Juve, Agnelli: “Moggi nel suo lavoro è il migliore”

Pubblicato il 3 Febbraio 2012 17:48 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2012 17:48

Andrea Agnelli (LaPresse)

ROMA – E’ un Andrea Agnelli un po’ nostalgico, quello che rilascia una lunga intervista alla trasmissione “Studio sport XXL” su Italia 1.  Nostalgico, in qualche modo anche dell’ex dirigente Luciano Moggi definito come il  ”più bravo nel suo lavoro” nonostante calciopoli, la serie b e lo scudetto tolto (e che la sua Juve continua a chiedere indietro) nel 2006. A proposito dello scudetto  2006, secondo Agnelli ”e’ una questione di giustizia, cercheremo di portare avanti le nostre convinzioni in ogni sede”.

”Togliere qualcosa a Inter e Milan come scherzo di Carnevale? Ai nerazzurri non leverei niente perche’ lo scudetto del 2006 era gia’ nostro – sottolinea il presidente della Juventus -, al Milan la Champions del 2003. Lo scudetto del 2006 e’ una questione di giustizia, sono emersi fatti nuovi che hanno profondamente modificato quelli di 6 anni fa e percio’ cercheremo di portare avanti le nostre convinzioni in ogni sede possibile”.

Poi la difesa di Luciano Moggi, ex dg bianconero, condannato del processo penale di Napoli e radiato dalla giustizia sportiva: ”In quel periodo nel suo lavoro Moggi era il piu’ bravo di tutti, come lo fu Allodi in passato. Mentre Girando per me e’ stato un punto di riferimento, come un padre, e come tale c’erano affetti e conflittualita”’.

Spazio anche alla Juve di oggi: ”Chi ha cambiato alcuni dei nostri equilibri nell’ultimo anno e’ stato Barzagli. Del Neri aveva un compito difficilissimo, era l’inizio del rinnovamento; Conte invece lo conosco da 20 anni, e’ stata una scelta quasi naturale”. Gli uomini Juve sono Boniperti e Del Piero che ”rappresentano al cento per cento il dna Juve”.

Agnelli continua con un pensiero sulla situazione del calcio in Italia: ”Dieci anni fa i grandi club avevano gli stessi fatturati dei grandi club europei, oggi per colmare il gap tra noi e loro servirebbe un lasso di tempo tra i 5 e gli 8 anni. Nel nostro calcio ci sono tre cose vecchie: gli stadi, i diritti televisivi e la protezione dei marchi. Occorrono riforme. Sulla politica sportiva il Milan resta il nostro migliore alleato, sul campo il rivale piu’ temibile. Ho chiesto alla Ferrari i contratti dei piloti di Formula 1 per applicarli al calcio. Un ritorno a Maranello? Sto bene dove sto. Il derby mi piace, ma vorrei un Torino forte che desse a quella sfida un’importanza di classifica ben al di la’ della rivalita’ cittadina. Il campione bianconero che preferisco? Montero, le figure ideali Torricelli e Nedved. Di chi sento la mancanza? Di mio fratello Giovanni”.