Juve, Benitez: più “no” che “sì”. Non vorrebbe prendere ordini da Marotta

Pubblicato il 6 Maggio 2010 19:21 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2010 19:54
Rafa Benitez

Rafa Benitez

Rafa Benitez potrebbe ripensarci. Secondo il quotidiano inglese “Sun” (ma non è il solo), infatti, il tecnico spagnolo del Liverpool non sarebbe per niente entusiasta di approdare a Torino agli ordini (formalmente) di un dg, sia pure molto prestigioso, come Beppe Marotta.

In attesa dell’incontro decisivo tra il tecnico e il presidente del club inglese, la Juventus sta alla finestra, ma solo in apparenza, perché da tempo si sta muovendo sul fronte degli altri allenatori e ha già incassato un sì di massima da Cesare Prandelli, un “ni” di Luciano Spalletti e un entusiastico “sono pronto” da Massimiliano Allegri, al quale é stato detto di tenersi pronto ma solo in una posizione defilata. E’ spuntato anche il nome di Del Neri, che in una grande squadra, la Roma, non ebbe fortuna e ha costruito la propria indubbia credibilità nelle squadre piccole o medie, dal Chievo al Palermo e alla stessa Sampdoria. Difficile però che il presidente blucerchiato lo lasci partire, dopo Marotta e qualche giocatore in odore di trasferimento a Torino, su tutti Pazzini, Poli e Palombo.

E poi il club torinese ha deciso di puntare su un allenatore esperto sì, ma giovane anagraficamente e in grado di costruire un ciclo e una filosofia destinati a durare nel tempo. Il personaggio ad hoc lo avrebbe avuto, Didier Deschamps, che ha appena vinto il campionato in Francia con il Marsiglia, che ha interrotto anni di dominio incontrastato del Lione. Ma i dissapori sorti con Jean Claude Blanc che nel 2007 ne fanno escludere la candidatura.

La questione Benitez si concluderà, in un modo o nell’altro, questa settimana, dopo l’ultimatum doveroso che la società bianconera ha recapitato al tecnico spagnolo. I tempi ormai sono strettissimi e il tira e molla panchinaro rischia anche di condizionare pesantemente il mercato, perché è in questo periodo che avvengono i contatti informali poi decisivi per le trattative vere e proprie dell’estate. Di questo si è parlato oggi in sede, durante il vertice tra Andrea Agnelli, Jean Claude Blanc e Carlo Sant’Albano, in rappresentanza di Exor.

Zaccheroni ha invitato la Juventus a non fare rivoluzioni, ma è solo una questione di termini, perché la squadra manca di almeno cinque pedine fondamentali, due terzini, un centrale difensivo, un esterno di centrocampo e un attaccante. Inoltre, il mercato in uscita dei bianconeri si presenta difficile quanto indispensabile. Piazzare gente come Zebina, Grygera, Melo, Camoranesi, Trezeguet, Giovinco, Grosso, non sarà semplice, per motivi diversi per ciascuno e lo stesso Buffon, per il suo valore aggiunto nello spogliatoio (oltreché in campo, naturalmente) e presso gli sponsor, può solo essere ceduto a prezzi competitivi, cioé non un euro in meno di 25 milioni. Ma la Juventus ha assolutamente bisogno di monetizzare e conta di ricavare almeno 30 milioni, Buffon escluso, dalle cessioni. Lunedì (probabilmente già sabato) la telenovela-Benitez si concluderà con una fumata, bianca o nera, nel rispetto della storia della Juventus.