Juventus, Andrea Agnelli: “L’anno prossimo saremo ancora in finale Champions”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2015 12:27 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2015 12:28
Juventus, Andrea Agnelli: "L'anno prossimo saremo ancora in finale Champions"

Andrea Agnelli (LaPresse)

TORINO – Andrea Agnelli ha elogiato la sua Juventus al termine di un’annata straordinaria: “Usciamo con sensazioni miste dalla partita di Berlino, quando uno gioca una finale di Champions la gioca per vincere – ha ammesso – È vero che abbiamo perso la finale, ne abbiamo perse 6, ma noi in finale ci siamo comunque arrivati… A Berlino la squadra ha disputato un’ottima prestazione. La partita di Dortmund e la semifinale col Real Madrid sono stare la svolta nel nostro cammino europeo. Berlino è stato un punto di partenza per il futuro. Perché Milano è vicina non vuol dire che la giocheremo per forza. Fra un anno ci saremo ancora noi in finale”.

Ma questa Juventus ha fatto il massimo. “Qualche giorno prima della finale abbiamo vinto la decima Coppa Italia è il tretantreesimo scudetto. Dobbiamo essere orgogliosi – ha aggiunto – Non dobbiamo dimenticare che il 16 luglio abbiamo presentato Massimiliano Allegri, ecco perché ringrazio Marotta, Paratici e Nedved. In quei giorni concitati hanno dimostrato calma, Allegri è arrivato in punta di piedi, si è inserito in maniera fantastica, entrando subito in sintonia con una squadra già molto forte. Lo ringrazio per il coraggio avuto nel guidare la Juve in quel momento storico». Grande Juve, comunque. «Una stagione deve essere considerata di successo se si è competitivi in primavera su tutti i fronti. I calciatori sono i primi che vogliono vincere tutto, ma non giudico così il nostro lavoro. Vogliamo continuare a mantenere analoghi successi anche nei prossimi anni. Non fermiamoci al risultato di questa annata”.

Agnelli ha dettato anche regole precise per cambiare il calcio in Europa e in Italia. “La nostra dimensione è europea, se l’Italia vuole tornare ad essere competitiva deve confrontarsi con le problematiche nostrane – ha puntualizzato – La finale di Champions e le due semifinali di Europa League sono un successo per queste tre squadre, non del calcio italiano. Siamo saliti di ranking ma in Italia ci sono tanti problemi, a partire dagli impianti quanto meno da ristrutturare. In Italia preferisco di parlare di Juventus. Noi dobbiamo continuare a dare il massimo. Dal mio ingresso credo di aver portato la cultura del lavoro in ogni area. Tutti lavorano tanto, è stato dato un chiaro percorso. Io mi devo preoccupare solo di noi stessi. È prematuro fare qualunque tipo di commento sulla Fifa. Emerge qualcosa di nuovo ogni giorno. Non dà una grande immagine del calcio». La Juventus non sta cercando partner stranieri. «Non c’è nessuno e non lo stiamo neanche cercando. Il Milan? Faccio fatica numericamente a trovare la quadra sulla valutazione data al Milan. C’è il valore del marchio ma non so…”.

La sconfitta di Berlino rappresenta la fine di un ciclo? “No, abbiamo giocato con i migliori e deve essere un punto di partenza. Quando penso a Morata, Pereyra, Dybala, Rugani, sono giocatori che crescono. Morata è stato l’uomo della Champions, i giovani stanno facendo grandi cose. Il mio futuro? Io sto molto bene dove sto, da qui a 30 anni non lo so… C’è una continuità da dare a livello sportivo, ci sono grosse sfide a livello internazionale. Sono molto motivato. Cosa c’è da cambiare in Italia? La mia posizione è la medesima da sempre. Il problema è la progettualità. Il miglior esempio della stagione è stato l’Empoli. La cultura è forte, vincere il campionato non è così facile. Non mi sento isolato, mi sento incapace perchè non riesco ad influire sulle politiche sportive. Noi continuiamo a percorrere la nostra strada”.