Ippodromo Tor di Valle, Clara Lafuente: “Progetto grave offesa, spostare stadio Roma o blocco tutto”

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 novembre 2017 15:58 | Ultimo aggiornamento: 4 novembre 2017 15:58
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La pensilina di Tor di Valle (Ansa)

ROMA – Clara Lafuente fa l’architetto come suo padre Julio, uno dei progettisti dell’Ippodromo di Tor di Valle. Quando la prossima settimana l’architetto Federica Galloni, a capo della Direzione Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero dei Beni Culturali, firmerà il decreto di riconoscimento del diritto d’autore sull’ippodromo, sarà lei in qualità di erede, ad avere l’ultima parola su qualunque progetto che riguardi Tor di Valle. la Lafuente, a proposito del progetto che riguarda lo stadio della Roma ha le idee chiare:

“Noi siamo disponibili a modifiche ma se per modifiche si intende la demolizione delle tribune dell’Ippodromo la risposta è un secco e chiaro no. Questo progetto lo considero una grave offesa all’architettura e un ancor più grave precedente, una specie di falso”.

Il che può tradursi in un accordo, oppure in uno stop al progetto Stadio. In questo secondo caso, la Roma potrebbe fare ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del vincolo. Ciò però comporterebbe la perdita di ulteriori settimane.

Federica Galloni, coem riporta l’Adnkronos ha tuttavia precisato:

Nessuno stop allo stadio della Roma. Questa decisione è stata presa dal comitato tecnico consultivo che è il comitato che lavora con la direzione generale. Il decreto di vincolo emesso è una sorta di atto dovuto, nel momento in cui il comitato tecnico consultivo decide per questa linea, l’emissione del decreto è un atto dovuto, non è una decisione discrezionale. Tanto più che abbiamo una relazione del soprintendente Prosperetti che dice che la richiesta fatta dagli eredi soddisfa tutti i requisiti contenuti in una circolare emessa dalla mia direzione generale per rendere le opere suscettibili dell’applicazione del vincolo del diritto d’autore”.

La Galloni continua spiegando che i famigliari non hanno diritto di veto ma che dovranno solo condividere il progetto. Nessuno stop allo stadio della Roma. Il vincolo è sulla pensilina del vecchio ippodromo che dovrà essere conservata nel nuovo progetto:

“Questo implica che quando il progetto dello stadio sarà completo occorrerà avere un parere degli eredi sulla conservazione, sulla idoneità della conservazione, della pensilina, della parte tutelata, quindi non cambia niente. Non è che lo stadio della Roma non si farà, si farà ma dovrà essere tutelata la pensilina dell’ippodromo. Si stabilirà di concerto con gli eredi, ma non è un’opera che si può demolire. Ciò che hanno gli eredi è un ‘diritto morale’, quindi non hanno nessun potere di veto, debbono semplicemente condividere la progettazione, e una volta che hanno verificato che la pensilina è conservata, non è che hanno nessun diritto di veto, non possono bloccare il progetto, al massimo ci saranno degli interventi conservativi che recupereranno quella quota di parte di ippodromo tutelata dal vincolo, ma nella maniera più assoluta non possono fermare il progetto, questo sia chiaro. Nessuno stop allo stadio della Roma”.

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