Josè Mourinho: “Inter, ricordi Kiev? Calci, pianti e facce di m…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 settembre 2014 20:33 | Ultimo aggiornamento: 18 settembre 2014 20:33
Josè Mourinho: "Inter, ricordi Kiev? Calci, pianti e facce di m..."

Josè Mourinho: “Inter, ricordi Kiev? Calci, pianti e facce di m…” (LaPresse)

ROMA – Josè Mourinho,  tecnico del Triplete  dell’Inter, ricorda l’intervallo che cambiò la storia della trionfale annata 2009-10: “Nella prossima Champions voglio sfidare i nerazzurri”.

Ne parla La Gazzetta dello Sport in un articolo a firma di FABIO LICARI E LUCA TAIDELLI che riportiamo di seguito per la nostra rassegna stampa online.

“Voglio giocare a San Siro contro l’Inter nella prossima Champions”. Se il ruggito è quello di Josè Mourinho da Setubal – ma nerazzurro a vita – la scossa a tutto l’ambiente è inevitabile. E Mou non parla in un’occasione qualsiasi. L’ultima volta – 4 novembre 2009 – dell’Inter a Kiev prima di oggi ha coinciso con una partita ai confini della realtà che ha tenuto a galla la barca, permettendole poi di navigare fino all’apoteosi del maggio 2010.

Certo, tante cose sono cambiate in questi cinque anni scarsi. Ma la banda Mazzarri battendo stasera il Dnipro, l’avversaria più forte del girone, metterebbe in discesa la corsa ai sedicesimi di Coppa, potendosi poi concentrare sul campionato, complici anche i match casalinghi contro Qarabag (2 ottobre) e Saint Etienne (23 ottobre).

Perché quest’anno per… fare contento Mou e ritrovare la Champions, il vero scudetto interista, le strade sono due: vincere l’Europa League o arrivare tra le prime tre in campionato.
Da Kiev a Kiev, vale la pena ripercorrere quell’incredibile notte dello stadio Lobanowski contro la Dinamo Kiev.

“Non dimenticherò mai quelle facce tristi durante l’intervallo – ripercorre Mou -. Allora ho presi a calci a tutto quello che avevo davanti e ho detto che, dopo la sconfitta, non avrei voluto vedere bambini che piangevano. Ho urlato: “Se proprio deve succedere, voglio che perdiamo dopo aver dato tutto. Voglio coraggio e non facce di m…”.