Italia, Prandelli: "Non abbiamo paura della Serbia"

Pubblicato il 4 Ottobre 2011 9:30 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2011 9:33

Firenze – ''Nessuna paura di andare a Belgrado''. Cesare Prandelli rassicura tutti sulla trasferta di venerdi', ma in Serbia per il ritorno del match di un anno fa – quando a Genova gli ultras serbi misero a soqquadro lo stadio, costringendo l'arbitro a sospendere l'incontro – la nazionale italiana avra' una scorta della polizia locale rafforzata e 'sensibilizzata'.

Sia le autorita' di Belgrado sia l'Uefa considerano il match ad alto rischio sicurezza, visto il precedente. ''Attenzione, la Uefa ci osserva e eventuali incidenti provocheranno sanzioni durissime'', e' stato l'appello lanciato nei giorni scorsi dalla federcalcio serba. La sicurezza della nazionale, dall'arrivo giovedi' fino alla partita di venerdi' sera nello stadio della Stella Rossa, sara' coordinata per il Viminale da una squadra di cinque uomini, con a capo Roberto Massucci. I contatti sono attivi da diverso tempo, un'altra riunione congiunta tra i vertici delle due polizie si terra' mercoledi' a Belgrado. Per tutto lo stadio, a quanto trapela, e' previsto un apparato di sicurezza che dovrebbe impiegare oltre mille uomini. Crisi economica, questione kosovara, violenza hooligan sono considerati i tre fattori a rischio, piu' del precedente della partita di un anno fa.

Dall'Italia e' previsto l'arrivo di una cinquantina di Ultra' Italia, che hanno acquistato il biglietto in loco via web. Ma l'elemento che desta maggior attenzione e' la situazione ambientale del 'maracana'' serbo. ''Dai tifosi non ci aspettiamo nulla di particolare – si e' detto convinto Prandelli – se non un gran seguito di pubblico. L'ambiente sara' un banco di prova per la mia nazionale, dal punto di vista tecnico''.