Juve, Roma e Inter: per Ranieri tre sogni interrotti

Pubblicato il 27 Marzo 2012 0:03 | Ultimo aggiornamento: 26 Marzo 2012 23:12

ROMA, 26 MAR – Se la Juve e' stato il sogno tradito e la Roma la delusione del primo amore, l'Inter restera' la scommessa perduta. La soddisfazione di Claudio Ranieri era stata grande, lo scorso settembre, quando il presidente Massimo Moratti aveva chiamato proprio lui sulla panchina un tempo di Mourinho. Ai tempi della Roma del dopo-Spalletti, Ranieri era stato il 'nemico' n.1 del portoghese. E proprio per uscire dalla crisi in cui l'Inter era piombata nella brevissima esperienza di Gasperini, Moratti aveva aperto le porte di Appiano Gentile al 'baronetto' di San Saba. Un tecnico solido, di grande esperienza internazionale (ha allenato il Valencia, due volte, Atletico Madrid e Chelsea).

L'Italia l'ha girata in lungo e largo: Cagliari lo lancio' in panchina nell'88 (esordio nell'Interregionale al Vigor Lamezia nell'86), poi il Campania Puteolana in C1), Napoli, Fiorentina, Parma, Juventus, da dove fu ''cacciato'' in malo modo nonostante il terzo posto in classifica. Quando il 2 settembre 2009 prese in mano la squadra giallorossa dopo l'addio di Spalletti, dopo sole due giornate di campionato, nemmeno il tifoso piu' sfegatato avrebbe puntato un euro sul tricolore (a novembre tra l'Inter di Mourinho e la Roma c'era 14 punti). Cinque mesi dopo i giallorossi erano in vetta solitari alla A. Un sorpasso dovuto a 24 risultati utili consecutivi, fino alla sconfitta casalinga con la Sampdoria. Il 20 febbraio 2011 si dimise dopo la sconfitta per 4-3 con il Genoa in cui la Roma era andata in vantaggio per 3-0 nel primo tempo, e il Genoa aveva rimontato segnando 4 gol in pochi minuti del secondo.

In Italia Ranieri era tornato nel 2007 sulla panchina del Parma, dopo due anni di inattivita' ed a 10 dall'ultima esperienza in A, prendendo il posto di Stefano Pioli. Un'esperienza breve: lascia la societa' emiliana gia' a fine maggio per essere poi ingaggiato dalla Juve per sostituire Deschamps. In bianconero riporta la squadra in Champions League, con quattro turni d'anticipo, regalandole il terzo posto. La stagione successiva e' piu' difficile, perche' i tifosi si aspettavano molto; nonostante la doppia vittoria in Champions sul Real Madrid, il 18 maggio 2009 per lui l'esonero e' un fulmine a ciel sereno, anche perche' mancano solo due giornate al termine del campionato. La squadra, terza in classifica, venne affidata a Ciro Ferrara.

Lungo anche il suo periodo all'estero: otto anni vissuti in gran parte in Spagna (tra Valencia e Madrid) e a Londra. Nel '97 dopo l'addio a Firenze – dove rimase quattro anni arrivando al successo in Coppa Italia nel '96 e alla Supercoppa italiana battendo il Milan di Capello – si trasferi' per primo a Valencia. In otto anni e' riuscito a vincere una Coppa del Re nel 1999, mentre nel 2003/2004 sfioro' l'impresa con il Chelsea, ottenendo un secondo posto in Premier League e fermandosi in semifinale di Champions. Nel 2004 venne anche insignito dall'ambasciatore italiano a Londra del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana, ma tutti hanno imparato a chiamarlo 'baronetto', per quella sua impenetrabile flemma. Nella stagione 2004/2005 ritorno' di nuovo a Valencia ma, dopo avere vinto la Supercoppa europea, decise di tornare in Italia. A 60 anni (compiuti lo scorso 20 ottobre) Ranieri deve lasciare un'altra panchina prestigiosa. Alla striscia di sette successi consecutivi in campionato, e' seguita una lunga fase di risultati deludenti, compresa l'eliminazione dalla Champions ad opera del modesto Marsiglia. La goccia che ha fatto traboccare il vaso e' stato il 2-0 in casa della Juventus di domenica, condito dai caustici striscioni su Calciopoli. Troppo per la dirigenza interista che ha scelto di affidarsi al tecnico della Primavera Stramaccioni.