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Italia, toto-allenatore: Ancelotti, Mancini, Allegri, Conte. Ma serve ingaggio da top club…

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Italia, toto-allenatore: Ancelotti, Mancini, Allegri, Conte. Ma serve ingaggio da top club…

ROMA – Italia, toto-allenatore: Ancelotti, Mancini, Allegri, Conte. Ma serve ingaggio da top club… Quarantotto ore di pausa e di riflessione. Se l’è prese Carlo Tavecchio a nome di tutta la Figc, che ora deve tirare i conti del disastro per il mancato Mondiale. Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha lasciato San Siro senza parlare, ma è evidente che il comitato olimpico nel ‘vigilare’ sugli scenari della federazione dello sport più popolare non può permettere un ulteriore crollo d’immagine del mondo del calcio italiano.

Tavecchio sarà chiamato prima ad affrontare il nodo del ct, che al momento non ha rassegnato le dimissioni per le quali c’è una questione economica in piedi (ma è pacifico come il ct sia arrivato al capolinea della sua avventura azzurra) poi, si passerà al nodo politico. Domani la Federcalcio dovrebbe fissare le tappe, a cominciare dall’incontro tra il presidente federale e il ct di cui ha parlato Ventura stesso: ballano i soldi di un contratto ancora in vigore da un milione e mezzo netto all’anno.

Ventura ha chiarito di non avere presentato dimissioni, si discuterà di un divorzio consensuale. Per il futuro, anche senza Mondiali molte le suggestioni: Ancelotti, Mancini, o un altro nome forte magari per risollevare immagine e morali azzurri, e quotazioni di Tavecchio. Un’operazione che diede i suoi frutti ai tempi dell’ingaggio di Conte.

Chi arriverà dovrà ricostruire dalle macerie e lavorare per gli Europei 2020. Il nome più gradito alla Figc è quello di Carlo Ancelotti, ma piacerebbe da morire anche il ritorno di Conte, un po’ stufo dell’Inghilterra. La sensazione che entrambi abbiano ancora voglia di club, ma per loro la Figc potrebbe tentare un nuovo escamotage: non un ingaggio alla Ventura (1,5 milioni), ma da top: circa 4 (con premi). Alternative assai gradite sarebbero sia Mancini che Allegri, qualora interrompessero le loro esperienze allo Zenit e alla Juve. Per questo poker, la Figc sarebbe disposta anche a scegliere un traghettatore fino all’estate (Di Biagio?), ma solo con la certezza d’incassare un sì. (Gazzetta dello Sport)

Il precedente del fallimento del ’58, che portò anche al commissariamento dopo qualche mese dal disastro di Belfast, pesa sugli scenari. Ma commissariare oggi non è possibile, a termini di regolamenti del Coni, a meno di dimissioni di massa dei dirigenti del consiglio federale. La Lega Pro ha già fatto sapere di non avere questa intenzione, i Dilettanti guidati da Sibilia dovrebbero essere l’ago della bilancia ma fonti del consiglio assicurano che non tutti sono pronti al passo indietro.

Alla ‘moral suasion’ di Malagò su eventuali dimissioni in caso di disfatta, Tavecchio aveva già fatto sapere di non avere intenzione di lasciare. Ora si attende di vedere quanto l’intensità delle inevitabili accuse per la Caporetto del calcio italiano sia forte. E lunedì e martedì prossimi al Coni sono in programma gli stati generali dello sport italiano: unico esponente del mondo del pallone invitato, Claudio Gentile. Che è in causa con la Figc…

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