Serie A: Juve vince con Chievo ma Ronaldo non segna. Ancelotti esordio ok, Napoli batte Lazio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 agosto 2018 22:45 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2018 23:21
Serie A: Juve vince con Chievo ma Ronaldo non segna. Ancelotti esordio ok, Napoli batte Lazio

Serie A: Juve vince con Chievo ma Ronaldo non segna. Ancelotti esordio ok, Napoli batte Lazio (Ansa)

ROMA – Subito gol ed emozioni in Serie A. Juventus e Napoli ricominciano a macinare vittorie come lo scorso anno. Entrambe hanno vinto in rimonta. La Juventus ha piegato la resistenza del Chievo ma Cristiano Ronaldo non ha segnato nella vittoria per 3-2 dei bianconeri. Il Napoli si è imposto in rimonta sul campo della Lazio con Carlo Ancelotti che ha esordito sulla panchina dei campani con una vittoria di peso [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Cristiano Ronaldo non segna all’esordio ma la Juve passa a Verona

Tutti aspettano Cristiano Ronaldo, e trovi Giaccherini. Tutti pensano alla goleada bianconera, e al 30′ del secondo tempo il piccolo Chievo è in vantaggio. Alla fine i Campioni d’Italia vincono 3-2, la risolve Bernardeschi al 93′, CR7 non segna ma offre sprazzi dei suoi colpi: ma l’andamento a sorpresa della prima di campionato dà la misura di come la Juventus si troverà a dover lottare su ogni palla fino alla fine, e di molto lavoro che resta da fare per trovare gioco e intesa tra le ‘stelle’ della squadra superfavorita.

Nel caldo dello stadio Bentegodi, con misure di sicurezza al massimo per l’occasione, il più osservato è ovviamente CR7, al primo impatto con il campionato italiano, osannato all’entrata in campo e a ogni palla toccata. Allegri conferma la formazione annunciata, con il trio Douglas Costa-Cuadrado-Dybala alle spalle del portoghese, centrocampo a due con la coppia collaudata Pjanic-Khedira e difesa con il figliol prodigo Bonucci – fischiato per quasi tutto il primo tempo – accanto a Chiellini e laterali Cancelo e Alex Sandro. D’Anna risponde con una formazione 4-3-3 con Stepinski unica punta supportato da Giaccherini, e difesa volonterosa davanti a Sorrentino. Pronti-via, e la Juve va subito in vantaggio al 3′, con Khedira che gira di sinistro in porta una palla deviata di testa da Chiellini su punizione dalla trequarti di Pjanic.

Da qui sembra tutto in discesa, con i bianconeri a dominare su ogni palla, e Ronaldo a stare in agguato in ogni occasione, come al 18′ quando sfiora il palo alla destra di Sorrentino, o come quando lancia la ripartenza con un velo per Dybala e quindi per Cuadrado, che però non gli restituisce la palla in posizione favorevole, preferendo tirare alto. Tutta questa supremazia territoriale e tecnica non si traduce comunque in tiri o in gol, la palla viaggia per linee orizzontali e lente, complice anche il grande caldo che induce l’arbitro Pasqua a concedere il ‘time out’ intorno alla mezz’ora. E dopo la sosta il Chievo pare rinfrancarsi e alzare la linea di gioco, arrivando prima sui palloni e bloccando il rifornimento alle punte.

Così capita che al 37′, su rimpallo perso dalla Juve, Giaccherini trova un corridoio a sinistra e crossa perfettamente a centro area dove Stepinski viene lasciato solo e ha tutto il tempo di incornare per il pari, forse non meritato fino a quel momento. Si va così al riposo con un pari inaspettato, che fa tirar fuori la voce ai tifosi clivensi, fino ad allora sovrastati dall’entusiasmo dei supporter juventini. La ripresa vede un altro tentativo solitario di Ronaldo, che con uno dei suoi tiri da fermo a girare mette in difficoltà Sorrentino. Ma il Chievo continua a far girare la palla e a lanciare precisi contropiedi, che prendono la difesa bianconera impreparata. E ancora Giaccherini, al 9′, dà ai suoi l’insperato vantaggio: sempre a sinistra scavalca Cancelo che in ritardo lo abbatte. E’ rigore, che lo stesso ex insacca spiazzando Szczesny.

L’infuriato Allegri capisce che è ora di dare più cattiveria alla squadra, e inserisce i “muscolari” Mandzukic ed Emre Can più Bernardeschi al posto di uno spento Cuadrado, di Douglas Costa e Khedira. Il croato vicecampione del mondo trova l’intesa con Ronaldo, che si sposta a sinistra portando lo scompiglio nella difesa gialloblù, con tre occasioni in cinque minuti fino al pareggio, che giunge al 30′ su angolo, battuto da Alex Sandro e toccato in rete da Bonucci con la complicità di Bani. E anche i fischi lasciano lo spazio all’esultanza, al ritorno dello “sciacquarsi la bocca” in maglia bianconera. Alla ricerca della vittoria, adesso, la Juve va anche allo scontro fisico con il Chievo, e Pasqua tira fuori gli unici due cartellini gialli della gara – anche se nei confronti di due clivensi.

