Josefa Idem in finale, la signora immortale della canoa che ha piegato il tempo

di Emiliano Condò
Pubblicato il 7 agosto 2012 13:07 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2012 13:30
idem

Josefa Idem (LaPresse)

ROMA – Josefa Idem ha piegato il tempo, lo ha spazzato via a colpi di pagaia. Ha 48 anni, un’età in cui le persone normali fanno i conti con i primi acciacchi. Lei no, lei si è qualificata per la finale del K1 500. Josefa da Gotz, tedesca naturalizzata italiana, si è presentata a Londra per la sua ottava olimpiade. E lo ha fatto con l’intenzione di sempre: vincere, provare a portare a casa una medaglia.

Lei che con l’Italia ne ha già collezionate cinque (un oro a Sidney, due argenti e un bronzo) ma che era già alle Olimpiadi nel 1984. Si pagaiava a Los Angeles: le Germanie erano due e lei stava nella Ovest, c’era ancora l’Unione Sovietica (anche se non alle olimpiadi boicottate) e già c’era Josefa Idem in acqua.

Oggi, 28 anni dopo, la Idem si è qualificata per la finale del K1 500 metri: lei, la canoa e la pagaia, come è sempre stato.  Due corse nel giro di un paio d’ore: terza alla prima batteria e trionfante in rimonta (come le ragazzine che hanno tanto da spendere in semifinale).  Ha concluso in progressione, messaggio chiaro alle altre che se la troveranno davanti in finale giovedì. Josefa Idem ci sarà, non sarà spettatrice. Se poi la medaglia non dovesse arrivare pazienza, resta l’impresa. ”Sono andata oltre ogni limite personale – ha detto la Idem – mi sono lasciata trasportare dall’entusiasmo della folla”.

La smorfia della canoista arriva il giorno dopo la squalifica per doping di Alex Schwazer e in qualche modo ne rappresenta il superamento. A 48 anni si può andare oltre, senza bisogno di epo. Basta voler pagaiare contro corrente per fermare il tempo.