Italia-Croazia: Uefa apre procedura disciplinare, verso gare a porte chiuse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Novembre 2014 16:32 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2014 16:33
Italia-Croazia: Uefa apre procedura disciplinare, verso gare a porte chiuse

Italia-Croazia: Uefa apre procedura disciplinare, verso gare a porte chiuse

GINEVRA – L’Uefa ha aperto ufficialmente una procedura disciplinare riguardo al match di qualificazione agli Europei tra Italia e Croazia a Milano per gli incidenti ed il lancio di razzi da parte dei tifosi croati che hanno portato alla sospensione per due volte della gara.

La decisione della Commissione Disciplinare sarà presa l’11 dicembre. Probabile che alla Croazia venga imposto di giocare alcune partite a porte chiuse. Da escludere una vittoria dell’Italia a tavolino, mentre appare improbabile una penalizzazione in punti.

Dopo la partita, sospesa per il lancio di fumogeni, i tifosi croati si sono resi protagonisti, fuori dallo stadio, di lanci di oggetti nei confronti delle forze dell’ordine: a cavallo della mezzanotte la polizia aveva bloccato in stato di fermo una quindicina di croati, alle 2 di notte poi i fermi sono diventati arresti. Il bilancio finale parla di 16 arresti più un croato denunciato.
La vergogna ultrà si materializza al 28′ del secondo tempo di Italia-Croazia: in campo volano fumogeni e petardi, provengono tutti dal settore dei tifosi croati e l’arbitro è costretto a sospendere la partita. Il panico dura un paio di minuti, poi sembra che si possa riprendere, ma a riprendere è soltanto il lancio di petardi e fumogeni. A quel punto l’olandese Kuipers manda le squadre negli spogliatoi. La Croazia, in realtà, resta a bordo campo: sugli spalti, intanto, insieme ai baschi verdi croati interviene la Celere italiana usando il manganello per fermare gli ultrà invasati. Ci riesce: dopo 10 minuti la partita riprende. Ma la vergogna resta, tanto che a gara conclusa Niko Kovac si sente in dovere di “chiedere scusa per quanto fatto dai tifosi croati”.