Juventus-Atalanta, Gasperini: “Non ci scansiamo. Farò turnover”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 marzo 2018 18:39 | Ultimo aggiornamento: 13 marzo 2018 18:40
Juventus-Atalanta, Gasperini: "Non ci scansiamo. Farò turnover"

Juventus-Atalanta, Gasperini: “Non ci scansiamo. Farò turnover” (Ansa)

TORINO – La parola d’ordine della vigilia è chiara e netta: “Non ci siamo mai scansati, ma il turnover ci sarà. Diverso dall’altra volta. Quando la partita era stata rinviata per neve, il 25 febbraio, dovevamo affrontare i bianconeri due volte in tre giorni e venivamo dall’eliminazione in Europa League col Borussia Dortmund”. Della serie: stavolta non saranno nove panchinari (compresi Gollini, Melegoni, Haas e Rizzo) su undici, coi soli Toloi e de Roon fra i titolari in distinta, ma un po’ meno.

Tra il recupero domani (della ventiseiesima giornata) con la Juventus e la trasferta domenica a Verona, l’Atalanta non ha tregua sulla strada di una nuova qualificazione all’Europa League: “Arriviamo bene a questa sfida, la vittoria di Bologna ha migliorato la nostra classifica dandoci un’iniezione di morale – prosegue -. Ma anche quello della Juve è a mille, è appena tornata in testa al campionato. E un gol lo fa, non finirà 0-0”. Considerazione massima per l’undici dall’altra parte del campo, ci mancherebbe: “I numeri parlano chiaro, l’avversario non ha punti deboli. Anche se ripenso al palo di Gomez nella semifinale di ritorno di Coppa Italia e mi chiedo ancora come sarebbe finita – rimarca Gasperini -. Certamente per noi non è il momento migliore per affrontare i più forti, ma non ci scansiamo: capisco l’esigenza di tenere aperto il campionato, ma noi dobbiamo fare risultato per noi stessi. I bianconeri e il Napoli stanno giocando una competizione a parte.

E poi in pochi fanno bene con la Juve: noi in casa in campionato le avevamo strappato un 2-2, in coppa abbiamo perso entrambe le volte di un gol. Come avevamo perso di un gol con gli azzurri senza meritare la sconfitta”. Il rimescolamento delle carte ci sarà, questo è sicuro: “Impossibile non cambiare quando ci sono tre partite in una settimana. Caldara lo portiamo in campo per la rifinitura e verifichiamo. Ci sono acciacchi di Rizzo, Bastoni, Gomez, che ha un risentimento alla coscia, Petagna e Spinazzola”. Tradotto: spazio a Palomino in mezzo alla difesa tra Toloi o Mancini e Masiello, Hateboer a destra al posto di Castagne e alla bisogna Gosens a sinistra, Cristante dietro Ilicic e Cornelius, salvo contrordine.

E il leader sulla bocca di tutti per un rendimento non all’altezza? “Ha avuto episodi sfortunati contro il Borussia e la Juventus in Coppa Italia, tra gol sbagliato, rigore e palo nella semifinale di ritorno di Coppa Italia: se fossero entrati quei palloni si direbbe di lui come di un campione straordinario. A Bologna invece l’ho visto in calo morale, da capitano deve reagire: per raggiungere l’Europa League ci servono la testa sgombra e il miglior Papu”. Spazio anche alla stella altrui, lanciato titolare alla “Favorita” in uno 0-0 col Torino il 21 ottobre 2012 proprio dall’attuale stratega atalantino: “Era stato bravo il Palermo a puntare su un Dybala giovanissimo, io me lo ricordo a diciott’anni ed era già un ragazzo straordinario. Il resto della carriera è merito suo”.

E sul collega, ecco un parallelo che non ti aspetti: “Sia Allegri che io siamo allievi di Giovanni Galeone, che ci ha influenzati entrambi nella ricerca costante della prestazione e del risultato contro chiunque. Una mentalità che ci ha trasmesso, anche se abbiamo filosofie di gioco diverse”.