James McClean, giocatore irlandese che rifiuta di commemorare caduti britannici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 novembre 2014 15:01 | Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2014 15:01
James McClean, giocatore irlandese che rifiuta di commemorare caduti britannici

James McClean, giocatore irlandese che rifiuta di commemorare caduti britannici

ROMA – I ventidue in campo lo indossano tutti. Tranne lui. Il fiore che indossano è il papavero. Il calciatore che si rifiuta è James McClean da Derry, Irlanda del Nord. McClean gioca col Wigan, squadra da poco retrocessa in serie B. E quella coccarda che non c’è la notano tutti. E molti protestano.

Perché a quel tulipano da indossare gli inglesi ci tengono tantissimo. E’ il simbolo per onorare tutti i caduti britannici nel giorno in cui si celebra il Remembrance day, il giorno dedicato appunto alla memoria dei soldati caduti.

Non è il primo anno che McClean si rifiuta. Una scelta che per lui, 25 anni, cattolico che ha scelto la Nazionale dell’Eire e non quella dell’Irlanda del Nord, gli è costata anche minacce di morte. Lui ha risposto con una lettera lunga in cui spiega i motivi della sua decisione. Lettera che, d’accordo o meno, merita di essere letta per intero.

 

La lettera di McClean, tradotta integralmente dal sito “Crampi Sportivi”

Caro Mr.Whelan,
Ho voluto scriverle, prima di avere un confronto di persona, per spiegarle le ragioni del mio non indossare il papavero sulla maglia nella partita contro il Bolton.
Provo totale rispetto verso chi ha combattutto ed è morto in entrambe le guerre mondiali – molti nati in Irlanda.
Mi è stato detto che suo nonno Paddy Whelan, nato a Tipperary, era uno di loro.
Piango per la loro morte come ogni altra persona rispettabile e se il papavero fosse un simbolo unicamente dedicato ai caduti della prima e seconda guerra mondiale mi piacerebbe indossarne uno.
Voglio che sia chiaro al 100%. Lei deve capirlo.
Ma il papavero è usato per ricordare le vittime di ogni altro conflitto dal 1945 e qui è da dove comincia il mio problema.
Per le persone del nord dell’Irlanda come me, e specificamente per quelle di Derry, teatro del Bloody Sunday massacre del 1972, il papavero ha preso un significato molto differente. La prego di capire, Mr Whelan, che quando vieni da Creggan come me o dal Bogside, Brandywell o dalla maggior parte dei posti intorno a Derry, ogni persone vive ancora nell’ombra di uno dei più cupi giorni della storia d’Irlanda – anche se come me sei nato quasi vent’anni dopo quell’evento. È parte di cosa siamo, radicato in noi sin dalla nascita.
Mr Whelan, per me indossare un papavero sarebbe stato un gesto irrispettoso verso le persone innocenti che hanno perso le loro vite negli scontri – e specialmente nel Bloody Sunday – allo stesso modo di come in passato sono stato accusato di non rispettare le vittime della prima e seconda guerra mondiale
Sarebbe apparso come un atto di mancanza di rispetto verso quelle persone; verso la mia gente.
Non sono un guerrafondaio, o un anti-britannico, o un terrorista o qualsiasi altra cosa di cui sono stato accusato nel passato. Sono un ragazzo tranquillo, credo che tutti dovrebbero vivere fianco a fianco, a prescindere dalle loro credenze religiose o politiche, che rispetto e chiedo alle persone, in cambio, di rispettare le mie.
Dall’anno scorso, sono un padre e voglio che mio figlio cresca in un mondo di pace, come ogni altro familiare.
Sono molto orgoglioso delle mie radici e semplicemente non posso fare qualcosa che credo sia sbagliato. Nella vita, se sei un uomo devi alzarti in piedi per le cose in cui credi.
So che potrebbe non essere d’accordo con quello che sento ma spero davvero che capirà le mie ragioni.
Come proprietario del club per cui sono orgoglioso di giocare, credo che dovevo queste spiegazione sia a lei che ai tifosi.
Sinceramente,
James McClean