Juventus, a Genova in aereo per evitare il caos autostrade

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Giugno 2020 13:46 | Ultimo aggiornamento: 30 Giugno 2020 13:46
Juventus, Maurizio Sarri in una foto Ansa

Juventus, a Genova in aereo per evitare il caos autostrade (foto Ansa)

ROMA – La Juventus ha deciso che andrà a Genova in aereo per evitare il caos autostrade in Liguria.

E’ stata la scelta della dirigenza della Juventus che, per la trasferta di questa sera alle 20.45 al Ferraris, ha scelto di volare.

Niente pullman come d’abitudine quindi a causa dei grandi disagi che si stanno registrando da settimane sulla rete autostradale ligure per via dei molteplici cantieri di messa in sicurezza delle gallerie aperti.

Difficili gli spostamenti lungo le arterie della regione: A7, A10 e A26, e in particolare attorno al nodo di Genova. Il rischio di rimanere imbottigliati per ore è concreto.

Il club bianconero ha così scelto il charter privato, nonostante la breve distanza – circa 180 chilometri – tra le due città. La Juventus è arrivata all’aeroporto di Genova in tarda mattinata.

Le parole di Toti 

“Dopo una notte in cui molti automobilisti hanno passato ore e ore in coda per le chiusure selvagge dell’autostrada e prima di un pomeriggio in cui accadrà la stessa cosa credo sia diritto di chi subisce questo disagio sapere cosa succede esattamente”.

Così il presidente della Liguria Giovanni Toti qualche giorno fa ha parlato del caso dei cantieri per la messa in sicurezza delle gallerie sulla rete autostradale ligure.

“Nell’inverno di quest’anno e a inizio primavera, con disastroso ritardo, Autostrade avvia una serie di controlli su tutte le gallerie della nostra regione.

Quando i controlli stanno per finire, il Ministero delle Infrastrutture, il 20 maggio, decide che i controlli, nelle oltre 250 gallerie della Liguria, non debbano essere fatti come stava facendo Autostrade, ma ricominciare da capo smontando tutte le “onduline”e che si applichi una circolare ministeriale del 1967 che prevede controlli alle gallerie almeno ogni trimestre.

E i lavori devono avvenire entro il 15 luglio.

In pratica qualcuno al Ministero decide che si deve fare in meno di tre mesi, dopo il lockdown, all’apertura della stagione turistica, quando l’economia sta ripartendo, quello che non si è fatto in trent’anni. Siccome ciò è impossibile, i lavori andranno oltre il 15 luglio.

Nessuno vuole prendersi la responsabilità, al Ministero e in Autostrade, di decidere quali lavori sono davvero urgenti e quali si potrebbero invece spalmare in un tempo più lungo.

E così la Liguria resta schiacciata. Noi non ci arrendiamo a questa incomprensibile follia”. (Fonti: Ansa, Agi).