Al 33′ Ronaldo tira una delle sue punizioni a giro dalla sinistra, con Sorrentino che respinge sui piedi di Bonucci, che però non trova il tempo giusto per la doppietta, poi Emre Can al 40′ di testa trova ancora il portiere avversario. Un minuto dopo, su altra mischia in area, c’è uno scontro tra Ronaldo e Sorrentino, che finisce a terra; la palla si impenna e Mandzukic la tocca di testa. La Juve reclama il gol, ma Sorrentino resta a terra quasi esanime, tra la paura dei compagni (uno gli mette anche la mano in bocca, quasi a controllare che la lingua non sia rivoltata a soffocare).

Mentre entrano i medici l’arbitro convalida, poi però va a controllare la Var, e annulla per la carica sul portiere gialloblu. Quest’ultimo sarà costretto a uscire in barella – ma cosciente, visto che saluta il pubblico – e viene sostituito da Seculin. Non è finita ancora, perché ci sono 5 minuti di recupero, e al 48′ la Juve trova la vittoria insperata, con Bernardeschi che tocca sotto porta un pallone fatto filtrare rasoterra da Alex Sandro. Esultano i tifosi, CR7 alla prima non ‘stecca’, anche se c’è ancora molto da limare in casa juventina.

Carlo Ancelotti esordisce sulla panchina del Napoli con una vittoria sulla Lazio

Carlo Ancelotti torna in serie A con una vittoria; il suo Napoli vince in casa Lazio 2-1 alla prima giornata, dopo essere stata in svantaggio per un gol di Immobile. Milik e Insigne i marcatori del Napoli.

Non sarà spettacolare come quello di Maurizio Sarri, ma anche il Napoli di Carletto Ancelotti sa come si vince, nello specifico a spese di una deludente Lazio. Così il tecnico pluridecorato del calcio italiano, al ritorno nella serie A dopo nove anni abbondanti di esperienze e successi all’estero, ricomincia come aveva finito, ovvero con tre punti, come a maggio del 2009 in Milan-Fiorentina.

Questa volta la ‘prima’ alla guida del Napoli finisce 2-1 in rimonta, dopo che il ‘figlio ingrato’, il napoletanissimo Immobile, aveva portato in vantaggio i padroni di casa. Non è certo un Napoli al top, ma si comincia a vedere la mano dell’allenatore, nonostante Hamsik in regia ancora non funzioni bene. Ma si nota come nel gioco di Ancelotti sia fondamentale la ricerca da parte dei compagni dell’attaccante di peso al centro del reparto avanzato. E visto che Milik sembra tornato quello di prima degli infortuni, ecco che i vicecampioni d’Italia rispondono a tono al successo (in extremis) della Juventus di CR7.

E la Lazio? E’ presto per dare giudizi che il 18 agosto non potrebbero mai essere definitivi, ma non sembra essersi rinforzata dopo una campagna acquisti in cui la dirigenza biancoceleste ha rinfoltito il centrocampo con Badelj e Berisha (oggi indisponibile) e per il resto si è limitata a sostituire i partenti: Acerbi per De Vrij e Correa per Felipe Anderson, Ma in realtà andava preso un altro difensore valido (Caceres, oggi esterno sinistro, non basta) e forse anche un portiere. In più la squadra di Simone Inzaghi oggi ha scontato la giornata no di Luis Alberto e del suo gioiello Milinkovic-Savic, forse ancora distratto dalle voci di mercato. L’unica certezza rimane Immobile, già in palla e in gol dopo 25 minuti dopo splendido stop a seguire e tiro di sinistro.

E’ stato l’unico momento di esultanza della Curva Nord; da lì prima e’ partita la solidarietà alle vittime di Genova, con uno striscione esposto in prima fila, poi l’inquietante messaggio di un volantino di un sedicente direttivo ultrà che invitava le donne a rimanere fuori dalle prime 10 file, ‘la nostra linea trincerata’: la forze dell’ordine hanno acceso i fari sull’episodio. Questioni ultrà a parte, per la Lazio c’è ancora molto da lavorare per Simone Inzaghi, specie per ciò che riguarda la difesa, settore al quale il tecnico nei giorni precedenti questa partita aveva già dedicato particolare attenzione. Lazio padrona del campo per i primi 25′ e 1-0 con Immobile, poi veniva fuori il Napoli, che sfiorava due volte il pari con Milik, il quale si vedeva poi annullare un gol per un fallo di Koulibaly su Radu.

Il polacco si rifaceva poco dopo, nel recupero, mettendo in porta su assist di Callejon. Lazio meno ordinata, e anzi incline alle distrazioni in difesa (male Bastos), ma pericolosa con Immobile al 9′ prima delle rete di napoletana di Insigne al 14′, su cross di Hysaj e tocco di Allan per l’attaccante ex Pescara, che batteva l’incerto Strakosha. Poi disordinati attacchi biancocelesti fino all’assalto finale, in cui la Lazio era anche sfortunata, con la traversa colpita da Acerbi proprio al 90′. Se il pallone fosse entrato forse adesso certi giudizi sarebbero diversi, ma il bello del calcio è anche questo.