un endocrinologo, un ginecologo, un internista, un esperto di medicina di genere e uno psicologo che dovranno analizzare la carta di identità cromosomica e genetica dell’atleta, il profilo ormonale e anche quello psicologico.